Ape sociale e invalidità, come funziona

Ape sociale e invalidità, come funziona la pensione anticipata per persone con disabilità e caregiver. I requisiti, chi ne ha diritto, cosa serve per presentare la domanda, quali sono gli importi e le incompatibilità.
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17/11/2022

L’Ape sociale è uno dei trattamenti che consente l’uscita anticipata a persone invalide e caregiver. Possono accedere alla misura le persone che hanno una riduzione della capacità di lavoro di almeno il 74% e i caregiver che assistono un familiare con disabilità grave (articolo 3, comma 3 della legge 104) da non meno di 6 mesi. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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L’Ape sociale (qui la guida completa) consente quindi agli invalidi di uscire in anticipo dal lavoro. Non è l’unica misura. C’è infatti anche la pensione di vecchiaia anticipata, una misura riservata ai dipendenti del settore privato che hanno una invalidità non inferiore all’80%. Si può accedere alla pensione di vecchiaia anticipata a 56 anni per le donne e a 61 per gli uomini. Ma solo se sono stati versati almeno 20 anni di contributi.

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Ma torniamo al dunque, e cioè alle possibilità di uscita che sono concesse ai lavoratori con invalidità e ai caregiver con l’Ape sociale.

Puoi essere interessato a conoscere quali sono i contributi per l’invalidità utili per l’Ape sociale; o come funziona l’Ape sociale con il congedo legge 104; o ancora come avere l’Ape sociale nel 2022.

Cos’è l’Ape sociale

Chiariamo un punto: l’Ape sociale non è una “vera” pensione anticipata, ma un trattamento di accompagnamento alla pensione di vecchiaia.

Si tratta dunque di una indennità mensile che sarà erogata agli aventi diritto fino al compimento dei 67 anni, quando, appunto, scatterà la normale pensione di vecchiaia.

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I requisiti per l’Ape sociale

I requisiti per avere accesso a questa misura sono per gli invalidi e i caregiver questi:

  • 63 anni di età;
  • un’invalidità di almeno il 74%;
  • essere caregiver di una persona con disabilità grave da almeno 6 mesi;
  • almeno 30 anni di contributi.

L’Ape sociale spetta agli iscritti all’assicurazione Inps per i lavoratori dipendenti (AGO), alle forme sostitutive ed esclusive, ai lavoratori autonomi e agli iscritti alla Gestione separata.

Possono accedere a questa misura anche i disoccupati e i lavoratori impegnati in attività gravose.

Ape sociale, come funziona per i caregiver

Per i caregiver, lo abbiamo detto, la questione preliminare è l’assistenza da almeno sei mesi di un familiare con disabilità grave e riconosciuta dalle commissioni medico legali.

Possono svolgere il ruolo di caregiver familiari anche i parenti o affini entro il secondo grado, se conviventi con la persona disabile, ma solo se i genitori o il coniuge dell’assistito siano a loro volta affetti da un handicap grave o da patologie invalidanti o, infine, se hanno compiuto 70 anni di età.

Una precisazione per essere chiari: i parenti di secondo grado sono

  • in linea retta: i nonni e i nipoti;
  • in linea collaterale: i fratelli e le sorelle.

Gli affini di primo grado sono invece:

  • i suoceri;
  • i generi;
  • le nuore;
  • i figli dell’altro coniuge (nati da un precedente legame).

Gli affini di secondo grado sono i cognati.

Come chiedere l’Ape sociale per i caregiver

E dunque per poter chiedere l’Ape sociale è necessario che al familiare del caregiver sia stato consegnato il verbale della commissione medico legale che accerta la disabilità grave ai sensi della Legge 104. Questo documento dovrà essere allegato, insieme agli altri, alla domanda da presentare all’Inps.

Su questo punto bisogna essere chiari, la questione è stata puntualizzata anche dall’Inps: per accedere all’Ape sociale non basta dimostrare di accudire un invalido civile (anche al 100%), ma serve appunto il verbale della legge 104. Anche perché il solo verbale di invalidità non consente di dedurre l’esistenza di un handicap in situazione di gravità.

Per intenderci: una persona con invalidità al 100% può essere autosufficiente.

Ma del resto invalidità e riconoscimento della 104 seguono due iter diversi, sia per la visita di accertamento, sia per le valutazioni conseguenti. Non possono quindi essere in nessun modo equiparate.

Come chiedere l’Ape sociale per gli invalidi

Come abbiamo visto l’Ape sociale spetta anche alle persone che hanno una invalidità riconosciuta pari o superiore al 74%. Per la presentazione della domanda all’Inps sarà dunque indispensabile essere in possesso del verbale che attesta questa riduzione della capacità di lavoro. Se non si è in possesso di quel certificato bisognerà sottoporsi dunque a visita Inps.

La domanda di pensione segue la stessa procedura dell’assegno di invalidità,

Ape sociale, compatibilità e incompatibilità

Per accedere a questa misura è necessaria la cessazione dell’attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato.

L’indennità non è compatibile con altre misure di sostegno al reddito legate alla disoccupazione (la Naspi deve essere conclusa da almeno due mesi) o all’indennizzo per la cessazione di attività commerciale.

Può essere invece compatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa, ma con dei limiti:

  • per i dipendenti e chi svolge attività parasubordinata non si può superare il reddito di 8mila euro;
  • per gli autonomi quel limite è fissato a 4.800 euro.

Ape sociale, importi

L’importo dell’Ape sociale viene effettuato sulla base delle contribuzioni versate su ciascuna gestione. Contano anche i periodi temporalmente coincidenti tra diverse gestioni interessate.

L’importo massimo è di 1.500 euro lordi mensili per 12 mensilità. La pensione piena, come detto, scatterà solo al compimento dei 67 anni, con il raggiungimento del requisito anagrafico per la vecchiaia.

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