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Figli disabili durante e dopo di noi: la nuova legge

Figli disabili durante e dopo di noi: come procede il tentativo di riforma della legge del 2016? Vediamo insieme le ultime novità e gli interventi proposti.
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22/04/2023

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Indice

Figli disabili durante e dopo di noi: la Legge 112/2016

Cosa accade alle persone con gravi disabilità quando viene meno il sostegno familiare? Il concetto è alla base della Legge 112 pubblicata il 22 giugno 2016, recante le disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità gravi prive del sostegno familiare.

Nota come “Dopo di noi”, questa legge vuole garantire la massima autonomia e indipendenza delle persone disabili, permettendo loro di vivere in contesti simili alla casa familiare anche quando i genitori non possono più occuparsi di loro.

I livelli essenziali sono garantiti dallo Stato, mentre gli interventi dal punto di vista legislativo e di programmazione sono di competenza delle Regioni, che stabiliscono a chi erogare le risorse per realizzare gli interventi sul territorio regionale, in queste aree:

  • cura della propria persona inclusa la gestione di interventi terapeutici;
  • mobilità;
  • comunicazione ed altre attività cognitive;
  • attività strumentali e relazionali della vita quotidiana.

Infine, spetta ai Comuni l’attuazione concreta degli interventi e dei servizi, attingendo dal Fondo per il “Dopo di noi”. Le risorse economiche sono ripartite dal Ministero alle Regioni con apposito decreto. Per il 2023 sono stati stanziati 76.100.000 di euro.

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Figli disabili durante e dopo di noi: attività finanziabili dal Fondo

L’articolo 5 del decreto interministeriale del 23 novembre 2016 ha stabilito le attività finanziabili con le risorse del Fondo “Dopo di noi”:

  • percorsi programmati di accompagnamento per l’uscita dal nucleo familiare di origine, ovvero per la deistituzionalizzazione in soluzioni alloggiative che riproducono le condizioni abitative quanto più possibile proprie dell’ambiente familiare;
  • interventi di supporto alla domiciliarità in soluzioni alloggiative di tipo familiare e di co-housing, che riproducono le condizioni abitative e relazionali della casa familiare; 
  • programmi di accrescimento della consapevolezza, di abilitazione e di sviluppo delle competenze per la gestione della vita quotidiana e per il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile, e, in tale contesto, tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione;
  • interventi di realizzazione di innovative soluzioni alloggiative, mediante il possibile pagamento degli oneri di acquisto, locazione, ristrutturazione e messa in opera di impianti e attrezzature necessarie per il funzionamento degli alloggi medesimi, anche sostenendo forme di mutuo aiuto tra persone con disabilità;
  • in via residuale, interventi di permanenza temporanea in una soluzione abitativa extra familiare

Figli disabili durante e dopo di noi: l’accesso al Fondo

L’accesso al Fondo “Dopo di noi” è garantito in forma prioritaria alle persone con disabilità gravi che hanno bisogno di interventi urgenti.

Gli Enti territoriali, secondo l’articolo 2, comma 2 del decreto interministeriale del 23 novembre 2016, devono stabilire una valutazione multidimensionale, sulla base di questi fattori:

  • limitazioni dell’autonomia;
  • sostegni che la famiglia del disabile grave è in grado di fornire;
  • condizione abitativa e ambientale;
  • condizioni economiche della persona con disabilità e della sua famiglia.

Di conseguenza, hanno la priorità:

  • le persone con disabilità grave mancanti di entrambi i genitori, del tutto prive di risorse economiche reddituali e patrimoniali, che non siano i trattamenti percepiti in ragione della condizione di disabilità;
  • le persone con disabilità grave i cui genitori, per ragioni connesse, in particolare, all’età ovvero alla propria situazione di disabilità, non sono più nella condizione di continuare a garantire loro nel futuro prossimo il sostegno genitoriale necessario ad una vita dignitosa;
  • le persone con disabilità grave inserite in strutture residenziali dalle caratteristiche molto lontane da quelle che riproducono le condizioni abitative e relazionali della casa familiare.

