Quanto guadagna un amministratore di sostegno?

Quanto guadagna un amministratore di sostegno? Vediamo se è previsto un compenso. Questa figura deve tutelare gli interessi di una persona con disabilità. La legge non prevede un pagamento, ma c’è qualche eccezione.
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08/04/2023

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Come saprai l’amministratore di sostegno ha il compito di tutelare gli interessi di persone che a causa di una menomazione fisica o psichica si trovano nell’impossibilità, che può anche essere parziale o temporanea, di provvedere da soli. Chi beneficia di questa “tutela” ha comunque la capacità di agire per gli atti in cui non è prevista l’assistenza di un amministratore di sostegno.

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Ma, appunto, questa figura ha diritto a un compenso?

In genere no, infatti il Codice civile prevede che questa figura debba operare gratuitamente. C’è però un’eccezione: se l’entità del patrimonio è tale da creare delle difficoltà all’amministratore di sostegno può essere riconosciuta, dal giudice tutelare, una equa indennità.

Ma non solo. Le procedure amministrative potrebbero comportare dei costi per l’amministratore di sostegno, quei costi devono essere rimborsati.

Quindi l’amministratore di sostegno non è retribuibile, anche perché quasi sempre l’incarico viene svolto da familiari o da stretti congiunti del beneficiario. Per la normativa, ma anche per il buon senso, non può essere previsto un compenso per chi presta assistenza a un proprio caro.

Può interessarti un post che spiega chi può essere nominato amministratore di sostegno; in un altro articolo abbiamo verificato come si diventa amministratore di sostegno; ti consigliamo infine un pezzo che spiega quali sono le tutele per anziani e disabili.

Quanto guadagna un amministratore di sostegno? La nomina

Per la nomina di un amministratore di sostegno devono verificarsi queste due condizioni:

  • la persona con disabilità deve essere affetta da una infermità o da una menomazione anche solo passeggera;
  • la persone con disabilità non deve essere capace di provvedere da sola a tutti gli oneri che sono indispensabili per la gestione del proprio patrimonio.

Questa figura (che è diversa dal tutore legale) ha anche un’altra funzione: evitare che la persona fragile venga manipolata in caso di donazioni o testamenti.

L’amministratore di sostegno è spesso indispensabile quando il beneficiario ha dei problemi di dipendenza, è un malato oncologico o è affetto da una forma di demenza.

La legge di riferimento che norma l’amministratore di sostegno è stata introdotta con la legge numero 6 del 9 gennaio 2004. Si affianca a istituti tradizionali molto più rigidi (interdizione e inabilitazione) e si adatta meglio alle singole situazioni.

Nell’articolo 1 della normativa si legge: «La presente legge ha la finalità di tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente».

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Quanto guadagna un amministratore di sostegno? Chi può farlo

Chi ha diritto a chiedere la nomina di un amministratore di sostegno? Vediamo:

  • Pubblico Ministero;
  • beneficiario della misura (anche se minore, interdetto o inabilitato);
  • coniuge;
  • persona stabilmente convivente;
  • parenti entro il quarto grado;
  • affini entro il secondo grado;
  • tutore dell’interdetto;
  • curatore dell’inabilitato;
  • unito civilmente in favore del proprio compagno.

La richiesta può essere presentata anche dai servizi sanitari (articolo 406, comma 3, del Codice Civile) che sono direttamente impegnati nella cura e nell’assistenza della persona con disabilità, qualora siano a conoscenza di fatti che rendano necessaria l’apertura di un procedimento per la nomina di un amministratore di sostegno.

In questo caso, i servizi sociali o sanitari, dovranno inviare una comunicazione al pubblico ministero, sarà poi la procura a valutare l’eventuale proposizione del ricorso.

Quanto guadagna un amministratore di sostegno? Procedura

Per avviare il procedimento che porta alla nomina dell’amministratore di sostegno è dunque necessario proporre un ricorso da depositare in tribunale (ufficio del Giudice Tutelare).

Il tribunale deve essere quello del luogo di residenza o domicilio della persona interessata al provvedimento.

Il ricorso deve contenere queste informazioni:

  • l’indicazione del Giudice Tutelare competente sul territorio;
  • le generalità del ricorrente e del beneficiario;
  • l’indicazione della residenza, del domicilio e della dimora abituale del beneficiario;
  • il nominativo e il domicilio dei congiunti e dei conviventi, come individuati nell’articolo 407 del Codice civile;
  • le ragioni per cui si chiede la nomina dell’amministratore di sostegno: si deve specificare quali sono gli atti di natura personale o patrimoniale che bisogna compiere con urgenza.

Potrebbe essere utile anche una descrizione delle condizioni di vita della persona interessata e una valutazione della sua situazione reddituale e patrimoniale. Con queste informazioni si potranno fornire le indicazioni indispensabili al giudice tutelare per delineare il progetto di sostegno.

E dunque, la procedura per la nomina di un amministratore di sostegno inizia con il ricorso presentato davanti al giudice tutelare.

Il magistrato nominerà, entro i 60 giorni dalla presentazione del ricorso, l’amministratore di sostegno (con un decreto motivato e immediatamente esecutivo), che dovrà avere un riguardo esclusivo alla cura e agli interessi del beneficiario.

Nel decreto di nomina dell’amministratore di sostegno il magistrato deve anche specificare:

  • la durata e l’oggetto dell’incarico;
  • gli atti che può compiere a nome del beneficiario;
  • gli atti che invece possono essere compiuti dalla persona con disabilità;
  • il limite massimo di spese sostenibili.

Spesso la scelta ricade sul coniuge o sulla persona che convive in maniera stabile con la persona disabile o sui parenti più prossimi (fino al quarto grado).

Quanto guadagna un amministratore di sostegno?
Quanto guadagna un amministratore di sostegno?

Quanto guadagna un amministratore di sostegno? Obblighi e poteri

Come abbiamo visto il beneficiario mantiene la capacità di agire per tutti gli atti dove non è stata prevista la presenza dell’amministratore di sostegno. Conserva infatti e in ogni caso la possibilità di compiere tutti gli atti indispensabili per le esigenze della propria vita quotidiana.

L’amministratore di sostegno potrà invece occuparsi solo degli atti che sono stati specificati nel decreto di nomina dal giudice tutelare.

In pratica l’amministratore di sostegno deve:

  • tenere conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario;
  • informare il beneficiario sugli atti da compiere;
  • informare il giudice in caso il beneficiario non sia d’accordo in riferimento agli atti da compiere.

Il giudice tutelare può revocare l’incarico all’amministratore di sostegno in questi casi: 

  • se si accertano delle violazioni o incompatibilità;
  • se il beneficiario è di nuovo in grado di curare da solo i propri interessi;
  • se aggravano le condizioni del beneficiario ed è ritenuto necessario passare all’interdizione o alla inabilitazione.

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