Caregiver familiari, arrivano i primi fondi

Caregiver familiari, arrivano i primi fondi per il sostegno a quanti si occupano di un parente non autosufficiente. È stata firmata in Lombardia (dopo Emilia Romagna, Campania e altre regioni). Vediamo cosa prevede, cosa propongono le associazioni e quando e come dovrebbe intervenire il Parlamento con una legge nazionale che riconosca e tuteli i caregiver nazionali.
 - 
8/12/22

Caregiver familiari, arrivano i primi fondi, ma soprattutto il  sostanziale riconoscimento per una figura che ancora viene ignorata a livello nazionale. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

INDICE

Entra nella community e nella chat di Invalidità e Diritti e ricevi con WhatsApp, Telegram e Facebook tutti gli approfondimenti su invalidità, diritti e Legge 104.

La Lombardia ha una legge che tutela i caregiver familiari. È stata votata all’unanimità dal Consiglio regionale. Su questa normativa, che può essere un primo fondamentale passo, c’è stata una convergenza di partiti degli opposti schieramenti. È stata infatti votata da Pd, Lega e Forza Italia.

Bisogna però aggiungere che sia il Pd, sia il Movimento 5 Stelle hanno ritenuto la legge «incompleta» e ancora distante «dai bisogni reali delle famiglie e dalle persone con disabilità».

Su questo argomento c’è un articolo interessante che ti racconta come l’Italia sia stata condannata per la discriminazione nei confronti del caregiver familiare; c’è anche un approfondimento che verifica quali sono i progetti in parlamento per le persone con disabilità e i caregiver; e infine, sempre sui caregiver familiari c’è un post che elenca i diritti, i doveri e i benefici.

Caregiver familiari riconosciuti in queste regioni

Una misura simile è stata già approvata anche in Emilia Romagna, Abruzzo, Campania e Provincia Autonoma di Trento. In Parlamento c’è un importante disegno di legge che potrebbe consentire ai chi assiste un familiare con disabilità di ricevere le adeguate tutele (oggi sono riservate solo ai dipendenti che assistono un parente con la Legge 104).

Entra nella community e nella chat di Invalidità e Diritti e aggiungiti al gruppo Telegram di news su invalidità e Legge 104 e a quello di WhatsApp per tutte le news. Nel nostro gruppo Facebook confrontati con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi.

Caregiver familiari, i punti principali della legge

I punti principali della legge approvata dalla Regione Lombardia sono:

  • il sostegno, l’aiuto e la guida all’interno della rete di supporto assistenziale e sociosanitario;
  • il supporto psicologico;
  • la formazione ai caregiver per fornire l’assistenza.

Caregiver familiari, perché la legge non convince

Si tratta di un primo passo. Ma piccolo. Infatti non è stata accolta con soddisfazione dalle associazioni che si occupano delle famiglie con disabilità.

Nel mirino è finito l’impianto complessivo delle legge, che non prende in considerazione dei temi che sono fondamentali per il caregiver familiare, come:

  • la convivenza;
  • la mancanza di un sostituto in grado di dare sollievo a chi è impegnato in una assistenza h24;
  • un riconoscimento vero della figura dei caregiver familiari che li distingua dalla figura dei volontari.

Caregiver familiari, 900mila euro l’anno

Che si tratti di un primo passo ne sono convinti anche i promotori della legge regionale in Lombardia. Il finanziamento è di 900mila euro l’anno per tre anni. Ma si tratta di risorse che dovranno essere aumentate.

«La legge – come ha dichiarato l’assessora alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini – nasce da un confronto con tutte le altre forze politiche e con le associazioni che operano nel sociale».

I caregiver familiari non sono volontari

Come accennato per le associazioni è già contestabile la definizione «caregiver volontario». Ma anche che questa figura sia confusa con chi assiste in modo saltuario o professionale una persona con disabilità grave. Il caregiver familiare appartiene a una categoria diversa: è infatti obbligato a prestare assistenza.

