Contrassegno disabili 2023: le novità del Cude

Contrassegno disabili 2023: come si ottiene il Cude il nuovo certificato completamente rinnovato. I requisiti, le novità, i costi e quali sono le nuove funzionalità. Sarà usato su massimo due veicoli, molto più complessa la contraffazione.
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24/01/2023

Contrassegno disabili 2023: vediamo come si ottiene il documento che è stato rinnovato nei mesi scorsi. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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Il Cude è il contrassegno unificato disabili europei, consente alle persone con disabilità di poter accedere gratuitamente ai parcheggi riservati e ad altri servizi in tutti i Paesi dell’Unione Europea.

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Non c’è quindi la necessità di chiedere permessi alle autorità competenti di ogni singola nazione.

Con l’introduzione del Cude non si impone un cambiamento della normativa che già è in vigore. Quello che è cambiato sono le procedure che grazie alla tecnologia potranno unificare il contrassegno a livello europeo.

Su questo argomento potrebbe interessarti un post che spiega come per il contrassegno disabili non sempre basti la 104; abbiamo anche verificato dove può sostare l’auto con il contrassegno disabili; e verificato quello che è utile sapere quando si passa in una ztl con il contrassegno.

Contrassegno disabili 2023: chi lo rilascia e per quanto è valido

Il Contrassegno unificato disabili europeo (articolo 188 del Codice della strada) viene rilasciato dalle autorità competenti del Comune di residenza della persona interessata. Per l’Italia continua dunque a essere il sindaco.

Deve ovviamente essere esibito insieme a un documento di identità del titolare. La validità è di 5 anni.

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Contrassegno disabili 2023: cosa permette

Chi è in possesso del Cude può parcheggiare in tutti gli spazi che sono riservati alle persone con disabilità. Spazi che, come sai, sono indicati da una determinata segnaletica.

Attenzione però, se lo usi all’estero: le regole di utilizzo per il contrassegno potrebbero essere diverse da un Paese all’altro. Cambiano anche le modalità per ottenere questo certificato. Vediamo come funziona in Italia.

Contrassegno disabili 2023: come averlo

Avere il rilascio del contrassegno disabili è piuttosto semplice. O meglio, avendo tutti i requisiti necessari, i passi da compiere sono pochi.

È indispensabile recarsi  nel Comune o, in alternativa, presso un ente che gestisce i permessi di sosta per le persone con disabilità.

Bisogna presentare la documentazione richiesta:

  • certificato medico che attesta la disabilità (il verbale);
  • un documento di identità;
  • il codice fiscale;
  • pagare la tassa per il rilascio del contrassegno (22,16 euro più la marca da bollo da 16 euro).

E quindi aspettare la conferma del rilascio del Cude e la successiva consegna.

La procedura può essere effettuata anche per via telematica (con Spid o Cie). È necessario compilare il modulo indicando il numero di targa. Si può registrare anche più di un veicolo (fino a un massimo di due).

Bisogna precisare comunque che il Cude è personale. Non può essere utilizzato da altri se l’intestatario vive in un’altra città o è defunto.

Con la nuova piattaforma gli abusi verranno scoperti con estrema facilità.

Contrassegno disabili 2023: chi può averlo

Non basta essere invalidi o disabili per avere diritto al rilascio del contrassegno per il parcheggio. L’agevolazione è infatti destinata a chi ha dei certificati problemi di deambulazione, che sono connessi direttamente o indirettamente agli arti inferiori.

Anche le persone con disabilità che sono in grado di camminare, ma non possono farlo a lungo o hanno evidenti difficoltà a salire o scendere le scale potrebbero essere ritenuti idonei al rilascio del Cude.

Con capacità deambulatoria infatti il legislatore ha inteso anche la funzione di altri apparati importanti, come quello cardiocircolatorio e respiratorio: se funzionano male hanno conseguenze sullo stato generale del paziente, anche sulla sua capacità motoria.

Per questo motivo l’attenzione del medico deve essere rivolta alle conseguenze che determinate patologie possono avere sulla deambulazione, anche se non sono strettamente connesse agli arti inferiori.

Il che significa che dovranno essere prese in considerazione tutte le patologie, acute o croniche, che hanno una influenza sulla mobilità della persona e ne causano la limitazione.

Il contrassegno disabili è stato esteso anche ai non vedenti. Rientrano anche le persone che hanno una disabilità intellettiva.

Può essere rilasciato temporaneamente anche a persone che rientrano in queste condizioni:

  • persone con temporanea riduzione della capacità di deambulazione a causa di infortunio o per altre cause patologiche
  • persone con totale assenza di ogni autonomia funzionale e con necessità di assistenza continua, per recarsi in luoghi di cura.

Contrassegno disabili 2023: cosa cambia

Grazie all’accesso al Registro pubblico Cude e alla condivisione dei dati non sensibili dei contrassegni disabili tra il proprio Comune e tutte le altre amministrazioni italiane, tutti i comandi di polizia locale possono gestire i contrassegni disabili.

Questo è possibile grazie alla piattaforma Traffid, che consente:

  • il contrasto alla contraffazione dei contrassegni disabili
  • l’accesso sicuro in tempo reale ai dati dei contrassegni disabili del proprio Comune e del Registro Pubblico CUDE
Nell’immagine il contrassegno unificato disabili europei (Cude)

Contrassegno disabili 2023: perché è utile

Il Registro pubblico Cude integrato con Traffid permette, nel pieno rispetto della privacy, di rinnovare i contrassegni disabili con microchip incorporato; di gestire i rinnovi e le cessazioni e di accertare in tempo reale se un documento è autentico o è scaduto.

Vediamo nel dettaglio cosa permette il Cude 2023:

  • controlli incrociati in tempo reale;
  • gestione più rapida dei contrassegni;
  • accesso ai dati “non sensibili” di tutti i Comuni italiani;
  • tutela del diritto alla mobilità dei disabili;
  • riduzione della contraffazione;
  • riduzione dei parcheggi abusivi negli stalli riservati ai disabili;
  • riduzione dell’uso improprio dei pass disabili deceduti;
  • politica sociale attiva per la disabilità;
  • tutela del diritto alla mobilità dei disabili;
  • rafforzamento delle attività di collaborazione tra Comuni.

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