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Stop Bonus barriere architettoniche, è scontro: che succede?

Parliamo dello stop al Bonus barriere architettoniche, cosa riguarda nel dettaglio e quali sono invece le agevolazioni ancora a disposizione.
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08/03/2023

Che cosa riguarda lo stop al Bonus barriere architettoniche? Non si potrà più richiedere o si tratta di modifiche parziali? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Il Governo, ultimamente, ha dato una stretta ai bonus edilizi, decretando anche uno stop al Bonus barriere architettoniche, l’agevolazione che permette a persone disabili e non autosufficienti di risparmiare su interventi che permetteranno di aiutarli a superare numerosi ostacoli, sia negli ambienti esterni che all’interno delle proprie abitazioni.

La stretta, in questo caso, riguarda lo stop alla possibilità di optare per la cessione dei crediti d’imposta o dello sconto in fattura.

Vediamo quindi nel dettaglio cosa non sarà più possibile fare a causa della stretta del Giverno.

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Indice

Cosa prevede lo stop al bonus barriere architettoniche?

il Governo ha approvato il decreto legge n. 11 del 2023, che prevede un ritocco della disciplina fiscale, tra cui lo stop al Bonus barriere architettoniche (articolo 119-ter del decreto legge 24 del 2020).

In pratica, prima di questo decreto, era possibile utilizzare il Bonus barriere architettoniche scegliendo anche la cessione dei crediti di imposta e lo sconto in fattura.

Con la cessione dei crediti di imposta, spettava una detrazione con rimborso della somma corrispondente. In parole più semplici, il credito veniva “ceduto” (si pagava la somma corrispondente ai lavori effettuati) e si aveva poi la possibilità di recuperare subito l’importo che spettava per l’agevolazione.

Con lo sconto in fattura, i fornitori di beni o servizi che avevano realizzato i lavori applicavano anche in questo caso subito l’agevolazione e quindi si aveva appunto uno sconto già nella fattura.

Bene: con il nuovo decreto del Governo, tutto questo non sarà più possibile. In pratica, potrai godere dell’agevolazione solo dopo aver pagato tutte le spese relative ai lavori, con la detrazione in dichiarazione dei redditi: ne parliamo tra poco.

Vediamo prima nel dettaglio quali tipologie di bonus edilizi riguarderà la modifica.

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Su quali misure si applica lo stop al Bonus barriere architettoniche?

Lo stop al Bonus barriere architettoniche e quindi l’impossibilità di scegliere tra cessione dei crediti d’imposta e sconto in fattura, interesserà anche:

  • lavori di efficientamento energetico;
  • impianti fotovoltaici;
  • colonnine di ricarica elettriche.

Per essere aggiornato su tutti i bonus e sussidi 2023, visita la nostra pagina su theWam.net

Cosa cambia con lo stop al Bonus barriere architettoniche?

Precisiamo che lo stop al Bonus barriere architettoniche riguarda nel dettaglio la decisione del Governo di non poter più scegliere, come abbiamo detto, la cessione dei crediti d’imposta e lo sconto in fattura.

Tutto il resto che riguarda il Bonus barriere architettoniche e gli altri bonus edilizi rimane tale e quale a prima.

Tra l’altro, le nuove disposizioni NON VALGONO per chi non avesse già, alla data del 16 febbraio 2013 (il decreto è stato pubblicato il 17 febbraio 2023), ha presentato la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) o per chi ha già iniziato i lavori, con pagamento di alcune fatture. In questi casi, si può continuare a godere delle agevolazioni.

Chi riguardano nel dettaglio le novità sullo stop al Bonus barriere architettoniche?

Abbiamo già specificato che, se hai iniziato i lavori e hai pagato già alcune fatture prima del 16 febbraio 2023, continuerai a godere della cessione del credito e dello sconto in fattura, senza lo stop al Bonus barriere architettoniche.

