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Bonus barriere architettoniche, ritorna lo sconto in fattura

Ritornano lo sconto in fattura e la cessione del credito di imposta sul Bonus barriere architettoniche. Ecco come funzionano e come ottenerli.
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26/9/23

Come funziona il Bonus barriere architettoniche? Cosa cambia con le recenti modifiche al decreto approvate dal Governo? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico).

Nelle scorse settimane ha fatto molto discutere la scelta del Governo di eliminare lo sconto in fattura e la cessione del credito di imposta dal Bonus barriere architettoniche, agevolazione che comunque è stata prorogata fino al 2025.

Su questa decisione il Governo ha adesso fatto un dietrofront, approvando un pacchetto di emendamenti al Dl Crediti (Dl 11 del 2023), nel quale ritornano sia lo sconto in fattura che la possibilità di scegliere il credito di imposta.

Vediamo cosa significa tutto questo e perché è importante per una grossa platea di beneficiari.

Indice

Quali sono le novità sul Bonus barriere architettoniche?

Come abbiamo anticipato, le ultime notizie sul Bonus barriere architettoniche riguardano il reinserimento, da parte del Governo, dello sconto in fattura e del credito di imposta, eliminati con il decreto legge n. 11 del 2023.

Con l’approvazione del pacchetto di emendamenti al Dl Crediti, approvato in commissione Finanza alla Camera il 23 marzo 20223, il Governo ha deciso di fare un passo indietro e di dare nuovamente il via libera alla cessione dei crediti e allo sconto in fattura per il Bonus al 75% per il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche. Vediamo nel dettaglio cosa prevedono.

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Cosa prevendono lo sconto in fattura e la cessione del credito per il Bonus barriere architettoniche?

Oltre alla detrazione in fattura (ricorderemo tra poco come funziona) il Bonus barriere architettoniche prevede la possibilità di ottenere uno sconto sui lavori per l’eliminazione delle barriere architettoniche scegliendo tra:

  • lo sconto in fattura da parte dei fornitori di beni o servizi (l’azienda che ha realizzato gli interventi applica uno sconto). Lo sconto in fattura è uno sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e da questi ultimi recuperato sotto forma di credito d’imposta, d’importo pari alla detrazione spettante;
  • la cessione del credito, che corrisponde alla detrazione spettante con rimborso della somma corrispondente (il credito viene ceduto e si ha l’opportunità di recuperare subito l’importo che spetta per l’agevolazione). Per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi agevolati (sconto in fattura).

Due opzioni molto importanti che, eliminate, avrebbero obbligato i contribuenti ad anticipare tutte le spese, a danno di tutte quelle famiglie con persone disabili e anziani con scarse possibilità economiche che avevano intenzione di eliminare le barriere architettoniche nelle abitazioni e negli stabili.

La disposizione precedente del Governo, prevedeva che fosse applicata solo a quanti non avevano presentato la Cila (Comunicazione inizio lavori asseverata) dal 16 febbraio 2023.

I cittadini che avevano già avviato i lavori e pagato alcune fatture, hanno avuto comunque garantito il diritto di continuare a usufruire delle agevolazioni (quindi anche dello sconto in fattura e del credito di imposta).

Per fortuna, come avevamo auspicato, il Governo ha fatto dietrofront e queste possibilità sono state nuovamente reintrodotte. Ma vediamo come funziona nel dettaglio per chi ha già avviato i lavori al 16 febbraio.

Leggi anche tutte le agevolazioni fiscali per i disabili nel 2023: detrazioni, deduzioni, Iva agevolata, sconti e bonus.

Si può usufruire dello sconto in fattura e del credito di imposta sul Bonus barriere architettoniche anche per lavori non iniziati al 16 febbraio 2023?

Le modifiche al Dl Credito salvano anche quelle forniture richieste utilizzando il Bonus barriere architettoniche per le quali, anche se al 16 febbraio 2023 non sono stati iniziati i lavori oggetto dell’agevolazione, sia stato già pagato un acconto.

Con acconto pagato entro il 16 febbraio, dunque, le forniture conservano la cessione del credito e lo sconto in fattura.

Il riferimento è alle forniture come ad esempio le finestre e le caldaie, legate a lavori agevolati da bonus diversi dal Superbonus, per i quali non è prevista la presentazione di alcun titolo riabilitativo.

Nel caso in cui non risultino versati acconti, va attestata la data della stipulazione dell’accordo vincolante tra le parti per la fornitura di beni e servizi oggetto dei lavori agevolati, che deve essere antecedente all’entrata in vigore del Dl Crediti.

Come specifica lo stesso Dl Crediti, la data di stipulazione dell’accordo “deve essere attestata sia dal cedente o committente sia dal cessionario o prestatore medicante dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà” resa ai sensi del Dpr 445 del 2000.

Al fine del rispetto di questi termini legislativi, è rilevante solamente la data di presentazione della Cilas e non le sue eventuali e successive variazioni.

In sintesi: le varianti alla Cilas presentate dopo il 16 febbraio, non rientrano nel blocco delle cessioni.

Allo stesso modo, non hanno effetto sui termini stabiliti nel decreto, le delibere condominiali con le quali si approvano varianti all’originaria decisione di svolgere i lavori per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

A questo punto, ricordiamo cosa prevede il Bonus barriere architettoniche e chi può usufruire dell’agevolazione.

Scopri se esistono agevolazioni per la costruzione di piscine per persone con disabilità e cosa riguardano i benefici relativi all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Bonus barriere architettoniche
Bonus barriere architettoniche, ritorna lo sconto in fattura

Come funziona il Bonus barriere architettoniche?

Innanzitutto, ricordiamo che il Bonus barriere architettoniche è stato prorogato fino al 2025.

Il Bonus è una agevolazione fiscale che consente di ottenere una detrazione dall’imposta lorda dovuta per gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche. E quindi per tutti lavori necessari per rendere gli edifici e le abitazioni accessibili e fruibili  alle persone con disabilità o con ridotta mobilità.

Permette di avere una detrazione d’imposta del 75 per cento rispetto ai costi che sono stati sostenuti per tutti gli interventi.

Questa detrazione è suddivisa in 5 quote annuali. Ovviamente tutte le opere devono essere adeguatamente documentate.

Può essere utilizzata da privati cittadini, ma anche da enti pubblici e privati. È previsto un massimo di spesa, che cambia a seconda degli edifici interessati. Il tetto limite è stato fissato a 50mila euro.

Nel dettaglio:

  • 50.000 euro per edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;
  • 40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio edifici composti da 2 a 8 unità immobiliari;
  • 30.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio edifici composti da più di 8 unità immobiliari.

Per sapere tutto su come funzione, a chi spetta, quali lavori sono ammessi e come ottenere il Bonus barriere architettoniche, leggi il nostro approfondimento: Bonus barriere architettoniche per altri 3 anni.

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