Come tutelare i beni di un genitore anziano

Come tutelare i beni di un genitore anziano quando la sua autonomia diminuisce. In questo post spieghiamo quali sono gli strumenti previsti dalla legge, come la procura generale notarile e l'amministratore di sostegno, i compiti, i poteri dell'amministratore e le procedure per la nomina.
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28/06/2023

Come tutelare i beni di un genitore anziano quando la sua autonomia diminuisce e la gestione del patrimonio diventa fonte di preoccupazioni? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

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La risposta a questa domanda, ovvero “come tutelare una persona anziana” deve essere chiara e precisa. Vediamo in questo post quali sono gli strumenti disponibili e come possono essere attivati.

La questione è di estrema rilevanza, in Italia, oltre 4 milioni di figli si prendono cura di familiari non autosufficienti. La loro principale domanda è: cosa fare quando il padre o la madre non è più in grado di gestire il proprio patrimonio?

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Potrebbe interessarti sapere come si revoca l’amministratore di sostegno; c’è un post che spiega se e quanto guadagna un amministratore di sostegno; e infine abbiamo approfondito un altro aspetto: chi può essere nominato amministratore di sostegno?

Come tutelare un genitore anziano?

È importante in questi casi non lasciare che un anziano non autosufficiente sia lasciato solo nella gestione dei beni, in particolare se è evidente l’impossibilità di farlo. 

Ma quando ci si trova a dover gestire la locazione di una proprietà, vendere un bene o occuparsi di un conto corrente bancario ,i figli possono firmare al posto del genitore?

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Come sostituirsi a un genitore anziano nella tutela dei beni

Ovviamente nessuno può falsificare la firma di un altro. Tuttavia, esistono due casi in cui un figlio può agire legalmente a nome del genitore:

  • quando la malattia non compromette le capacità cognitive, si può ottenere una “procura generale notarile“;
  • se la malattia limita le capacità cognitive, è necessario che il figlio venga nominato “Amministratore di Sostegno” tramite procedura giudiziale.

Come tutelare i beni di un genitore anziano: l’amministratore di sostegno

L’Amministratore di Sostegno, definito dalla legge numero 6 del gennaio 2004, è la soluzione più logica e pratica. Questa figura non è un sostituto, ma un aiuto per la persona anziana.

L’operato dell’amministratore di sostegno è sempre sottoposto al controllo del tribunale. Per gli atti di straordinaria amministrazione è necessaria l’autorizzazione del giudice tutelare e l’amministratore deve presentare un rendiconto dettagliato annualmente.

Possono beneficiare dell’amministratore di sostegno:

  • gli anziani e/o disabili ma anche soggetti in dipendenza da alcool o sostanze stupefacenti,
  • persone in stato di detenzione,
  • pazienti oncologici in fase terminale o in stato di coma, a condizione che la loro situazione non sia così grave da renderli incapaci di provvedere ai propri interessi e da richiedere il ricorso all’interdizione (che riguarda quelle persone che si trovano in condizioni di abituale infermità mentale che li rende incapaci di provvedere ai propri interessi).

C’è però una condizione necessaria: le persone anziane (o malate) devono essere in grado di esprimere i propri bisogni, le aspettative e le aspirazioni, al punto che sia il giudice tutelare, sia l’amministratore di sostegno non possano prescindere dalla volontà dell’assistito.

Chi può richiedere l’amministratore di sostegno?

Per la nomina di un amministratore di sostegno, secondo i codici civili 406 e 417, sono diverse le persone che possono presentare il ricorso. Tra questi troviamo:

  • il Pubblico Ministero;
  • il beneficiario della misura, che può essere minore, interdetto o inabilitato;
  • il coniuge del beneficiario;
  • la persona che convive stabilmente con il beneficiario;
  • i parenti fino al quarto grado del beneficiario;
  • gli affini fino al secondo grado del beneficiario;
  • il tutore dell’interdetto;
  • il curatore dell’inabilitato;
  • la persona unita civilmente, per conto del proprio partner.

