Come comportarsi se l’INPS rivuole i soldi?

Come comportarsi se l’INPS rivuole i soldi per aver erogato delle somme non dovute? Come deve tutelarsi il cittadino, quando può non pagare e quando ha diritto a una rateizzazione. Come presentare ricorso e cosa verificare quando arriva la richiesta dell’istituto.
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31/01/2023

Come comportarsi se INPS rivuole i soldi? Una situazione che capita spesso e causa ovvie difficoltà a tanti cittadini. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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Di frequente l’istituto di previdenza pretende la restituzione di importi che sono stati erogati per errore. Non sempre per colpa del contribuente. Questa situazione si verifica in particolare (ma non solo) per le prestazioni che sono erogate in base al reddito. Quindi quelle assistenziali, che ricevono soprattutto persone con invalidità o anziani in condizioni economiche difficili.

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In questi casi, più che in altri, la restituzione delle somme che la stessa INPS ha erogato per errore può mettere in grave difficoltà i cittadini. Vediamo come comportarsi se l’INPS rivuole indietro i soldi.

Su questo argomento puoi leggere un post che spiega come non sempre l’INPS ha ragione quando chiede la restituzione degli importi; c’è anche un post che spiega come per l’assegno di invalidità conti solo il reddito personale

Come comportarsi se INPS rivuole i soldi? La Consulta

Diciamolo subito: l’istituto è legittimato a chiedere la restituzione delle somme che sono state erogate per un errore. Ma il cittadino ha comunque diritto a una serie di tutele.

In pratica, l’INPS è obbligata a tenere conto anche delle possibilità economiche del cittadino. Non può dunque pretendere restituzioni di cifre che sono molto al di sopra delle possibilità del contribuente. Questo principio è sancito tra l’altro dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Ma non solo. La Corte Costituzionale ha richiamato gli articolo 1175 e 1337 del Codice civile. Queste due norme impongono di verificare la buona fede dei cittadini. Il richiamo della Consulta si traduce in una serie di condizioni che devono essere rispettate dall’ente che pretende la restituzione di somme erogate per sbaglio:

  • l’apparente diritto del cittadino a ricevere quella retribuzione;
  • il rapporto tra il cittadino e che ha erogato gli importi (partendo dal presupposto che il contribuente ha piena fiducia dell’ente pubblico che eroga la prestazione);
  • il tipo di prestazione che viene erogata (c’è dunque differenza tra una assistenziale e una previdenziale);
  • il carattere ordinario dell’attribuzione;
  • se è stata erogata per lungo tempo (in questo caso ha oggettivamente potuto convincere il contribuente che quella prestazione fosse dovuta).

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Come comportarsi se INPS rivuole i soldi? Due condizioni

La Corte Costituzionale ha anche imposto all’INPS altri due paletti nella pretesa della somme che sono state erogate per errore:

  • il dovere di rateizzare la somma che viene richiesta in restituzione: bisogna tenere in debita rilevanza le condizioni economiche e patrimoniali della persona che ha ricevuto indebitamente le somme e che ora si trova costretta a restituire dei soldi che riteneva di aver legittimamente ricevuto;
  • le somme versate indebitamente non possono essere richieste (in modo temporaneo o parziale) al debitore che è in situazione economiche disagiate.

Come comportarsi se INPS rivuole i soldi? Risarcimento

Il cittadino che ha ricevuto in buona fede le somme per le quali l’INPS chiede la restituzione, può anche pretendere un risarcimento del danno. In particolare se si accerta che la responsabilità dell’errore può essere addebitata del tutto all’istituto.

E non è tutto. A tutela del cittadino ci sono anche delle sentenze della Cassazione.

Come comportarsi se INPS rivuole i soldi? Cassazione

Ci sono anche delle sentenze della Cassazione che non sono favorevoli all’INPS.

Infatti, se si riceve un importo più alto della pensione per un errore dell’istituto i soldi non vanno restituiti se:

  • le somme sono state riconosciute sulla base di un provvedimento formale e definitivo;
  • se questo provvedimento è stato comunicato al pensionato;
  • se il provvedimento è stato sbagliato per una colpa imputabile solo all’INPS (l’errore non può invece essere addebitato all’istituto se il cittadino ha omesso nella richiesta informazioni che hanno alterato il diritto e la misura della prestazione pensionistica).

Come comportarsi se INPS rivuole i soldi? I passi da compiere

Torniamo comunque al dunque. Ovvero, se arriva una richiesta di restituzione degli importi che sono stati attribuiti per errore, quali sono le cose che deve fare il contribuente?

La prima è verificare se è stato commesso un errore quando è stata presentata la domanda per avere accesso alla prestazione. O anche se è cambiata la situazione (reddituale, patrimoniale) e non è stata inviata nessuna comunicazione all’INPS.

È sempre consigliabile contattare l’INPS per capire qual è l’errore che viene contestato. Può essere utile il call center, ma è sempre preferibile chiedere appuntamento con un funzionario. All’incontro è opportuno portare con sé tutti i documenti necessari e una copia della domanda che è stata presentata per accedere alla prestazione.

Nel caso la situazione economica di chi ha ricevuto la richiesta di restituzione fosse difficile e non si ha la possibilità oggettiva di ripianare il debito è meglio comunicarlo subito. Portando con sé le ultime dichiarazioni dei redditi o documenti che confermano lo stato di indigenza.

Se invece si ritiene che le somme richieste dall’INPS non sono dovute, meglio prepararsi a presentare un ricorso amministrativo contro la decisione dell’istituto. In questo caso è opportuno rivolgersi a un avvocato.

In ogni caso bisogna agire con una certa velocità per evitare sanzioni e interessi.

Nella foro una coppia di anziani discute con animosità

Come comportarsi se INPS rivuole i soldi? Il ricorso

Per presentare il ricorso amministrativo il tempo limite è di 90 giorni. Se non venisse accolto si può ricorrere davanti al tribunale ordinario. In questo caso la presenza di un avvocato è necessaria.

Nel ricorso amministrativo bisogna includere:

  • gli estremi del provvedimento contestato;
  • la descrizione dell’intera vicenda;
  • mettere in evidenza la buona fede di chi ha ricevuto per errore le somme erogate indebitamente dall’istituto. Questo passaggio è fondamentale, perché se altrimenti venisse riconosciuto il dolo del contribuente si rischia una incriminazione penale per indebita percezione di sussidi statali e truffa ai danni dell’INPS.

È bene precisare che l’INPS non può chiedere la restituzione di somme che sono state versate più di 10 anni prima (scatta la prescrizione). La soglia massima per le sanzioni è invece di 5 anni.

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