Prestiti a invalidi civili protestati: come averli

Prestiti a invalidi civili protestati o cattivi pagatori, vediamo se, quando è come è possibile. Si tratta di un finanziamento che per le banche e le finanziarie è ad alto rischio di insolvenza, sia per le passate esperienze di chi presenta la richiesta, sia per la condizione di invalidità che comporta una riduzione della capacità lavorativa e quindi di produrre reddito. Ma esiste una possibilità...
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08/09/2022

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INDICE:

Diciamolo subito: un prestito è possibile, ma non così facile da ottenere. Le difficoltà da superare, come potete immaginare sono due:

  • l’invalidità civile non è finanziabile, ma l’ostacolo si aggira se il trattamento assistenziale è associato un’altra pensione cedibile. Cedibile significa che su quel trattamento è possibile applicare il calcolo della rate per il rimborso del prestito;
  • l’altra difficoltà è dovuta all’essere protestati o cattivi pagatori: quando si è segnalati in quegli elenchi l’accesso al credito è difficoltoso anche per chi non ha una invalidità che incide in maniera determinante sulla sua capacità lavorativa (e quindi di rimborso).

Come avrete capito la discriminante è una pensione, che non sia di invalidità civile, e che consenta quindi la cessione del quinto. Ma entriamo nel dettaglio e verifichiamo la fattibilità di questo prestito.

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Potresti essere interessato ad avere informazioni sugli arretrati della pensione di invalidità, quando e come richiederli. C’è anche un focus su cosa fare quando ricevi il verbale di invalidità o avere dei chiarimenti su quando un invalido può essere licenziato.

Prestiti a invalidi civili protestati: cessione del quinto

La cessione del quinto della pensione è spesso una delle poche ancore di salvezza per i protestati e i cattivi pagatori. In questo caso l’istituto di credito ha una garanzia solida: il reddito fisso certificato.

È bene precisare che la quota cedibile per il quinto non deve derivare dalla pensione di invalidità (che non è finanziabile), ma da un’altra fonte di reddito (una pensione di tipo previdenziale, come a esempio quella di vecchiaia o reversibilità).

Se c’è vi ricordiamo quali sono le caratteristiche base per la cessione del quinto:

  • il finanziamento non può essere superiore al 20 per cento mensile dell’ammontare netto del cedolino della pensione (che è appunto un quinto del totale);
  • la durata deve essere compresa tra 24 e 120 mesi;
  • esistono limiti di età per l’accesso al credito, variano a seconda del tipo di istituto di credito o finanziaria. Il massimo possibile è 89 anni a fine finanziamento;
  • assicurazione obbligatoria per i pensionati;
  • le rate sono a tasso fisso per tutta la durata del finanziamento;
  • non sono richiesti giustificativi di spesa;
  • non è indispensabile avere un garante: basta la pensione come forma di tutela del credito.

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Prestiti a invalidi civili protestati: rischio insolvenza

La cessione del quinto è l’unica alternativa possibile per accedere ai prestiti personali se si è invalidi civili protestati o cattivi pagatori. I motivi li abbiamo accennati, senza dimenticare che istituti di credito e finanziarie non concedono nuovi prestiti a chi non ha saldato quelli precedenti.

Se però queste persone, che hanno vissuto in passato delle disavventure finanziarie, possono contare su una pensione erogata dall’Inps – e sulla quale la rata mensile viene trattenuta ogni mese – il possibile rischio di insolvenza si azzera completamente.

Prestiti a invalidi civili protestati: soglia minima

Ma anche con la pensione bisogna comunque valutare un altro aspetto, che è determinante: lo Stato ha fissato una soglia minima di sopravvivenza. Ovvero non si può applicare la cessione del quinto se la rata fa scendere l’importo della pensione al di sotto di quel trattamento minimo.

La cifra è intorno a 530 euro. Il che significa che per avere la cessione del quinto è necessario avere una pensione che sia superiore a 700/750 euro al mese. Ossia, che anche decurtandola del 20% non scenda al di sotto della soglia minima di sopravvivenza.

Quel limite è stato imposto per tutelare la dignità e il tenore di vita di chi vive solo grazie alla pensione.

Prestiti a invalidi civili protestati: domanda

Per fare la domanda di cessione del quinto è necessario presentare questi documenti:

  • carta di identità in corso di validità;
  • codice fiscale o tessera sanitaria;
  • cedolino della pensione.

Prestiti a invalidi civili protestati: autocertificazione

Nel caso di cui ci occupiamo bisogna inserire anche la questione dell’invalidità civile. Il che comporta la necessità di presentare una autocertificazione per fornire informazioni sullo stato di salute. Serviranno a compilare i moduli per la compagnia assicurativa.

In alcuni casi, in particolare quando ci sono situazioni mediche di una certa gravità, la banca o la stessa agenzia assicurativa possono richiedere un rapporto di visita medica, che deve essere compilato dal proprio medico curante.

Sulla base di quel rapporto la compagnia assicurativa decide se concedere o meno la copertura assicurativa per il rischio vita per la cessione del quinto.

Dopo che è arrivato il sì definitivo al finanziamento si può presentare la documentazione alla filiale della banca o alla finanziaria. La fase istruttoria non dura più di qualche giorno. Subito dopo verrà erogato il finanziamento.

Prestiti a invalidi civili protestati: come averli.

Prestiti a invalidi civili protestati: garante

Se non si ha una pensione cedibile o se l’importo del trattamento pensionistico non è sufficiente, le opzioni sono davvero scarse. Anche perché un invalido civile già protestato viene ritenuto dagli istituti finanziari ad alto rischio di insolvenza.

L’unica altra chance può essere rappresentata dalla presenza di un garante, magari un familiare. Quello che importa comunque è che abbia una storia finanziaria immacolata e uno stato patrimoniale che gli consenta di coprire le rate del rimborso qualora la persona con invalidità non riuscisse a onorarle. Ma anche in questo caso, comunque, le possibilità di riuscita sono molto ridotte.

Da escludere altre formule, un po’ più marginali, come i pegni, le cambiali o quelle che prevedono come garanzie beni mobili o immobili. Si rischia di aggravare una condizione economica che è già difficile proprio per le conseguenze dell’invalidità.

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