Inoltre, è importante sottolineare che secondo l’articolo 406, comma 3, esistono persone obbligate a proporre il ricorso, come, tra gli altri, i responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente coinvolti nella cura e assistenza della persona. Se queste persone vengono a conoscenza di circostanze che rendono necessario l’avvio della procedura di amministrazione di sostegno, hanno l’obbligo di presentare un ricorso al Giudice Tutelare o, almeno, di segnalare tali circostanze alla Procura della Repubblica.

Come si ottiene l’incarico di amministratore di sostegno

La procedura di nomina dell’amministratore richiede, come abbiamo visto, l’intervento del Tribunale, necessario per tutelare gli interessi e i beni di un genitore anziano. L’amministratore potrebbe essere chiamato a svolgere diversi compiti, dal gestire le finanze ai trasporti per accertamenti sanitari e visite, fino a prendere decisioni mediche.

L’amministratore di sostegno ha precisi doveri e compiti, deve infatti:

  • rispettare le aspirazioni e i bisogni del beneficiario;
  • informare il beneficiario circa gli atti da compiere;
  • informare il Giudice Tutelare in caso di dissenso con il beneficiario;
  • presentare al Giudice Tutelare, in base alla scadenza stabilita nel decreto di nomina, una relazione sull’attività svolta e sulle condizioni di vita personale e sociale del beneficiario;
  • presentare giuramento di fedeltà e diligenza al momento del conferimento dell’incarico.

I compiti a cui deve rispondere l’amministratore di sostegno sono indicati nel decreto di nomina: ha poteri sia di assistenza del beneficiario, sia in sostituzione di quest’ultimo.

Come si sceglie l’amministratore di sostegno

Il Tribunale sceglierà preferibilmente un familiare disposto a prendersi in carico la situazione. Una volta nominato, l’Amministratore deve giurare di comportarsi correttamente (ovvero tutelare i beni della persona anziana o di un disabile) e presentare un rendiconto di gestione ogni anno.

La legge stabilisce che la scelta dell’amministratore di sostegno deve essere fatta tenendo a mente unicamente il benessere e gli interessi del beneficiario. 

Ogni persona ha il diritto di designare personalmente un amministratore di sostegno per tutelare se stesso in caso di futura incapacità. Può bastare un atto pubblico o una scrittura privata autenticata.

Tuttavia, è bene precisarlo, la decisione finale sulla nomina dell’amministratore di sostegno è nelle mani del giudice tutelare che, sulla base di quanto abbiamo riportato nei precedenti paragrafi, nominerà:

  • la persona che il beneficiario della misura protettiva, prevedendo una futura parziale incapacità, ha già selezionato attraverso un atto pubblico o una scrittura privata;
  • in assenza di una designazione, o in presenza di motivi seri, il giudice tutelare, tenendo conto della preferenza eventualmente espressa dalla persona interessata (a patto che abbia mantenuto un’adeguata capacità di discernimento), sceglierà tra i seguenti individui legati a quest’ultimo:
    • il coniuge non legalmente separato;
    • la persona con cui convive stabilmente;
    • il padre o la madre;
    • il figlio;
    • il fratello o la sorella;
    • un parente entro il quarto grado;
    • la persona scelta dal genitore sopravvissuto tramite testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata.

La giurisprudenza sottolinea che l’elenco delle persone indicate nell’elenco, non prevede alcuna priorità in base all’ordine di elencazione, perché ciò sarebbe in contrasto con l’ampia discrezionalità concessa al giudice dalla legge, la cui finalità è unicamente la tutela degli interessi del beneficiario (Cass. Civile, Sez.I, sentenza 19596 del 26 settembre 2011).

Se il giudice tutelare ritiene opportuno, o se ci sono motivi gravi in caso di designazione da parte dell’anziano o del disabile interessato, può optare per la nomina di un terzo di sua fiducia. Questa persona può essere selezionata da un elenco di professionisti che hanno espresso la loro disponibilità a ricoprire incarichi di questo tipo.

Quali sono i compiti dell’amministratore di sostegno?

I ruoli e i poteri dell’Amministratore di sostegno sono descritti nel decreto di nomina, che può essere paragonato a un vestito su misura per il beneficiario, cioè la persona vulnerabile (nel nostro caso l’anziano genitore). 

