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C’è un limite per i congedi 104 in una sola azienda?

C’è un limite per i congedi 104 in una sola azienda? Il titolare dell’azienda può dire no se ci sono più lavoratori in assenza retribuita? Sui permessi è stato raggiunto un accordo di massima grazie alla programmazione. Come funziona invece in caso di contemporanei congedi nello stesso periodo?
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02/02/2023

C’è un limite per i congedi 104 in una sola azienda? O meglio: un datore di lavoro può rifiutare di riconoscere l’assenza biennale retribuita a un dipendente se già altri  lavoratori hanno avuto accesso al beneficio? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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La questione non è nuova ed è stata sollevata da diversi datori di lavoro. Accade quando una certa percentuale di dipendenti chiede il congedo biennale legge 104 nello stesso arco di tempo. Assenze multiple e prolungate possono determinare disagi all’organizzazione e alla gestione dell’azienda. E quindi, ci chiediamo, in questi casi, gli aventi diritto al congedo per assistere un familiare con disabilità grave, corrono il rischio di sentirsi dire di no? Ma soprattutto, il titolare dell’azienda può farlo, può cioè negare la fruizione del congedo 104 a un suo assistito?

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Rispondiamo subito: il datore di lavoro non può dire no. Sia i permessi retribuiti, sia il congedo biennale, sono un “diritto del richiedente”. Non esiste quindi nessun limite che il titolare di un’azienda possa imporre al lavoratore.

Su questo argomento può interessarti sapere come funziona il congedo 104 suddiviso tra due familiari; c’è anche un post che spiega come fare il cambio di residenza mentre si è in congedo 104; e infine quali sono le regole del congedo 104 per i figli non conviventi.

C’è un limite per i congedi 104 in una sola azienda? Niente giustificazione

Ma non solo, sia per i congedi legge 104, sia per i permessi, il datore di lavoro non può pretendere dagli aventi diritto nessuna giustificazione o informazione sull’utilizzo del periodo di assenza retribuita, anche se si tratta di un permesso frazionato in ore.

L’uso dei permessi o del congedo sono dunque, lo ripetiamo, un diritto del lavoratore con disabilità o del caregiver familiare che si occupa dell’assistenza di un parente.

Nel corso degli anni, proprio per evitare che l’irrinunciabile diritto delle persone con disabilità a ricevere assistenza non entrasse in conflitto con le esigenze organizzative dell’azienda, il Ministero del Lavoro ha risposto a un interpello dell’Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori. Sono state stabilite delle linee guida in grado di tutelare sia l’azienda, sia i diritti delle persone fragili. La questione riguarda in particolare i permessi retribuiti. E la parola chiave si chiama: programmazione.

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C’è un limite per i congedi 104 in una sola azienda? Programmazione

Nella nota del ministero, che risale al 6 luglio del 2010 , sono richiamati i principi di carattere generale nella fruizione dei permessi che, appunto, devono mettere insieme «le necessità di buon andamento dell’attività imprenditoriale con il diritto all’assistenza da parte del disabile».

Il ministero ha quindi reso possibile per il datore di lavoro la richiesta al dipendente di una programmazione dei permessi, a cadenza settimanale o mensile, a queste condizioni:

  • quando il lavoratore che assiste il disabile sia in grado di individuare in anticipo le giornate di assenza;
  • e se la programmazione non comprometta il diritto del disabile a una effettiva assistenza;
  • e se si seguono quanto più è possibile dei criteri condivisi sia con i singoli lavoratori, sia con le rappresentanze sindacali.

Il ministero ha anche precisato che resta ferma la possibilità del dipendente di modificare la giornata di assenza già programmata qualora si verificassero delle esigenze di assistenza. E quindi, la tutela della persona disabile resta comunque prevalente sulle esigenze imprenditoriali.

C’è un limite per i congedi 104 in una sola azienda? Contratti

Dopo questa nota del ministero, molti contratti di lavoro si sono adeguati inserendo quindi delle norme che regolano la programmazione dei permessi legge 104. In particolare nella pubblica amministrazione.

È stato disposto dalla Funzione pubblica che il lavoratore dipendente che assiste un familiare con disabilità grave abbia l’obbligo di predisporre una programmazione mensile.

Solo in caso di urgenza può presentare una comunicazione di assenza, ma deve essere inoltrata 24 ore prima del permesso e comunque non oltre l’inizio dell’orario di lavoro del giorno di fruizione.

C’è un limite per i congedi 104 in una sola azienda? Privati

In molte aziende private, in particolare dove non è stata adottata una regolamentazione programmata dei permessi, è oggi d’uso la comunicazione anticipata delle giornate di assenza retribuita. Molto spesso su base settimanale, così da consentire un più agevole gestione dell’organizzazione del lavoro

Soprattutto se all’interno della stessa azienda sono diversi i lavoratori che godono di questo beneficio.

Ma per i congedi, come funziona?

Caregiver con disabile in un parco – C’è un limite per i congedi 104 in una sola azienda?

C’è un limite per i congedi 104 in una sola azienda? Assenze prolungate

Se in un’azienda ci sono più lavoratori che chiedono di beneficiare del congedo biennale retribuito la questione è un po’ diversa rispetto ai permessi.

Un congedo lungo (che sia di due anni o sei mesi) non implica per l’azienda le stesse difficoltà di ripetute assenze mensili. Ovvero, i congedi possono essere gestiti meglio.

Per questo motivo il ministero non ha mai diffuso circolari per definire e regolare la fruizione di questo beneficio.

C’è una prassi che però è diffusa: fornire al datore di lavoro un preavviso di almeno 30 giorni.

In genere, comunque, proprio per evitare che il diritto all’assistenza delle persone con disabilità non causi conseguenze negative all’attività imprenditoriale, è sempre opportuno, quando ci sono più lavoratori in congedo, fare in modo, laddove è possibile, di utilizzare il periodo di assenza in modo alternato, riducendo così eventuali disagi alla produzione. Ma questa non è una regola e dunque nessuno la può imporre.

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