Patente digitale europea, cosa cambia per i disabili

Patente digitale europea, cosa cambia per i disabili se passa la nuova norma che prevede valutazioni più restrittive. Saranno considerate le evoluzioni in campo medico, ma ci sarà anche maggiore severità per alcune patologie e inserite altre, come l’apnea notturna. Vediamo cosa potrebbe accadere e come funziona oggi.
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05/03/2023

Patente digitale europea a 17 anni: la proposta della Commissione europea potrebbe avere conseguenze anche per le persone con disabilità. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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La patente digitale europea prevede una valutazione più precisa e per certi versi restrittiva sull’idoneità alla guida:

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  • più precisa: perché si terrà conto anche dei progressi della medicina che hanno reso alcune patologie più facilmente compatibili con la guida di un veicolo (potrebbe essere il caso del diabete);
  • più restrittiva: perché la valutazione delle patologia e della compatibilità con una guida in sicurezza saranno stabilite con criteri di maggiore severità.

Su questo argomento puoi leggere quali sono le patologie “pericolose” per la guida dell’auto; come funziona il rinnovo e quali sono i requisiti per la patente speciale; e infine c’è un post che spiega come fare ricorso se viene rigettata la patente speciale.

Patente digitale europea, sicurezza

La proposta della commissione europea per la nuova patente digitale a 17 anni (che potrebbe addirittura essere virtuale, quindi visualizzabile su uno smartphone), passerà ora al vaglio del Parlamento e del Consiglio dei Ministri.

Si punta con forza sulla sicurezza. L’obiettivo è quello di azzerare (o comunque ridurre in modo drastico) i morti per incidente stradale nel vecchio continente. Morti che solo lo scorso anno sono stati circa 20.000.

Ma non solo: i giovani sono solo l’8 per cento dei conducenti, eppure 2 incidenti su 5 hanno visto coinvolti degli under 30. L’attenzione è puntata soprattutto su di loro.

Sulla bozza della proposta di legge c’è un passaggio consistente che riguarda l’idoneità alla guida. Un punto che inevitabilmente coinvolge anche le persone con una fragilità.

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Patente digitale europea, patologie a rischio

Nella bozza che sarà visionata dal Parlamento si fa accenno a una valutazione più mirata (rispetto ai progressi della medicina) e più severa (per le norme di sicurezza) per chi ha il diabete, disturbi psichiatrici, epilessia e problemi all’apparato cardiocircolatorio.

Più o meno le stesse patologie che già ora sono escluse dalla normativa italiana. Più o meno, perché sulla questione nel corso degli anni si sono accumulati distinguo e sentenze.

Con la patente digitale europea potrebbero essere inserite altre patologie. Di una si fa già menzione: le apnee notturne. Una indicazione che conferma la volontà della commissione di allargare il campo delle patologie che potrebbero essere inserite nell’elenco di quelle che comportano la non idoneità alla guida.

Patente digitale europea, non idoneità

Per capire meglio in quale direzione potrebbe andare la normativa europea vediamo intanto cosa dice la legge in Italia. E quindi quali sono le patologie che comportano la non idoneità alla guida dei veicoli. Una non idoneità che in questi casi non può essere superata neppure con le patenti speciali, che riguardano soprattutto le persone che hanno bisogno di ausili o modifiche per sopperire a eventuali menomazioni o disabilità fisiche.

Queste patologie che comportano la non idoneità le abbiamo divise in otto macro categorie. Vediamo.

Patologie cardiovascolari

La patente di guida non deve essere né rilasciata, né confermata alle persone affette da patologie cardiovascolari che sono ritenute incompatibili con la sicurezza della guida. Rientrano in questa categoria le malattie più gravi, come quelle che impongono l’impianto di un defibrillatore, l’insufficienza cardiaca o cardiomiopatie particolarmente gravi.

La normativa attuale prevede che il rilascio o il rinnovo della patente sia possibile in casi eccezionali, solo dopo la valutazione di uno specialista e con una visita medica periodica.

Diabete

La patente non deve essere rilasciata o confermata anche a chi soffre di diabete e ha queste complicanze:

  • oculari;
  • nevose;
  • cardiovascolari;
  • acidosi non compensata.

Ovvio che queste complicanze devono essere così gravi da pregiudicare la sicurezza alla guida.

I conducenti con diabete che non hanno queste complicazioni, ma serve comunque una certificazione rilasciata da uno specialista.

Non possono avere la patente anche le persone con diabete che hanno un costante bisogno di trattamenti con l’insulina.

Malattie endocrine

Per chi soffre di malattie endocrine, diverse dal diabete, se sono di entità così grave da compromettere la sicurezza alla guida, la patente non deve essere rilasciata o confermata. A mano che la decisione non sia presa dalle stesse commissioni mediche dopo che si sono avvalse della consulenza di uno specialista che opera in strutture sanitarie pubbliche.

Sistema nervoso

La patente di guida non può essere rilasciata o confermata anche a chi soffre di queste patologie del sistema nervoso:

  • encefalite;
  • sclerosi multipla;
  • miastenia grave o malattie del sistema nervoso associate ad atrofia muscolare progressiva e/o disturbi miotonici;
  • malattie del sistema nervoso periferico (neuropatie);
  • postumi invalidanti causati da traumi del sistema nervoso centrale o periferico (in questi casi anche se venisse rilasciata la patente di guida dopo la valutazione di uno specialista, la validità non potrà mai essere superiore ai due anni);
  • epilessia, in questo caso la patente potrà essere rilasciata solo a chi non ha crisi da almeno due anni. Serve comunque sempre la valutazione della commissione medico legale sulla base della certificazione recente (non più di 30 giorni) rilasciata dal medico curante o di un professionista che opera in una struttura pubblica. La validità della patente non potrà essere superiore ai due anni.

Malattie psichiche

La patente non deve essere né rilasciata, né confermata a chi soffre di disturbi psichici in atto o dovuti da:

  • malattie;
  • traumi;
  • postumi di interventi chirurgici sul sistema centrale o periferico;
  • ritardo mentale grave;
  • psicosi;
  • turbe della personalità.

In particolare se le condizioni sopra elencate possano mettere a repentaglio la sicurezza alla guida.

Anche in questo caso resta la “libertà” alle commissioni di valutare in modo diverso, ma serve sempre la certificazione di uno specialista che opera in una struttura pubblica.

Sostanze psicoattive

La patente non deve essere né rilasciata, né confermata neppure a chi si trova in stato di dipendenza da alcol, stupefacenti o sostanze psicotrope. Neppure a chi le consuma abitualmente.

Se la dipendenza è stata superata, le commissioni sono chiamate a una valutazione molto cauta per accertare l’eventuale rischio di recidiva. Per farlo sono necessari esami clinici e di laboratorio e la consulenza di uno specialista di una struttura pubblica che può esprimere parere negativo o positivo al rilascio o alla conferma della patente.

Malattie del sangue

Niente patente a chi soffre di gravi malattie del sangue (salvo sempre la valutazione della commissione sulla base di uno specialista che opera in una struttura pubblica).

Patente digitale europea, cosa cambia per i disabili
Nella foto due mani su un volante – Patente digitale europea

Malattie dell’apparato urogenitale

Niente patente anche a chi soffre di una insufficienza renale grave. La patente può invece essere rilasciata a chi ha risolto il disturbo dopo un trattamento dialitico o un trapianto. La valutazione spetta sempre alla commissione, la validità non può essere superiore ai due anni.

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