Invalidità civile, cosa cambia con l’accertamento di base nella riforma allo studio del governo per la disabilità. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
INDICE
- Invalidità civile, cos’è l’ICF
- Invalidità civile, lavori in corso
- Invalidità civile, l’obiettivo della ministra
- Invalidità civile, tempi
- Invalidità civile, i caregiver familiari
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La riforma è stata annunciata qualche settimana fa dal governo che ha illustrato per grandi linee come sarà strutturata l’assistenza (medica, sociale ed economica) per le persone con invalidità, disabilità o handicap. Una serie di modifiche importanti (riguarderanno anche le misure di sostegno, a partire dall’indennità di accompagnamento) e che coinvolgerà anche la definizione stessa dell’invalidità. Ovvero, saranno superate le tabelle con la percentuale di invalidità da assegnare a seconda della patologia o della menomazione del paziente.
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Si andrà verso il “profilo di funzionamento”, che è in linea con l’ICF (Classificazione internazionale di funzionamento) e le norme che sono contenute nella Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.
I lavori sono iniziati per modulare questa riforma (che insieme a quella del Fisco viene definita dai promotori “epocale”). Sono stati istituiti dei tavoli tecnici e verificato i pro e i contro di alcuni delicati passaggi.
Ma per comprendere meglio in che direzione si sta andando, è meglio capire bene cos’è il profilo di funzionamento e l’ICF.
Su questo argomento potrebbe interessarti un post che spiega la nuova assistenza agli anziani in 10 punti; in un altro post abbiamo verificato cosa prevede la nuova normativa e come funzionerà il sostegno per anziani non autosufficienti.
Invalidità civile, cos’è l’ICF
Rispetto all’accertamento dell’invalidità civile, l’introduzione della classificazione ICF rappresenta un cambiamento davvero importante.
Il presupposto è questo: l’ICF non riguarda solo il cittadino con disabilità, ma viene esteso anche alle famiglie e coinvolge comunità e istituzioni. Saranno infatti valutate le capacità personali e le abilità delle persone con disabilità anche in rapporto all’ambiente nel quale vive il cittadino con un disagio fisico o mentale.
Si supera in pratica la sola visione sanitaria, privilegiando una dimensione sociale e ambientale. Il che significa che si andrà oltre l’attuale connessione tra l’azione lesiva (la causa), la lesione (patologia) e la menomazione (disfunzione).
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Invalidità civile, lavori in corso
Da qualche giorno al Ministero per la Disabilità sono stati istituiti due tavoli tecnici. L’iniziativa è stata della stessa ministra Alessandra Locatelli. Saranno indispensabili per scrivere i decreti attuativi, ovvero i dettagli anche tecnici delle leggi: un passaggio fondamentale per ogni normativa che senza i decreti attuativi resterebbe inapplicabile.
Gli obiettivi sono molteplici:
- introdurre una nuova definizione di disabilità (con i criteri ICF riportati nel paragrafo precedente);
- disciplinare il processo per l’accertamento e il riconoscimento;
- semplificare e unificare le attuali procedure.
I prossimi decreti attuativi che saranno affrontato riguardano in particolare:
- la valutazione di base (e quindi la riforma di tutte le procedure per l’accertamento dell’invalidità civile);
- la modalità nella quale dovrà essere applicata la valutazione multidimensionale, passaggio determinante per l’elaborazione di un unico modello di riferimento per il Progetto di Vita.
Gli esperti che formano i due tavoli tecnici hanno iniziato i lavori. Nelle intenzioni del ministero dovrebbero procedere in modo veloce. A coordinare il confronto è il senatore Daniele Piccione, che avrà anche il compito di informare costantemente, sull’andamento della discussione e dell’elaborazione dei decreti, la ministra Locatelli.
Invalidità civile, l’obiettivo della ministra
Per la ministra Locatelli «i tecnici coinvolti si confronteranno per definire il metodo per la stesura delle norme previste. La nostra intenzione è quella di semplificare le procedure e migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie».
«Intendiamo – ha continuato – fare un salto di qualità ispirato dai principi della Convenzione Onu al fine di accantonare il sistema di accertamento delle varie condizioni di invalidità civile e disabilità, che ha funzionato per molti anni secondo il confronto tra rigide tabelle e percentuali, innovando ora il sistema e applicando la Classificazione internazionale del funzionamento (ICF), così come indicato dall’Europa e dall’Onu stessa».
Invalidità civile, tempi
Le buone intenzioni non sono in discussione. Bisognerà però verificare il risultato finale. In particolare, rispetto all’accertamento dell’invalidità per due punti base:
una valutazione più rispondente alle difficoltà che deve affrontare una persona disabile in rapporto al lavoro, alla vita di relazione e di integrazione sociale (in questo momento diverse patologie altamente invalidanti sono sottovalutate o addirittura non riportate all’interno del tabellario ministeriale);
che si arrivi anche a una semplificazione delle norme e delle procedure, così da non costringere le persone con disabilità a continue, estenuanti e inutilmente complesse procedure burocratiche.
I tempi per l’approvazione della riforma del sistema assistenziale sono segnati: non si potrà andare oltre la primavera del 2024.

Invalidità civile, i caregiver familiari
Ricordiamo che all’interno della riforma il governo ha anche promesso di adottare dei sostegni (economici e previdenziali) a vantaggio dei caregiver familiari che per poter garantire assistenza a un loro caro hanno lasciato il lavoro o hanno rinunciato a cercarne uno.
Da anni si spinge per il riconoscimento di queste figure, saranno sempre più importanti con il passare degli anni e l’inesorabile e cospicuo aumento della popolazione anziana nel nostro Paese. Il Sistema Sanitario Nazionale difficilmente sarà così capillare da garantire a tutti, e in particolare a chi non è più autosufficiente, l’assistenza necessaria. I caregiver familiari potrebbero svolgere questo ruolo, sollevando da parte del compito la nostra sanità pubblica (già alle prese con i consueti problemi strutturali e una carenza di personale che sembra destinata ad aggravarsi piuttosto che essere risolta).
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