La richiesta di accesso va rivolte al Comune di residenza o al relativo Ambito territoriale.

Possono presentare richiesta le famiglie, i tutori del disabile o i servizi sociali. Una volta raccolti i requisiti di accesso, i Comuni o gli Ambiti territoriali valutano la compatibilità delle richieste.

Effettuata la valutazione multidimensionale, un’equipe realizza il progetto personalizzato di assistenza al destinatario, secondo quanto stabilito dal comma 3, dell’articolo 2 del decreto interministeriale del 23 novembre 2016.

Infine, la persona con disabilità viene inserito in una misura finanziata dalle risorse del Fondo “Dopo di noi”.

Figli disabili durante e dopo di noi
Figli disabili durante e dopo di noi: in foto una mamma sorridente con la figlia affetta dalla Sindrome di Down.

Figli disabili durante e dopo di noi: le problematiche e la riforma

Figli disabili durante e dopo di noi. Nei precedenti paragrafi vi abbiamo spiegato in cosa consiste la legge “Dopo di noi”, a chi si riferisce e i fondi messi a disposizione dal Ministero alle Regioni.

E qui sorgono i problemi di una legge entrata in vigore 7 anni fa, ma che, per problemi burocratici o a causa di una mancata o incompleta comunicazione sull’accesso ai fondi, non è riuscita ad avere il “successo” ipotizzato.

In una relazione, la Corte dei Conti ha affermato che la legge “Dopo di noi” è stata applicata in modo limitato e con notevoli differenze su tutto il territorio nazionale. Appena 8.424 persone hanno potuto avere accesso alle prestazioni erogate.

Sul discorso è tornata, qualche settimana fa, la Ministra della Disabilità Alessandra Locatelli, nel corso di un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, con la promessa di istituire “un apposito tavolo di riflessione per migliorare la norma e garantire a tutte le persone con disabilità di poter accedere ai percorsi previsti, ampliando le maglie dei requisiti di accesso”.

Il tavolo tecnico ha avuto luogo lo scorso 13 aprile. Gli esperti dovranno valutare gli interventi da apporre alla legge 112/2016, sulla base della proposta di riforma formulata.

È stata la stessa Ministra Locatelli a informare che “la commissione composta da referenti dei diversi livelli istituzionali, Ministeri interessati, associazioni e soggetti coinvolti lavorerà insieme per elaborare aggiornamenti e nuove proposte per riguardano il Dopo di noi”.

Tra le associazioni attente al futuro della Legge “Dopo di noi”, c’è l’AIPD, l’Associazione Italiana Persone Down, che lo scorso 19 aprile ha pubblicato un comunicato, informando che “parteciperà ai lavori del tavolo tecnico per la modifica della legge”. L’AIPD è stato invitato direttamente dalla Locatelli: “Sfrutterò la vostra esperienza e approfitterò del contributo che fin dal nostro primo incontro ci avete offerto”, ha detto loro.

Figli disabili durante e dopo di noi: interventi fin da subito

L’obiettivo della riforma della Legge 112/2016 è renderla più accessibile e applicabile, anche nel presente, garantendo un percorso di sostegno e autonomia alle persone con disabilità non soltanto quando la famiglia non sarà più in grado di prendersi cura di loro.

Proprio la Locatelli, nel corso dell’intervista rilasciata al Corsera, disse: “Serve anche ragionare del Durante di noi, un tema di grande importanza per le famiglie. Apriremo una riflessione che contemperi le esigenze di accompagnamento alla vita autonoma da parte della famiglia anche con il bisogno di momenti di sollievo sempre meglio definiti e organizzati nel percorso”.

Abbiamo visto la possibile nuova legge su figli disabili durante e dopo di noi. Ecco le 5 guide preferite dagli utenti:

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