Prestiti a pensionati invalidi: come fare

Prestiti a pensionati invalidi: vediamo se è possibile ottenerli, quali sono le condizioni e i requisiti richiesti. Ci riferiamo a chi riceve delle prestazioni assistenziali, per quelle previdenziali, infatti, la strada più semplice resta quella della cessione del quinto.
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26/10/2022

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Indice

In linea di massima le banche e le finanziarie non rifiutano prestiti a pensionati invalidi. È anche vero che la procedura per la concessione di finanziamenti segue in questi casi l’iter che si attiva per tutti gli altri clienti.

Questo significa che non può essere percorsa la strada privilegiata garantita dalle agevolazioni dell’Inps o dalla cessione del quinto. Ovvero i tipi di prestito più consueti per i pensionati nel nostro Paese.

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Per concedere prestiti ai pensionati invalidi gli istituti di credito puntano in particolare su una cosa: l’affidabilità creditizia. Ovvero: valutano la capacità della persona con invalidità di rimborsare la somma ricevuta.

Vediamo come funziona e quali sono le differenze rispetto ai prestiti che vengono erogati a chi percepisce un assegno previdenziale Inps.

Su questo stesso argomento potrebbe interessarti sapere come avere un prestito con assegno ordinario di invalidità; c’è anche un focus che ti spiega se e come è possibile se si è invalidi e protestati; e infine un post su quando è possibile chiedere un prestito con l’indennità di accompagnamento.

Prestiti a pensionati invalidi: variabili

Dunque, abbiamo accennato che le condizioni per concedere un prestito a pensionati con invalidità sono simili a quelle di un tradizionale prestito personale.

Ci sono alcune variabili importanti:

  • l’entità della pensione di invalidità (cumulabile con altre forme di reddito) che non può essere inferiore alla soglia minima di sopravvivenza (assegno sociale);
  • l’età di chi presenta la richiesta di prestito, che non deve superare il limite massimo imposto da ogni singolo istituto di credito. In linea di massima però vengono concessi finanziamenti anche a persone che superano i 75 anni (ma solo se le condizioni di salute superano determinati standard).

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Prestiti a pensionati invalidi: distinzione

Un altro aspetto da valutare è questo, o meglio, una distinzione:

  • tra chi riceve un assegno previdenziale, in questo caso non ci sono molto problemi per la concessione di un prestito;
  • e chi riceve una invalidità civile (assegno assistenziale), che viene riconosciuta a chi rientra entro determinati requisiti di reddito.

C’è anche un’altra distinzione da fare, ovvero:

  • assegno di invalidità definitivo: non ci sono problemi per l’accesso al credito;
  • assegno di invalidità temporaneo: in genere dura massimo tre anni e questo rende più complessa la possibilità di accedere a un finanziamento. Sono molte le società finanziarie che rifiutano il prestito.

Ovviamente hanno un peso, come già accennato, eventuali altre fonti di reddito. Comprese quelle da lavoro (cosa è possibile per una parte rilevante dei trattamenti previdenziali e assistenziali legati all’invalidità).

Prestiti a pensionati invalidi: cessioni del quinto

Oltre ai prestiti personali c’è comunque la cessione del quinto. Che prevede una trattenuta sulla pensione che non può superare il 20% dell’assegno pensionistico.

In questo caso uno dei fattori determinanti per l’erogazione del prestito è la patologia della persona con invalidità. L’assicurazione infatti deve quantificare il rischio di decesso anticipato del richiedente.

In pratica, l’invalidità non deve rappresentare un fattore di rischio così alto da far temere la morte anticipata di chi presenta la domanda di finanziamento.

Prestiti a pensionati invalidi: quadro generale

Questo è il quadro generale delle condizioni necessarie per ottenere un prestito con una pensione di invalidità. Ci sono dunque molte variabili che di fatto, spesso spingono gli istituti di credito a dire di no.

Oltre a una pensione troppo bassa o un’età avanzata, abbiamo visto che anche le condizioni di salute del richiedente hanno un peso enorme sulla possibilità che il prestito venga erogato.

Prestiti a pensionati invalidi: assistenziale o previdenziale

C’è anche un altro aspetto che ha un peso quando una banca rifiuta il prestito a una persona che percepisce la pensione di invalidità. Ovvero se il trattamento assistenziale sia l’unica garanzia di rimborso da offrire a un istituto di credito.

Ci spieghiamo: se il pensionato dovesse iniziare a essere insolvente, la banca non potrebbe rivalersi sul trattamento pensionistico, proprio perché è una prestazione di tipo assistenziale. Questo significa che perderebbe la somma di denaro che è stata prestata.

Prestiti a pensionati invalidi: motivazioni del no

E quindi, ripetiamo quali sono le motivazioni che potrebbero spingere un istituto di credito a rifiutare il prestito a un pensionato con invalidità:

  • l’insicurezza dovuta alla consapevolezza che la pensione di invalidità di tipo assistenziale erogata dall’Inps non può essere “aggredita” in caso di insolvenza del richiedente;
  • l’importo della pensione di invalidità che se assistenziale è sempre di modesta entità;
  • l’eventuale bocciatura da parte della centrale rischi assicurativa dell’istituto di credito se ritiene che lo stato di salute di chi presenta la richiesta sia troppo precario.

In conclusione possiamo dire che i prestiti per pensionati invalidi sono possibili, ma solo a determinate condizioni. Non sempre è possibile accedere alla cessione del quinto, che è la soluzione privilegiata per le banche, perché gli importi di una prestazione assistenziali sono troppo basse.

L’altra difficoltà è rappresentata dalle condizioni di salute dell’invalido, in particolare a lungo termine.

Prestiti a pensionati invalidi: come fare?

Prestiti a pensionati invalidi: Piccoli prestiti Cei

L’alternativa può essere rappresentata dai Piccoli Prestiti Cei. Vengono concessi fino a 6mila euro anche a pensionati invalidi. Si possono rimborsare con rate fino a 500 euro, per un tempo massimo di 60 mesi e a un tasso di interesse agevolato.

Questi prestiti sono possibili dopo che la Cei (Conferenza Episcopale Italiana) ha stipulato un accordo con l’Abi (Associazioni delle Banche Italiane).

I Piccoli Prestiti Cei sono stati istituiti proprio per venire incontro alle necessità di quanti si trovano in condizioni di particolare svantaggio sociale.

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