Contrassegno Cude disabili, solo 26 Comuni hanno aderito

Contrassegno Cude disabili, solo 26 Comuni hanno aderito alla piattaforma sperimentale. Un flop incomprensibile: l’iniziativa avrebbe semplificato la vita delle persone con disabilità. La ministra ha scritto ai sindaci, ricordando l’importanza di questo strumento.
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28/02/2023

Contrassegno Cude disabili, solo 26 Comuni hanno aderito in tutta Italia, un dato che segnala la scarsa attenzione degli enti locali per i cittadini che hanno una disabilità. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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Il Cude, contrassegno unificato disabili europei, è stato istituito nel 2021 e introdotto in via sperimentale nel 2022. L’obiettivo era chiaro: semplificare la mobilità delle persone disabili su tutto il territorio nazionale (ed europeo).

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L’adozione dello strumento non avrebbe dovuto essere neppure complicata per i Comuni. Bastava l’adesione alla piattaforma online. Eppure, niente (o quasi).

Un brutto segnale. Talmente brutto che la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli,  è stata costretta a scrivere una lettera al presidente dell’Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani), Antonio Decaro, per sollecitare l’adozione della piattaforma Cude.

Potresti essere interessato a sapere nei dettagli come dovrebbe funzionare il contrassegno disabili Cude; abbiamo anche verificato quanto tempo è valido il contrassegno Cude; e infine abbiamo verificato che percentuale di invalidità serve per avere diritto al contrassegno.

Contrassegno Cude disabili: la lettera della ministra

Nella lettera, la ministra Locatelli (che ha firmato la missiva con il collega di governo, Matteo Salvini), ha ricordato agli amministratori degli enti locali che «l’adesione alla piattaforma produrrà effetti positivi tangibili che riguarderanno anche gli stessi Comuni che vi aderiranno, con una semplificazione della procedura normalmente necessaria per l’accesso alle zone a traffico limitato e quindi anche ai parcheggi riservati all’interno delle ztl».

La ministra ha ricordato ai sindaci che «si tratta di garantire a tutte le persone con disabilità di poter circolare più agevolmente su tutto il territorio e, in particolare, ad ogni Comune di garantire la mobilità controllando le targhe attraverso le telecamere e lo scambio di dati. L’adesione alla piattaforma da parte di tutti i Comuni è fondamentale e non può attendere oltre. Insieme ad Anci incentiveremo, dunque, l’adesione dei Comuni e il diritto dei cittadini più fragili di poter circolare liberamente e usufruendo dello stesso diritto in maniera omogenea su tutto il territorio».

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Contrassegno Cude disabili: chi ha aderito

Solo 26 Comuni su più di 1.000 hanno detto sì. Una minoranza davvero esigua. Il Sud è quasi del tutto assente. Gli enti locali che si sono iscritti alla piattaforma sono situati in queste Regioni:

  • Veneto;
  • Lombardia;
  • Toscana;
  • Sardegna;
  • Marche;
  • Puglia;
  • Piemonte;
  • Friuli Venezia Giulia;
  • Liguria;
  • Lazio.

E questi sono i Comuni che hanno aderito:

  • Veneto – (Verona) Verona
  • Veneto – (Verona) Peschiera del Garda
  • Veneto – (Verona) Isola della Scala
  • Veneto – (Verona) Fumane
  • Veneto – (Treviso) Vittorio Veneto
  • Veneto – (Treviso) Salgareda
  • Veneto – (Treviso) San Fior
  • Veneto – (Vicenza) Torrebelvicino
  • Veneto – (Vicenza) Grisignano di Zocco
  • Veneto – (Venezia) Ceggia
  • Veneto – (Belluno) Alpago
  • Veneto – (Treviso) Paese
  • Veneto – (Rovigo) Occhiobello
  • Veneto – (Venezia) Jesolo
  • Lombardia – (Milano) Milano
  • Toscana – (Livorno) Livorno
  • Lombardia – (Monza e della Brianza) Lissone
  • Sardegna – (Sud Sardegna) Villacidro
  • Marche – (Pesaro e Urbino) Urbino
  • Puglia – (Taranto) Martina Franca
  • Piemonte – (Torino) Carignano
  • Piemonte – (Torino) Bollengo
  • Lombardia – (Milano) Cinisello Balsamo
  • Friuli Venezia Giulia – (Udine) Udine
  • Liguria – (Savona) Borghetto Santo Spirito
  • Lazio – (Roma) Jenne

