Legge 104, diritto alla privacy: può essere reso pubblico?

Parliamo di Legge 104 e diritto alla privacy. Cerchiamo di capire in quali casi è necessario fornire informazioni sulla propria disabilità e quando invece si è punibili per avere divulgato informazioni e dati sensibili.
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05/04/2023

Cosa stabilisce la normativa in merito a Legge 104 e diritto alla privacy? Se sono portatore di handicap devo in ogni caso comunicare la mia condizione? In quali casi si vìola il diritto alla privacy di un portatore di handicap? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

Il titolare di Legge 104 ha accesso a numerose agevolazioni, sia di tipo di fiscale che lavorativo.

Per richiederle, deve essere necessariamente presentare la certificazione che attesta il riconoscimento da parte dell’ASL della condizione di handicap, per cui può sembrare strano chiedersi cosa è previsto per quanto riguarda Legge 104 e diritto alla privacy.

Tuttavia, trattandosi di informazioni che riguardano lo stato di salute, indubbiamente si riferiscono a dati sensibili e come tali sono coperti da riservatezza.

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Questo vuol dire che c’è un limite di utilizzo delle informazioni in merito alla condizione sanitaria del disabile e per capire meglio il concetto riporteremo in questo approfondimento una vicenda accaduta in un liceo italiano.

Vediamo cosa è successo e cerchiamo di capire il concetto di privacy applicato soprattutto ai lavoratori disabili.

Indice

Legge 104 e diritto alla privacy: i dati dei portatori di handicap possono essere divulgati?

Per quanti riguarda la Legge 104 e diritto alla privacy, vale lo stesso principio per cui un dato sensibile non può essere divulgato senza il consenso dell’interessato o per particolari ragioni.

Trattandosi di informazioni sulla salute, non è consentito renderle pubbliche. Le stesse informazioni devono essere utilizzate solo per far valere un diritto del portatore di handicap.

Ci spieghiamo meglio. Se vuoi usufruire dei permessi 104, devi necessariamente comunicare al tuo datore di lavoro che hai la 104. Tuttavia, non è necessario che metti a conoscenza il datore di lavoro della tua patologia o della tua disabilità, né lui può pretendere di conoscerla.

Ancor meno, qualora il datore ne fosse a conoscenza, non può renderla nota al resto del personale o redigere documenti e avvisi pubblici in cui ci sia anche il solo riferimento alla Legge 104, pur senza andare nello specifico della tua condizione di salute.

Per comprendere meglio il concetto, raccontiamo quanto accaduto in un liceo italiano, riportando anche la risposta e la decisione del Garante della privacy.

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Legge 104 e diritto alla privacy: il caso di un dipendente disabile in un liceo italiano

Per capire meglio cosa è previsto in materia di Legge 104 e diritto alla privacy, parliamo di un episodio verificatosi in un liceo italiano.

In pratica, la segreteria della scuola aveva pubblicato, nel registro elettronico, i dati dei lavoratori ATA, indicando a fianco del nome di alcuni di essi il riferimento all’assenza, in determinati giorni, “per Legge 104”.

È bastata questa dicitura a far capire a tutti coloro che avevano accesso al sito che i lavoratori si trovavano in condizione di disabilità, perché la Legge 104/1992, in Italia, è un riferimento normativo ai più conosciuto.

Ebbene: uno di questi lavoratori disabili ha presentato reclamo al Garante privacy, il quale è intervenuto emanando un’ordinanza ingiunzione di pagamento di 4mila euro di sanzione per diffusione illecita di dati riservati e sensibili sul sito istituzionale dell’istituto (Garante per la protezione dei dati personali, ordinanza n. 290 del 01/09/2022 – doc. web. n. 9811361).

Il Garante, ha quindi contestato all’istituto l’illecita violazione della normativa sulla privacy, che vieta espressamente la diffusione dei dati personali in quanto attinenti alla salute e rivelatori dello stato del lavoratore, anche solamente indicando che fosse titolare dei Legge 104, senza altre informazioni sulla patologia o sulla disabilità.

Legge 104 e diritto alla privacy. Leggi anche cosa prevede la normativa in merito a Legge 104 e ferie, ovvero se i permessi Legge 104 e il congedo straordinario possono essere richiesti anche a ridosso del godimento delle ferie e se in questo caso si perde qualcosa o si mantengono i diritti.

Legge 104 e diritto alla privacy: il rapporto tra Legge 104 e privacy

Non è la prima volta che il Garante interviene in merito a Legge 104 e diritto alla privacy.

Già in altre occasioni (Garante privacy, provv. n. 150 del 28/04/2022, doc. web n. 9777200, e provv. n.  92 del 28/05/202, doc. web n. 9434609), aveva chiarito che il riferimento alla Legge 104 “consente di ricavare informazioni sullo stato di salute di una persona”, in quanto questa normativa “notoriamente disciplina benefici e garanzie per l’assistenza, l’integrazione sociale e lavorativa di persone disabili e loro familiari” e pertanto rientra sicuramente nei dati personali considerati sensibili in quanto riguardano la salute.

In sintesi: non si può dire che una persona ha la Legge 104, perché è un dato sensibile in quanto rivela, sia pur indirettamente e in modo generico, lo stato di salute compromesso da un grave handicap, da uno stato di disabilità o da una situazione invalidante.

Se sei stato protagonista di una situazione simile, quindi, puoi far valere il tuo diritto contattando il Garante della privacy, il quale interverrà per sanzionare chi ha commesso un illecito, ovviamente dimostrabile.

Legge 104 e diritto alla privacy. Cosa prevede la Legge 104 in breve: una guida semplice e veloce che spiega struttura e obbiettivi della legge quadro sulla disabilità.

Legge 104 e diritto alla privacy
Legge 104, diritto alla privacy: può essere reso pubblico?

Legge 104 e diritto alla privacy: come contattare il Garante privacy?

Puoi contattare il Garante privacy inoltrando un reclamo. Il reclamo è lo strumento che ti consente  di rivolgerti al Garante per la protezione dei dati personali per lamentare una violazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali (articolo 77 del Regolamento (Ue) 2016/679e articoli da 140-bis a 143 del Codice in materia di protezione dei dati personali, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale al Regolamento) e di richiedere una verifica dell‘Autorità.

Il reclamo può essere sottoscritto direttamente da te oppure, per tuo conto, da un avvocato, un procuratore, un organismo, un’organizzazione o un’associazione senza scopo di lucro.

In questi casi, è necessaria una delega da depositarsi presso il Garante insieme a tutta la documentazione utile ai fini della valutazione del reclamo presentato.

Potrai far pervenire l’atto consegnandolo a mano presso gli uffici del Garante, oppure mediante l’inoltro di:

  • raccomandata A/R indirizzata a: Garante per la protezione dei dati personali, Piazza Venezia, 11 – 00187 Roma;
  • messaggio di posta elettronica certificata indirizzata a: [email protected]
    (questo indirizzo è configurato per ricevere solo comunicazioni provenienti da posta elettronica certificata).

Il reclamo e l’eventuale delega dovranno essere sottoscritti con firma autenticata, con firma digitale, oppure con firma autografa (in quest’ultimo caso, al reclamo dovrà essere allegata copia di un documento di riconoscimento in corso di validità).

Puoi scaricare qui il Modello di reclamo Garante privacy.

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