La figura del caregiver sostituto

Sono proprio le associazioni che stanno spingendo anche per indirizzare verso la scelta di un caregiver sostituto. Ovvero una figura in grado di dare un po’ di respiro a chi ogni giorno si occupa di un familiare non autosufficiente. E che non è stata per niente prevista nella legge approvata in Lombardia.

Sul punto ha commentato Teresa Bellini del Confad: «Solo chi convive e quindi presta assistenza in continuità ha bisogno di essere sostenuto, altra cosa è chi assiste un congiunto a distanza o in modo saltuario».

Caregiver familiare, e le lacune della Sanità

Del resto la rete dei servizi sociosanitari, in Lombardia come in gran parte del Paese, è piena di falle e lacune. L’assistenza domiciliare esiste solo sulla carta, in pratica non c’è. Servirebbe organizzare una vera rete di supporto per i caregiver familiari. Non è stata prevista e neppure si immagina di costuirne una almeno sufficiente.

Ma la legge sui caregiver familiari in Lombardia potrebbe essere, come detto, solo il primo passo. Infatti già nelle prossime ore la Regione e le associazioni torneranno a incontrarsi per verificare in quali punti sarà possibile migliorare la normativa e le condizioni dei caregiver familiari.

Caregiver familiare, perché è definito volontario

La Regione ha spiegato il motivo della definizione di caregiver volontario. In pratica è stato necessario attenersi alla definizione ministeriale che è riportata nella legge di Bilancio. E oggi è l’unica definizione ufficiale per i caregiver familiari.

E infatti, si spiega «nella legge di Bilancio il caregiver familiare è definito come una risorsa volontaria, non perché fa volontariato ma perché non è una professione riconosciuta. E anche il tema del convivente ci ha tenuti molto impegnati, ma non possiamo inserirlo se non viene fatto a livello nazionale. Speriamo si arrivi presto a una legge nazionale dove tutte le regioni avranno un riferimento normativo in merito al caregiver familiare».

Caregiver familiari, arrivano i primi fondi

Caregiver familiare, il ruolo dei Comuni

Nell’applicazione della legge regionale lombarda sarà importante anche il ruolo dei Comuni. Dovranno essere proprio i servizi sociali territoriali a garantire il sostegno indispensabile ai caregiver per svolgere una assistenza qualificata e adeguata.

Le associazioni hanno comunque dichiarato che controlleranno con attenzione l’impatto di questa legge. L’obiettivo, quello vero, è che finalmente arrivi anche un provvedimento del parlamento nazionale: deve essere riconosciuta la figura del caregiver, con pieni diritti giuridici e sostegni economici adeguati.

Ancora non ci siamo, ma l’approvazione della legge sui caregiver familiari in Lombardia va almeno nella giusta direzione.

Tocca ora al governo Meloni muoversi. Del resto in campagna elettorale si è parlato spesso di disabilità e degli aiuti che sono necessari per le persone fragili e per quanti se ne prendono cura (sollevando lo Stato da un dovere di assistenza che non è in grado di fornire). Ci sono milioni di persone in attesa da ormai troppo tempo e con il trascorrere degli anni e il costante invecchiamento della popolazione la situazione è destinata solo a peggiorare.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sull’invalidità civile:

Your Title Goes Here

Your content goes here. Edit or remove this text inline or in the module Content settings. You can also style every aspect of this content in the module Design settings and even apply custom CSS to this text in the module Advanced settings.

Entra nei gruppi

Ricevi ogni giorno gratis e senza spam i migliori articoli sull’invalidità e sulla Legge 104. Scegli il gruppo che ti interessa:

Telegram (Consigliato) / privacy

WhatsApp / privacy

Facebook

Importante:

  • Sul gruppo Telegram è possibile commentare le notizie e confrontarsi in chat;
  • Sul gruppo WhatsApp non si può scrivere, pubblichiamo noi le notizie due volte al giorno;
  • I post nel gruppo Facebook sono moderati. Pubblichiamo solo quelli utili alla comunità. I commenti sono liberi, ma controllati.

Ci riserviamo di bannare ed escludere dai gruppi persone violente/aggressive o che si comportano contro i nostri valori.