In effetti, nel definire i compiti dell’amministratore di sostegno, il magistrato valuta prima di tutto la gravità della patologia o il tipo di menomazione della persona, per avere una visione chiara delle sue esigenze e quindi stabilire le attività che l’Amministratore di sostegno dovrà svolgere per la loro soddisfazione. Queste attività riguardano principalmente:

  • la gestione del patrimonio, che include la gestione dei redditi e l’amministrazione dei beni della persona vulnerabile. Questo può implicare compiti semplici come la riscossione della pensione, il pagamento delle utenze domestiche, tasse, salari, affitti o mutui, e compiti più complessi come la gestione del patrimonio mobile e/o immobiliare;
  • la cura della persona, che riguarda l’aspetto più ampio della vita della persona vulnerabile e quindi, a titolo puramente esemplificativo e non esaustivo, le decisioni e le autorizzazioni relative all’ingresso in strutture sanitarie assistenziali nel caso di anziani non autosufficienti di grado elevato o medio che non hanno bisogno di specifiche prestazioni ospedaliere, o in case di riposo, la frequenza di centri diurni assistenziali, le autorizzazioni in ambito sanitario (per gli interventi chirurgici, ecc.) ma anche la gestione delle pratiche per ottenere le pensioni e così via.

Il decreto di nomina dell’amministratore di sostegno deve specificare la durata dell’incarico, che può essere anche a tempo indeterminato, e deve indicare, tra l’altro:

  • l’oggetto dell’incarico e gli atti che l’Amministratore di sostegno può compiere a nome e per conto del beneficiario;
  • gli atti che il beneficiario può compiere solo con l’assistenza dell’Amministratore di sostegno;
  • i limiti, anche periodici, delle spese che l’Amministratore di sostegno può sostenere utilizzando le somme a disposizione del beneficiario;
  • la frequenza con cui l’amministratore di sostegno deve riferire al giudice sull’attività svolta e sulle condizioni di vita personale e sociale del beneficiario.
  • se la durata dell’incarico è a tempo determinato, il Giudice Tutelare può prorogarlo con un decreto motivato, anche d’ufficio, prima della scadenza del termine.

Per quanto riguarda i doveri dell’amministratore di sostegno, sono chiaramente delineati all’art. 410 che afferma: «Nello svolgimento dei suoi compiti l’Amministratore di sostegno deve tener conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario» e deve informare prontamente quest’ultimo sugli atti da compiere.

Come tutelare i beni di un genitore anziano
Nella foto una donna con la sua anziana madre.

Faq (domande e risposte)

Come tutelare i beni di un genitore anziano?

Attraverso strumenti legali come la procura notarile o la nomina di un amministratore di sostegno.

Chi può agire legalmente al posto di un genitore anziano?

Un figlio può agire legalmente al posto del genitore anziano se viene nominato amministratore di sostegno o se ottiene una procura generale notarile.

Chi può richiedere la nomina di un amministratore di sostegno?

Il pubblico ministero, il beneficiario della misura, il coniuge, i parenti, gli affini, il tutore o il curatore dell’interdetto possono richiedere la nomina dell’amministratore di sostegno.

Quali sono i compiti dell’amministratore di sostegno?

I compiti dell’amministratore di sostegno includono la gestione del patrimonio e la cura della persona vulnerabile, prendendo decisioni e autorizzazioni necessarie.

Come si sceglie l’amministratore di sostegno?

Preferibilmente, viene scelto un familiare disposto a prendersi cura della situazione. In assenza di una designazione, il giudice tutelare può scegliere tra i legami familiari o nominare un terzo di fiducia.

Quali sono i requisiti per l’incarico di amministratore di sostegno?

L’amministratore di sostegno deve comportarsi nell’interesse del beneficiario, presentare rendiconti e informare il giudice tutelare. Deve rispettare le aspirazioni e i bisogni del beneficiario.

Come si ottiene una procura generale notarile?

Una procura generale notarile può essere ottenuta se la malattia non compromette le capacità cognitive del genitore anziano.

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