Invalidità civile per chi soffre di endometriosi

Invalidità civile per chi soffre di endometriosi: vediamo se e quando questa malattia viene riconosciuta invalidante e offre agevolazioni a chi ne soffre. Sono colpite da questa patologie tre milioni di donne in Italia. Si tratta di un disturbo invalidante perché ha una sintomatologia molto dolorosa. Fino a qualche anno fa non era riconosciuta come malattia cronica.
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15/08/2022

Invalidità civile per chi soffre di endometriosi, una patologia invalidante che colpisce il 10-15% delle donne in età riproduttiva e il 30, 50% delle donne in età più matura (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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Si tratta dunque di un disturbo molto diffuso. Se le percentuali non sono sufficienti a delineare il quadro, basti dire che le pazienti con una diagnosi conclamata di endometriosi sono 3 milioni.

Una cifra rilevante, soprattutto se si pensa che arrivare a diagnosticare questa patologia non è semplice, anzi.

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In questo articolo oltre a spiegare per grandi linee cos’è l’endometriosi e cosa provoca alle persone che ne sono affette, cerchiamo di definire le possibili agevolazioni e benefici che sono concessi alle pazienti. Non ultima la possibilità di un riconoscimento dell’invalidità civile.

Invalidità civile, cos’è l’endometriosi

Ma cos’è e cosa colpisce questa malattia? Proviamo a dirlo con parole semplici: la patologia si innesca quando l’endometrio (che è la tonaca mucosa che riveste l’interno della cavità dell’utero), si trova in altre zone del corpo.

In genere l’endometriosi colpisce questi organi:

  • ovaie;
  • legamenti uterini;
  • il tessuto che riveste l’interno dell’addome e il bacino;
  • la zona tra vagina e retto;
  • l’intestino;
  • la vescica;
  • l’uretere.

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Invalidità civile, endometriosi: conseguenze e diagnosi

Una delle conseguenze dell’endometriosi è una forte riduzione della fertilità o l’assoluta infertilità (30, 40% dei casi).

Il dato preoccupante è quello che riguarda il ritardo nella formulazione delle diagnosi. Viene valutato in media intorno ai sette anni. Un’eternità. Una diagnosi più veloce e un trattamento medico adeguato e tempestivo potrebbe prevenire l’infertilità oltre a migliorare la qualità della vita di chi ne soffre.

In questo senso è molto indicata una ecografia transvaginale/transrettale e transaddominale, in particolare per visualizzare verificare la situazione delle ovaie, dell’utero, del setto retto vaginale e degli altri organi addominale e pelvici.

Ma possono essere utili anche un clisma opaco o una risonanza magnetica.

A livello di informazione e prevenzione è importante sapere che dolori mestruali molto accentuati e i dolori durante i rapporti non rientrano nella normalità. Ed è quindi consigliabile parlarne: possono essere un campanello d’allarme importante. E consentire una diagnosi veloce.

C’è anche un altro aspetto da ricordare: le donne che hanno una madre o una sorella affette da questa patologia hanno un rischio di sviluppare l’endometriosi sette volte maggiore rispetto alla norma.

Invalidità civile, endometriosi: fattori di rischio

I fattori di rischio più rilevanti sono due:

  • l’assenza di gravidanze: infatti la gravidanza infatti può ridurre o azzerare i fattori che stimolano la progressione o addirittura l’insorgenza della malattia. E di conseguenza più tardi arriva la gravidanza e più è possibile che la patologia si sviluppi;
  • cicli mestruali molto brevi e molto abbondanti.

Invalidità civile, endometriosi: non c’è cura

Si tratta di una patologia invalidante, anche perché è fortemente sintomatica. L’endometriosi è stata da qualche anno inserita nell’elenco delle malattie croniche e invalidanti, almeno nelle sue forme più avanzate, il terzo (moderato) e quarto stadio (grave). Le pazienti hanno diritto a usufruire di alcune esenzioni per visite specialistiche ed esami di laboratorio. Sono già 300.000 le esenzioni richieste.

Per l’endometriosi non esiste una cura e neppure farmaci in grado di bloccarla o di farla regredire.

C’è da chiedersi perché sia trascorso tanto tempo prima di inserirla tra le patologie croniche. Una domanda che rimarrà senza risposta e vale lo stesso per un’altra patologia diffusa e invalidante come la fibromialgia (che ha una storia molto simile).

Invalidità civile con l'endometriosi
Invalidità civile con l’endometriosi

Invalidità civile, endometriosi: percentuali

Ma veniamo alle percentuali di invalidità riconosciute a chi soffre di endometriosi. Lo diciamo subito, non sono molto alte: oscillano tra il 10 e il 35% (ricordiamo che si viene riconosciuti invalidi civili a partire dal 34% di invalidità).

Per il riconoscimento dell’invalidità civile è necessario chiedere il rilascio dal medico di base (o da uno specialista ospedaliero) di un certificato medico introduttivo. Il professionista dopo averlo compilato online lo inoltra all’Inps e stampa una ricevuta da consegnare al paziente.

Su quella ricevuta c’è il numero univoco grazie al quale bisognerà inviare la richiesta di visita all’Inps. Il certificato medico introduttivo ha una validità di 90 giorni (scaduti i quali sarà necessario farne un altro).

Durante la visita sarà poi la commissione medico legale a stabilire la percentuale di invalidità riconosciuta.

C’è da dire che una percentuale di invalidità del 35% oltre a cure e visite specialistiche senza esenzioni non dà diritto a molto altro.

Quella percentuale viene però raggiunta solo quando la patologia è in uno stadio avanzato. Per chi non è in quelle condizioni non è prevista nessuna tutela e nessuna agevolazione.

Se può consolare fino a qualche anno fa non c’era diritto a niente. Mai. Come detto la patologia non era stata riconosciuta e quindi non ce n’era traccia tra quelle ritenute croniche e invalidanti.

Molti sperano che questo sia solo un primo passo anche perché è indubbia l’incidenza negativa che questa patologia ha su chi ne soffre.

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