La stretta interesserà tutti coloro che inizieranno i lavori e richiederanno il Bonus dopo il 16 febbraio 2023.

Esiste la possibilità di ottenere anche il Bonus barriere architettoniche case in affitto? Ne parliamo in questo articolo.

Cosa posso fare anche con lo stop al Bonus barriere architettoniche?

Lo stop al Bonus barriere architettoniche, ripetiamo, riguarda solo la stretta sulla cessione del credito d’imposta e lo sconto in fattura.

Potrai comunque continuare a richiedere l’agevolazione, che consiste nella possibilità di accede a una detrazione del 75% dall’imposta lorda, ai fini della determinazione delle imposte sui redditi.

Le spese sostenute e documentate sulle quali si applica il Bonus sono quelle dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2025 e riguardano la realizzazione di interventi finalizzati al superamento e all’eliminazione delle barriere architettoniche, ovvero quelli che rispettano i requisiti previsti dal regolamento di cui al decreto del Ministero dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, che siano stati realizzati su edifici già esistenti.

Leggi anche l’elenco dei lavori ammessi eliminazione barriere architettoniche e a quali agevolazioni puoi accedere.

Stop al bonus barriere architettoniche
Stop bonus barriere architettoniche, è scontro: che succede?

Cosa prevede la detrazione in caso di utilizzo del Bonus barriere architettoniche?

La detrazione con il Bonus barriere architettoniche, viene ripartita tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importi. Spetta nella misura del 75% delle spese sostenute ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a:

  • 50.000 euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;
  • 40.000 euro moltiplicati per il   numero   delle   unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari;
  • 30.000 euro moltiplicati per il   numero   delle   unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

La detrazione di cui al comma 1 spetta anche per gli interventi di automazione degli impianti degli edifici e delle singole unità immobiliari funzionali ad abbattere le barriere architettoniche e, in caso di sostituzione dell’impianto, per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dei materiali e dell’impianto sostituito.

Per le deliberazioni in sede di assemblea condominiale relative ai lavori di cui al comma 1 è necessaria la maggioranza dei partecipanti all’assemblea che rappresenti almeno un terzo del valore millesimale dell’edifici.

Eccoti una Guida completa ai Bonus edilizi 2023: tutte le agevolazioni rinnovate quest’anno con scadenze e requisiti.

Potrebbero esserci modifiche al decreto sullo stop al Bonus barriere architettoniche?

Lo stop al Bonus barriere architettoniche obbliga, in sostanza, ad anticipare tutte le spese subito, limitando la misura.

Avere uno sconto immediato, infatti, rappresentava una grande opportunità di intraprendere lavori piuttosto impegnativi economicamente, ma spesso necessari per il diritto alla mobilità delle persone disabili e non autosufficienti.

La nuova stretta, quindi, ha provocato numerose reazioni e preoccupazioni. Per richiedere una modifica al decreto che prevede la stretta sul Bonus barriere architettoniche è intervenuta anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), la quale ha dichiarato:

La cancellazione della cessione del credito e sconto in fattura del 75% per le opere finalizzate ad abbattere le barriere architettoniche è un segnale che stride rispetto agli impegni assunti dall’attuale Governo nei confronti della persone con disabilità e delle loro famiglie”.

La FISH ha sollecitato il Governo e il Parlamento a intervenire immediatamente per porre fine a questa stretta, presentando anche ai parlamentari un emendamento, con il fine di velocizzare la modifica al decreto.

L’emendamento sarà presentato all’Atto Camera 889 in materia di Conversione in legge del decreto legge 16 febbraio 2023, n. 11.

Aspettiamo quindi di sapere se il Governo intende intervenire su queste modifiche o se lascerà tutto così come ha stabilito. Noi, ovviamente, ci auguriamo che riveda la stretta e che continui a dare la possibilità, a chi ne ha bisogno, di poter eliminare le barriere architettoniche, senza che l’agevolazione diventi essa stessa una barriera.

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