Permessi legge 104: come segnalare la rinuncia

Permessi legge 104, come segnalare la rinuncia: l’Inps ha introdotto una nuova funzione telematica. Vediamo come funziona, come utilizzarla e a quali servizi consente di accedere.
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12/11/2022

Permessi legge 104, l’Inps ha introdotto un nuovo servizio che consente di comunicare online quando il lavoratore caregiver ha deciso di rinunciare a dei periodi di permesso retribuito che erano già stati richiesti. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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È possibile farlo grazie allo sportello telematico sul portale dell’istituto di previdenza: si comunica all’Inps l’intenzione di rinunciare, parzialmente o del tutto, al periodo di assenza retribuita che era stato richiesto.

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Su questo argomento puoi leggere un articolo che spiega se i permessi legge 104 vanno giustificati sul lavoro; c’è un focus che spiega come comportarsi con i permessi legge 104 con il verbale scaduto; e infine c’è un interessante approfondimento che racconta con cosa possono essere cumulati i permessi legge 104.

Permessi legge 104: rinuncia ai benefici

La nuova funzionalità implementata sul sito Inps si chiama “Rinuncia ai benefici”.

Come si accede al servizio? Bisogna seguire questo percorso:

  • accesso al sito Inps;
  • prestazioni a sostegno del reddito – domande;
  • selezionare tra: servizi disabilità – permessi legge 104, la voce del menu che indica Comunicazione di variazione.

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Permessi legge 105: quali rinunce

La funzione consente di rinunciare a una di queste categorie di domande:

  • giorni di permesso mensile (articolo 33, comma 3 della legge numero 104 del 1992) per assistere un familiare con disabilità;
  • giorni di permesso mensile e ore di permessi giornalieri richiesti dal lavoratore per sé stesso;
  • prolungamento del congedo parentale e riposi orari alternativi.

Permessi legge 104, quanto tempo prima la rinuncia?

L’Inps permette di presentare per via telematica la rinuncia dei giorni di permesso retribuito con la legge 104 solo per le domande che riguardano la fruizione nello stesso mese.

In pratica quindi, la data in cui si presenta la rinuncia deve essere nello stesso mese in cui sono stati richiesti i permessi.

Se si effettua la comunicazione di rinuncia quando il periodo di tempo da modificare è già trascorso o non è ancora iniziato, non sarà possibile utilizzare la domanda telematica.

Facciamo qualche esempio, e prendiamo come riferimento un lavoratore che ha presentato tre diverse domande per tre periodi diversi:

  • dal 20 ottobre 2022 (data inizio) – al 31 dicembre 2022 (data finale);
  • dal primo gennaio 2023al 10 febbraio 2023 (data finale);
  • dal 10 marzo 2023 al primo giugno 2023 (data finale).

Ebbene in questo caso se presentasse oggi (novembre 2022)  la domanda con la nuova funzione messa a disposizione dall’Inps, si potrebbero modificare, o rinunciare, solo i giorni che sono inclusi nella prima domanda, perché include il mese di novembre 2022.

E quindi, ribadiamo, i giorni (o il giorno) di rinuncia deve ricadere in una data del mese in cui si comunica la variazione.

Permessi legge 104, come indicare la rinuncia

Vediamo in modo molto pratico come si effettua la rinuncia ai giorni di permesso legge 104.

Dopo aver selezionato la tipologia di comunicazione (Rinuncia ai benefici), il cittadino troverà l’elenco delle sole domande per le quali è possibile effettuare ancora una modifica di rinuncia.

Scelta la domanda, bisognerà indicare queste informazioni:

  • la data di rinuncia ai benefici;
  • una dichiarazione nella quale si ammette o meno di aver fruito nel mese precedente dei benefici richiesti nella domanda originaria.

Dopo aver inserito online queste informazioni, verrà mostrata all’utente una pagina di Riepilogo dati. Lì saranno indicate tutte le variazioni.

Dopo la conferma, la comunicazione sarà protocollata: sarà possibile consultare il riepilogo e la ricevuta.

Permessi legge 104, tipo di variazione

Le comunicazioni di variazione possono essere:

  • consultate accedendo alla voce di menu “Consultazione delle domande”;
  • annullate, accedendo alla voce di menu “Annullamento domande”.

Permessi legge 104, annullamento variazione

Le comunicazioni di variazione possono essere annullate entro due giorni dalla presentazione.

Le funzioni di Consultazione e di Annullamento consentiranno di visualizzare le richieste di rinuncia ai benefici come richieste, appunto, di Rinuncia ai benefici.

Permessi legge 104, altre novità del 2022

Questo servizio telematico consente una più agile fruizione o rinuncia del beneficio legato alla legge 104.

Quest’anno sono state introdotte diverse novità. La più importante riguardo ai permessi retribuiti è quella che consente di non avere più (per il familiare disabile) un referente unico per la legge 104.

Infatti possono fruire dei permessi più familiari  per assistere la stessa persona (il limite complessivo resta comunque quello dei tre giorni mensili).

In pratica il nuovo articolo 33 prevede che fermo restando “il limite complessivo dei tre giorni, per l’assistenza dello stesso familiare con disabilità in situazione di gravità, il diritto può essere riconosciuto su richiesta a più soggetti”. Potranno beneficiare dell’assenza retribuita alternativamente tra loro.

Il caregiver che accede ai tre giorni di permesso retribuito avrà anche un diritto prioritario allo smart working.

Permessi legge 104: come segnalare la rinuncia

Permessi legge 104, a chi spettano

I permessi legge 104, lo ricordiamo per maggiore precisione, spettano a:

  • coniuge;
  • parte dell’unione civile;
  • convivente di fatto;
  • parenti e affini entro il secondo grado.

La possibilità di usufruire dei permessi legge 104 è estesa a parenti ed affini entro il terzo grado (bisnonni; zio e zia; nipoti, ovvero figli di fratelli; bisnipoti) solo se genitori, coniuge, parte dell’unione civile o convivente di fatto abbiano compiuto 65 anni o siano anch’essi affetti da patologie invalidanti a carattere permanente, siano deceduti o mancanti per assenza naturale, giuridica o per situazioni di assenze continuative.

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