Nei Comuni che hanno deciso di aderire al Cude, è possibile riconoscere le targhe delle persone con disabilità che sono state registrate sulla piattaforma. Cosa ovviamente impossibile per tutti gli altri.

Per chi non lo sapesse, spieghiamo di cosa si tratta e per quale motivo il ritardo, anzi l’indifferenza degli enti locali, è un altro schiaffo ai diritti e alle tutele per i cittadini più fragili.

Contrassegno Cude disabili: cos’è la piattaforma?

La piattaforma Cude non è altro che una banca dati unica per l’intero territorio nazionale (e in seguito anche europeo). Consente alle persone con disabilità (che hanno il contrassegno disabili) di circolare nelle aree a traffico limitato senza dover comunicare in anticipo l’ingresso quando si trovano in una città diversa da quella di residenza.

Nel database sono inserite le targhe di tutti i cittadini che hanno il Cude, in questo modo la polizia municipale può facilmente verificare la legittimità del passaggio nelle zone a traffico limitato o la sosta negli stalli riservati alle persone con disabilità.

Si riducono così fastidi e burocrazia per le persone disabili, ma anche il rischio di contravvenzioni al Codice della strada.

Oggi, senza il Cude, un cittadino con disabilità deve comunicare in anticipo il transito della sua auto nella ztl di un Comune diverso da quello di residenza. Una situazione non proprio agevole. E che sarebbe stata semplificata con la semplice adesione alla piattaforma. Nulla di particolarmente complicato.

Vediamo come funziona, anche per capire cosa non hanno fatto gli enti locali. Sul perché non lo hanno fatto stendiamo un velo pietoso.

Contrassegno Cude disabili, solo 26 Comuni hanno aderito
Un’area di sosta riservata a chi ha il Contrassegno Cude disabili

Contrassegno Cude disabili: come funziona

Per attivare il servizio serve dunque che i Comuni si registrino alla piattaforma. A questo punto i cittadini potranno aderire presentando una richiesta all’ente locale che ha emesso il contrassegno.

Basterà compilare un modulo (come prevede il decreto ministeriale del 5 luglio 2021), dove saranno indicate:

  • una targa attiva;
  • una seconda targa facoltativa (se si inserisce anche la seconda targa bisognerà prevedere la sua attivazione, la piattaforma infatti ne gestisce una sola).

Dopo aver inserito i dati, il Comune consegnerà al cittadino un Codice univoco alfanumerico che può essere utilizzato per accedere alla piattaforma dal portale dell’automobilista e dall’app IPatente.

Contrassegno Cude disabili: 4 passaggi

In pratica i passaggi sono questi:

  • il Cude viene rilasciato dal Comune che:
    • introduce i dati sulla piattaforma dopo aver ricevuto la richiesta di adesione del titolare del contrassegno;
    • consegna al titolare del contrassegno il codice univoco per consentirgli l’accesso alla piattaforma;
    • gestisce il rinnovo, la sospensione e la revoca sulla piattaforma.
  • La piattaforma deve acquisire dai Comuni:
    • la data di rilascio e di scadenza;
    • la targa associata al contrassegno.
  • Il titolare del contrassegno riceve, dal Comune che ha emesso il contrassegno, il codice univoco indispensabile per accedere alla piattaforma e gestire le targhe.
  •  La polizia municipale effettua i controlli sulle targhe durante le operazioni ordinarie di verifica.

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