Posso assumere mia moglie come badante?

Posso assumere mia moglie come badante? Vediamo se e quando è possibile e cosa dice la legge. Quando l'INPS lo consente e quando dice di no. Come funziona per i figli e per i parenti e gli affini di terzo grado.
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04/02/2023

Posso assumere mia moglie come badante? Ovvero, per l’assistenza di una persona disabile può essere stipulato un contratto di lavoro con la moglie o un figlio? (entra nella community di Invalidità e Diritti. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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La questione è stata posta spesso. Ora è diventata ancora più di attualità dopo che gli stipendi per le badanti sono aumentati in modo considerevole. Non sono pochi a chiedersi se non sia preferibile una “assunzione interna”. E quindi della moglie, di un figlio o di un altro familiare.

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Ma non solo. La domanda viene sollevata con una certa frequenza anche per un altro motivo: pagando la moglie quel denaro resta in famiglia, ma soprattutto la coniuge riceverebbe dal marito anche i contributi necessari per la pensione.

Insomma, una soluzione pratica che guarda anche agli anni che verranno.

Su questo argomento puoi anche leggere un post che spiega come assumere un parente come badante; in un altro articolo spieghiamo come mettere in regola la badante (guida pratica); vediamo insieme cos’è e come funziona la badante di condominio.

Posso assumere mia moglie come badante? Cosa dice l’INPS

Ebbene la risposta alla domanda di questo articolo non è semplice: in linea di principio non ci sarebbe motivo per negare l’assunzione di una moglie come badante. C’è un contratto nazionale di lavoro, che regola diritti e doveri del dipendente, se vengono rispettati, a partire da retribuzione e contribuzione non ci dovrebbe essere alcun problema.

Non ci dovrebbe essere, eppure l’istituto di previdenza rigetta le richieste. Il motivo? L’INPS richiama una norma del Codice civile e più precisamente l‘articolo numero 143: si dispone che tra i doveri fra coniugi c’è anche quello dell’assistenza. Il che significa che la moglie (sarebbe ovviamente la stessa cosa per il marito) non può pretendere alcun compenso per accudire il coniuge. È un dovere morale e in quanto tale deve essere svolto a prescindere da una retribuzione.

Nella norma si legge: «Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia». 

Un principio incompatibile con l’instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato.

Non sembra ci sia dunque nulla da fare, ovvero il Codice civile è piuttosto esplicito: l’instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato è incompatibile. Eppure ci sono delle eccezioni.

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Posso assumere mia moglie come badante? Eccezioni

Come detto la stessa legge ha previsto però dei casi nei quali un marito può assumere la moglie come badante (o viceversa). Accade se chi assume è in una di queste condizioni:

  • invalido di guerra con indennità di accompagnamento;
  • mutilato o invalido civile con indennità di accompagnamento;
  • cieco civile con indennità di accompagnamento;
  • grande invalido per cause di servizio o di lavoro con indennità di accompagnamento.

In pratica la giurisprudenza riconosce la possibilità di assumere il coniuge come badante o colf, ma solo se vengono richiesti al “lavoratore familiare” dei compiti che vanno oltre quelli richiesti dai cosiddetti doveri coniugali.

Posso assumere mia moglie come badante? Cosa fare

Se l’INPS dice sì, e quindi consente l’assunzione di una moglie (o un marito) come badante, effettuerà comunque delle verifiche: bisognerà infatti accertare il rapporto di lavoro e il carattere oneroso delle prestazioni.

Il marito può inviare la richiesta per via telematica all’INPS e controllare la pratica sul portale dell’istituto (basta accedere al menù: Assunzione/ comunicazione INPS / Consultazione rapporto di lavoro).

Il datore di lavoro può rendere più veloce la pratica inviando una dichiarazione di responsabilità che sarà poi verificata dall’INPS.

L’istituto potrebbe convocare marito e moglie affinché venga dimostrata l’onerosità della prestazione (buste paga, ricevute).

Posso assumere mia moglie come badante? E i figli?

La questione è un po’ diversa per i figli: possono essere assunti dai genitori come badanti. Ma anche in questo caso la domanda deve essere verificata dall’INPS. Si tratta comunque di un caso limite.

L’istituto è più orientato a dire sì, ma solo a condizione che si tratti di lavoro regolarmente retribuito, con una regolare busta paga e la contribuzione versata.

Le eventuali ritrosie dell’INPS poggiano comunque sempre sullo stesso ragionamento: l’assistenza a un genitore dovrebbe essere sempre prestata a titolo gratuito. Ma in questo caso non c’è una norma del Codice civile che si pronuncia apertamente contro.

Le richieste per l’assunzione di un figlio possono essere generalmente accolte se la persona da assistere non è autosufficiente e avrebbe bisogno di assumere una badante.

Bisogna, come detto, dimostrare l’esistenza di un rapporto di lavoro. Per farlo è opportuno presentare all’INPS le lettere di assunzione, il contratto firmato dal datore di lavoro e dal dipendente e le ricevute dei bonifici che testimoniano il pagamento dello stipendio.

Nell’immagina una coppia di anziani

Posso assumere mia moglie come badante? Parente o affine terzo grado

Se invece si decide di assumere come badante un parente o un affine di terzo grado l’INPS dice sempre di sì, anche se c’è comunque la verifica. Può aiutare a velocizzare la pratica la dichiarazione di responsabilità.

L’aliquota contributiva che deve essere applicata per un parente o un affine di terzo grado cambia solo se il lavoro si svolge in regime di convivenza.

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