Contributi figurativi con l’invalidità

Contributi figurativi con l'invalidità. Vediamo quando e con quali trattamenti previdenziali è possibile. L'opportunità di raggiungere i limiti contributivi necessari per la pensione di vecchiaia. Differenze tra l'assegno ordinario di invalidità e la pensione di inabilità.
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21/07/2022

Contributi figurativi con l’invalidità, è possibile? Non sempre, vediamo come funziona e quando c’è l’accredito dei contributi. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

L’accredito dei contributi, lo ricordiamo, avrà poi effetti positivi sul raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

INDICE:

Contributi figurativi con l’invalidità: due misure

E allora, buone notizie per chi riceve l’assegno ordinario di invalidità e la pensione di inabilità. Infatti, anche se con modalità diverse e quando si verificano precise condizioni, i due trattamenti previdenziali consentono di riconoscere la contribuzione figurativa.

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Questa contribuzione può consentire di raggiungere il minimo indispensabile per la pensione ordinaria di vecchiaia, che prevede almeno 20 anni di contributi.

Qual è la differenza per la contribuzione figurativa tra l’assegno ordinario di invalidità e la pensione di inabilità?

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Contributi figurativi con l’invalidità: assegno ordinario di invalidità

Partiamo dal primo, l’assegno ordinario di invalidità. Per questa misura (articolo 1, comma 6 della legge numero 222 del 1984), sono riconosciuti utili per il raggiungimento dei requisiti di contribuzione, tutti i periodi nei quali si è beneficiato del trattamento senza svolgere alcuna attività lavorativa.

In pratica: se un lavoratore ha usufruito dell’assegno ordinario di invalidità per 10 anni senza avere una occupazione e in precedenza aveva versato contributi per 15 anni, si ritroverà con complessivi 25 anni di contribuzione.

L’assegno ordinario di invalidità viene riconosciuto ai lavoratori che hanno almeno 5 anni di contributi (tre dei quali versati negli ultimi 5 anni) e una invalidità accertata dalle commissioni medico di almeno il 67%.

L’agevolazione contributiva è comunque valida solo per i lavoratori dipendenti e non per gli autonomi.

Contributi figurativi con l’invalidità: per il diritto alla pensione

Questa contribuzione figurativa con l’assegno ordinario di invalidità è utile esclusivamente per il raggiungimento del requisito che dà diritto alla pensione, non incide invece sull’entità dell’importo, quando l’assegno di invalidità viene trasformato (a 67 anni) in pensione di vecchiaia.

Per essere chiari e tornando all’esempio citato prima (15 anni di contributi da attività lavorativa e 10 di contributi figurativi), il lavoratore avrà maturato 25 anni di contribuzione (con il diritto alla pensione di vecchiaia), ma l’importo del trattamento sarà calcolato solo sui 15 anni di contributi effettivamente versati.

Contributi figurativi con l’invalidità: non per la pensione anticipata

Bisogna anche ricordare un altro aspetto importante: questa contribuzione figurativa è utile a maturare solo i requisiti contributivi necessari per la pensione di vecchiaia, non è invece utilizzabile per accedere a una pensione anticipata.

La trasformazione dell’assegno ordinario in pensione di vecchiaia avviene in automatico. Non c’è quindi bisogno di presentare nessuna domanda all’Inps.

Contributi figurativi con l’invalidità: pensione di inabilità

Come accennato anche con la pensione di inabilità si può avere diritto alla contribuzione figurativa. Ma il quadro è più ristretto e bisogna rientrare in determinate condizioni.

La contribuzione figurativa viene infatti riconosciuta ai titolari di pensione di inabilità solo se l’assistito ha recuperato le sue capacità lavorative perdendo quindi il diritto al trattamento previdenziale. In questo caso il lavoratore avrà diritto ai contributi figurativi per il periodo nel quale non ha potuto svolgere un’attività e ha usufruito della misura.

C’è anche un altro discrimine: il riconoscimento della contribuzione figurativa avviene solo se il trattamento è stato revocato perché non c’è più lo stato di inabilità e non per altre cause.

E comunque, come per l’assegno ordinario di invalidità, la contribuzione figurativa è utile solo per il diritto alla pensione (e quindi il raggiungimento del minimo contributivo), ma non per determinarne l’importo.

Il motivo è semplice: questa agevolazione serve solo ad aiutare gli assistiti a raggiungere i requisiti contributivi necessari per ottenere la pensione ordinaria.

Contributi figurativi con l’invalidità: reversibilità

C’è anche un’altra differenza tra l’assegno ordinario di invalidità e la pensione di inabilità e riguarda la reversibilità.

Ci spieghiamo. L’assegno ordinario di invalidità non è reversibile, non spetta cioè ai superstiti in caso di decesso del beneficiario.

La reversibilità è invece possibile a vantaggio dei superstiti per quanto riguarda la pensione di inabilità. Ma deve essere rispettato almeno uno dei requisiti contributivi:

  • 15 anni di assicurazione e contribuzione;
  • 5 anche di contribuzione di almeno 3 versati nell’ultimo quinquennio.

Contributi figurativi con l’invalidità: revisione

Ricordiamo che la pensione di inabilità viene riconosciuta ai lavoratori per i quali è stata accertata l’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. Ne possono beneficiare dipendenti, autonomi e iscritti alla gestione separata.

Sia l’assegno ordinario di invalidità, sia la pensione di inabilità lavorativa sono soggette a revisione.

Contributi figurativi con l’invalidità: per le misure assistenziali?

Come funziona invece con i periodi in cui si è beneficiato de prestazioni legate all’invalidità civile? Non sono riconosciuti contributi figurativi, anche perché si tratta di misure assistenziali e non previdenziali. Non è previsto infatti per riceverle nessun requisito contributivo.

Per le invalidità civili conta solo il requisito sanitario e quello di reddito. (Invalidità civile, tutti i sostegni economici Inps: la guida)

Contributi figurativi con l’invalidità.

Contributi figurativi con l’invalidità: con il 75%

Ci sono infine altre categorie di lavoratori dipendenti invalidi che hanno diritto a una contribuzione figurativa.

Eccole:

  • sordomuti;
  • lavoratori con invalidità riconosciuta superiore al 74%;
  • invalidi di guerra;
  • invalidi per causa di servizio.

Per ogni anno di lavoro svolto possono avere due mesi di contribuzione figurativa (fino a un massimo complessivo di 5 anni)

In questo caso la contribuzione figurativa è utile sia per il diritto alla pensione (il raggiungimento del requisito contributivo), sia per la misura dell’importo, ma solo per chi è soggetto al calcolo retributivo.

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