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Assistenza domiciliare anziani: 3 miliardi da spendere subito

Assistenza domiciliare anziani: 3 miliardi da spendere subito per garantire le cure a casa al 10 per cento di over 65. Un obiettivo ambizioso, i soldi ci sono, ma le Regioni dovranno fare in fretta. Se non si raggiunge il risultato previsto si perdono i fondi.
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26/03/2023

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Il governo intende assicurare entro 4 anni le cure domiciliari al 10 per cento degli over 65. Ovvero 1,3 milioni di italiani. Perché è un obiettivo ambizioso? Oggi gli anziani che ricevono assistenza a casa dal Servizio Sanitario Nazionale sono poco meno di 400.000, meno di un terzo.

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I fondi sono stati stanziati subito dopo la pandemia. Il motivo è semplice: nei giorni del Covid il vero punto debole del nostro sistema sanitario è stata proprio l’assistenza domiciliare. Era già cosa nota, ma l’emergenza sanitaria ha mostrato limiti che sono andati oltre le difficoltà che già erano note. Soprattutto perché da anni si punta a rinforzare la sanità fuori dagli ospedali e l’assistenza domiciliare avrebbe dovuto essere uno dei capisaldi di questa politica.

Non è stato così, oggi però i soldi ci sono. E tanti: cosa intendono fare le Regioni per assicurare le cure necessarie ai milioni di cittadini che hanno bisogno di cure costanti?

Su questo argomento potresti essere interessato a un articolo sull’assistenza anziani e sul disegno di legge appena approvato; c’è un post che spiega invece come ottenere l’assistenza domiciliare anziani; e infine c’è un approfondimento che si sofferma sulle tutele garantite per anziani e disabili.

Assistenza domiciliare anziani: le Regioni in difficoltà

Ci sono dunque 2,7 miliardi stanziati dal Pnrr per migliorare l’assistenza sanitaria nel nostro Paese. Quando i fondi sono tanti il problema è sempre lo stesso (ed è paradossale): le Regioni potrebbero non essere capaci di spenderli. Gli obiettivi sono molto stringenti, fissati annualmente con il decreto per il riparto dei fondi (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 6 marzo). 

Gli interventi devono essere completati entro il 2026. E se le Regioni non riescono a elaborare e realizzare i progetti previsti per garantire l’assistenza domiciliare a milioni di anziani? Semplice, quei soldi si perdono e il nostro Paese ha perso un’altra occasione per migliorare il suo sistema sanitario. In particolare quello extraospedaliero.

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Assistenza domiciliare anziani: carenza di personale

Il Sistema sanitario è in grave affanno da tempo. Non solo per le consuete difficoltà, oggi il problema più grande è quello che riguarda la carenza di personale.

Una carenza che investe in particolare le strutture ospedaliere, che sono il fulcro centrale della sanità pubblica. Facile immaginare quello che accade nelle strutture periferiche del nostro sistema, come quello appunto dell’assistenza domiciliare: se gli ospedali hanno difficoltà a coprire i vuoti in organico, per l’assistenza domiciliare siamo prossimi al deserto.

Assistenza domiciliare anziani: infermiere di famiglia

Una delle figure chiave dell’assistenza domiciliare (e quindi della deospedalizzazione) è l’infermiere di famiglia. L’idea è ottima, ovviamente. Consente di ridurre la distanza tra cittadini e sanità pubblica. Di trovare una professionalità più vicine alle stringenti esigenze di chi ha bisogno di cure continue nella sua abitazione (parliamo spesso di anziani afflitti di patologie croniche).

Ebbene, in Italia ne servirebbero 70 mila per coprire le esigenze dei singoli territori. Ce ne sono invece poche migliaia: le Regioni si sono mosse con un ritardo enorme per l’assunzione di questi professionisti dell’assistenza.

Ma non è solo questo. Le strutture sanitarie non possono dirottare parte del personale ospedaliero (o delle Asl) per svolgere questo compito. La carenza di infermieri è già drammatica in tanti ospedali, impossibile privarsene per l’assistenza domiciliare.

E allora? Al momento molte Regioni hanno deciso di affidarsi a personale esterno. Ovvero a enti specializzati, sia pubblici, sia privati accreditati, per garantire le cure domiciliari.

Ma anche questa scelta non nasconde dei problemi: sono ormai ben noti i ritardi nelle procedure di accreditamento da parte delle Regioni. 

Insomma tre miliardi da spendere e tante difficoltà per realizzare un piano di assistenza domiciliare davvero efficiente.

In pratica neppure finanziamenti così rilevanti sembrano sufficienti per migliorare il nostro sistema sanitario. Se è così non è una bella notizia.

Assistenza domiciliare anziani: compito delle Regioni

Quindi spetta alle Regioni attivarsi e in fretta. Se non lo fanno, se non rispettano i vincoli imposti dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, il rischio che si corre è importante.

L’erogazione delle risorse è infatti associata al raggiungimento di determinati obiettivi. Sono stati fissate tappe intermedie, fino al 2026. Per quella data bisognerà assicurare l’assistenza domiciliare al 10 per cento degli over 65 residenti in Italia.

Si parte già da quest’anno. Per avere il 50 per cento delle risorse che sono state stanziate, le Regioni dovranno dimostrare di aver assicurato le cure domiciliari a 296mila over 65 in più rispetto all’anno precedente.

Ogni Regione avrà i suoi obiettivi (parametrati alla popolazione). Si va dai 1391 anziani assistiti in più a casa nel Molise ai 41mila della Lombardia.

Nel 2024, quella cifra complessiva dovrà arrivare a 525mila e nel 2026 a 808mila.

Si tratta di numeri rilevanti. Ma è indispensabile centrare gli obiettivi. Del resto l’Italia è anche all’ultimo posto per le cure domiciliari per gli anziani. Solo il 3 per cento degli over 65 riceve 16 ore di assistenza annuale nella propria abitazione. In Germania (che in questa particolare graduatoria è al primo posto) sono il 15,6 per cento e ricevono in media 20 ore di cure domiciliari ogni 12 mesi.

Assistenza domiciliare anziani: 3 miliardi da spendere subito
Assistenza domiciliare anziani: 3 miliardi da spendere subito

Assistenza domiciliare anziani: il controllo

A verificare anno dopo anno se le Regioni stanno centrando gli obiettivi del piano che deve garantire in meno di 3 anni l’assistenza domiciliare al 10 per cento dei nostri anziani sarà l’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (che opera per il ministero della Salute).

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