Ape sociale 2023, chi avrà la pensione il prossimo anno

Ape sociale 2023, chi può uscire il prossimo anno: vediamo i nati in quale anno potranno accedere alla misura. Per aver diritto a questo trattamento l’età minima è di 63 anni, quindi si apre una possibilità di uscita per i nati nel 1960. Vediamo quali sono gli altri requisiti, come funziona con il lavoro e quando è necessario presentare la domanda all’Inps per la valutazione.
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30/11/2022

Ape sociale 2023, chi può uscire il prossimo anno: questo trattamento anticipato per la pensione è stato confermato e non modificato per il 2023 dal governo, in questo post verifichiamo chi e come potrà utilizzarlo per andare in pensione. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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Su questo argomento può essere interessare un articolo che parla di Ape sociale e invalidità, come funziona; c’è invece un post che spiega se l’Ape sociale ti conviene come pensione anticipata; e infine abbiamo verificato quanto dura l’Ape sociale.

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Ape sociale 2023, chi può uscire il prossimo anno: i nati nel 1960

Potranno uscire dal mondo del lavoro con l’Ape sociale nel 2023 i nati nel 1960, ovvero le persone che compiranno 63 anni tra il primo gennaio e il 31 dicembre del prossimo anno (oltre a chi ha raggiunto i requisiti negli anni precedenti).

Saranno necessari  30 anni di contribuzione (36 per chi ha fatto lavori gravosi). Per le madri il requisito contributivo si riduce di un anno per ogni figlio (fino a un massimo di due anni). E quindi il minimo di contributi necessari può ridursi, rispettivamente a 28 e 30 anni.

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Ape sociale 2023, chi può uscire il prossimo anno: manovra di bilancio

La proroga dell’Ape sociale era ampiamente prevista. La conferma è arrivata in queste ore, con la presentazione dello schema di bilancio per il 2023 (i dettagli li trovi su questo articolo di thewam.net). A differenza di Opzione donna questa misura di accompagnamento alla pensione non ha subito alcuna modifica. L’Ape sociale viene erogata agli invalidi (74%), ai caregiver e ai lavoratori che hanno perso il lavoro.

Si tratta comunque di una proroga per altri 12 mesi. L’Ape sociale non è ancora diventata strutturale.

Ape sociale 2023, chi può uscire il prossimo anno: quali categorie

Le categorie di lavoratori che hanno diritto a questa uscita anticipata, come accennato, sono rimaste le stesse:

  • disoccupati che hanno esaurito la Naspi o altre misure di sostegno per la disoccupazione: 63 anni di età e 30 anni di contributi;
  • invalidi civili con il 74% di riduzione della capacità di lavoro: 63 anni di età e 30 di contributi;
  • caregivers: 63 anni di età e 30 di contributi;
  • lavoratori impegnati in attività difficoltose e rischiose: 63 anni di età e 36 di contributi;
  • operai edili, ceramisti, conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta: 63 anni di età e 32 di contributi.

Ape sociale 2023, chi può uscire il prossimo anno: importo

L’Ape sociale non è una vera pensione anticipata, ma un trattamento di accompagnamento alla pensione. Scatta quindi a 63 anni e si riceve un importo fino ad arrivare ai 67 anni, quando si avrà diritto alla pensione di vecchiaia.

L’importo non potrà essere superiore a 1.500 euro lordi al mese (per 12 mensilità).

Ape sociale 2023, chi può uscire il prossimo anno: cumulo

Per raggiungere il requisito contributivo di 30 o 36 anni ai lavoratori sarà consentito di utilizzare il cumulo dei periodi assicurativi: sommare cioè la contribuzione che nel corso della carriera è stata versata nelle gestioni previdenziali Inps. Viene esclusa solo la contribuzione che è stata versata nelle casse professionali.

Ape sociale 2023, chi può uscire il prossimo anno: domande

Come negli anni scorsi sono tre le finestre a disposizione dei cittadini che vogliono presentare la domanda per la verifica delle condizioni:

  • dal primo gennaio al 31 marzo (domanda tempestiva);
  • dal primo aprila al 15 luglio;
  • dal 16 luglio al 30 novembre (domanda tardiva).

Conviene ovviamente presentare le istanze il prima possibile. L’Inps prenderà in considerazione i diversi scaglioni solo se dopo aver valutato quello precedente ci sono ancora delle risorse disponibili.

Chi presenta la domanda tardi rischia di non aver accesso a questo trattamento di accompagnamento alla pensione anche se si hanno tutti i requisiti necessari per averne diritto.

Ape sociale 2023, chi può uscire il prossimo anno: lavoro

Chi percepisca l’Ape sociale può continuare a lavorare. Ma ci sono dei limiti. Se è un lavoratore dipendente non potrà superare un reddito da lavoro di 8.000 euro lordi. Se è un lavoratore autonomo deve mantenersi sotto la soglia dei 4.800 euro.

Il nuovo lavoro non può però essere iniziato prima di aver percepito l’Ape sociale. Si rischia infatti di perdere il diritto. L’Inps ha infatti ribadito: «Il soggetto deve conservare lo status di disoccupato. Un’eventuale rioccupazione pregiudicherebbe il conseguimento del diritto all’Ape sociale».

Ape sociale 2023, chi può avere la pensione prossimo anno

Ape sociale 2023, chi può uscire il prossimo anno: lavori gravosi

Questo è invece l’elenco dei lavori gravosi che possono dar diritto a ricevere il trattamento di accompagnamento alla pensione:

  • professori di scuola primaria, pre-primaria e professioni assimilate;
  • tecnici della salute;
  • addetti alla gestione dei magazzini e professioni assimilate;
  • professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali;
  • operatori della cura estetica;
  • professioni qualificate nei servizi personali e assimilati;
  • artigiani, operai specializzati e agricoltori;
  • conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali;
  • operatori di impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli;
  • conduttori di forni ed altri impianti per la lavorazione del vetro, della ceramica e di materiali assimilati;
  • conduttori di impianti per la trasformazione del legno e la fabbricazione della carta;
  • operatori di macchinari e di impianti per la raffinazione del gas e dei prodotti petroliferi, per la chimica di base e la chimica fine e per la fabbricazione di prodotti derivati dalla chimica;
  • conduttori di impianti per la produzione di energia termica e di vapore, per il recupero dei rifiuti e per il trattamento e la distribuzione delle acque;
  • conduttori di mulini e impastatrici;
  • conduttori di forni e di analoghi impianti per il trattamento termico dei minerali;
  • operai semi qualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio;
  • operatori di macchinari fissi in agricoltura e nella industria alimentare;
  • conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento;
  • personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna merci;
  • personale non qualificato nei servizi di pulizia di uffici, alberghi, navi,ristoranti, aree pubbliche e veicoli;
  • portantini e professioni assimilate;
  • professioni non qualificate nell’agricoltura, nella manutenzione del verde, nell’allevamento, nella silvicoltura e nella pesca;
  • professioni non qualificate nella manifattura, nell’estrazione di minerali e nelle costruzioni.

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