Rdc disabili marzo in pagamento: chi riceverà meno soldi

In pagamento il Reddito di cittadinanza dal 27 marzo 2023: scopri per chi e perché ancora continuano i tagli sugli importi di alcune categorie di disabili.
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27/03/2023

A chi spetta il pagamento del Reddito di cittadinanza dal 27 marzo 2023? Perché ho ricevuto ancora un importo basso del Rdc? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico).

A partire da oggi, intorno alle 13.30,  iniziano le erogazioni del Reddito di cittadinanza dal 27 marzo 2023. I pagamenti, destinati a chi ha avuto confermato il sussidio e attende la ricarica mensile, proseguiranno fino a fine mese.

Continuano purtroppo i tagli al sussidio iniziati già nel 2022. Vediamo perché e se questi tagli continueranno anche con la nuova misura con la quale il Governo intende sostituire il Reddito di cittadinanza nel 2024.

Indice

A chi spetta il Reddito di cittadinanza dal 27 marzo 2023?

Come abbiamo anticipato, il Reddito di cittadinanza dal 27 marzo 2023 spetta a tutti coloro che hanno avuto confermato il sussidio e attendono la ricarica mensile.

Non tutti i beneficiari riceveranno il sussidio il 27, perché l’INPS ha tempo fino alla fine del mese (31 marzo 2023) per terminare le operazioni. Quindi, se non ricevi oggi il pagamento, non preoccuparti e continua a controllare nei prossimi giorni.

Quello che potrebbe preoccuparti è l’importo che riceverai. Se, infatti, sei una persona disabile e negli scorsi mesi hai ricevuto un importo più basso, quasi sicuramente continuerà ad essere così. Vediamo perché.

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Perché anche con il Reddito di cittadinanza dal 27 marzo 2023 ho ricevuto un importo basso?

Purtroppo, se sei disabile titolare di Rdc e negli scorsi mesi hai visto tagliarti il sussidio, per il Reddito di cittadinanza dal 27 marzo 2023 la situazione potrebbe essere ancora la stessa.

Come probabilmente saprai, se ti è stato riconosciuto l’incremento al milione sulla pensione di invalidità, hai successivamente trovato la “bella” sorpresa di vederti ridotto l’importo del Rdc.

Perché? Perché l’INPS ha applicato le regole contenute nel decreto che regola il sussidio (decreto legge del 28 gennaio 2019), e siccome queste prevedono che  tra i redditi da calcolare per stabilire l’importo del Reddito di cittadinanza ci sono anche le maggiorazioni, essendo stato applicato l’incremento sulla pensione, il ricalcolo dell’importo ha portato ad abbassarlo e, in alcuni casi, ad azzerarlo.

Una situazione paradossale, se si pensa che  il riconoscimento dell’incremento al milione alle pensioni di invalidità è stato stabilito dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 152 del 2020) riconoscere alle persone disabili un diritto fino a quel momento negato.

Abbiamo più volte ribadito la necessità che il Governo intervenisse per modificare il decreto che regola il Rdc, per porre fine a questa ingiustizia nei confronti delle persone disabili, che da una parte si vedono riconoscere un diritto e dall’altra vengono penalizzate.

Tuttavia, arrivati a questo punto e con la fine del sussidio che è stata programmata per il 2024, temiamo che l’ingiustizia si protrarrà fino a quando il Rdc non lascerà il posto alla nuova misura che lo sostituirà.

Ma quale sarà questa misura? E soprattutto, prevedrà ancora dei tagli al sussidio per le persone disabili?

Leggi anche quali sono gli acquisti e le spese vietate con i soldi del Reddito di cittadinanza dal 27 marzo 2023.

Reddito di cittadinanza dal 27 marzo 2023: cosa sostituirà il reddito di cittadinanza?

Mentre sono in corso i pagamenti del Reddito di cittadinanza dal 27 marzo 2023, si parla molto della nuova misura che andrà a sostituire il sussidio nel 2024.

Come sappiamo, infatti, il Rdc ha già subìto delle modifiche (ne parliamo in questo articolo: Reddito di cittadinanza 2023) e sarà definitivamente abolito all’inizio del 2024.

Il Governo sta già lavorando alla misura che lo sostituirà. Abbiamo sentito parlare nei mesi scorsi di Reddito di Inclusione, Reddito di resilienza, per arrivare alla Mia (Misura di Inclusione Attiva), l’ultima proposta (in ordine di tempo) del Governo, sulla quale ancora non abbiamo certezze.

Lo stesso Governo ha comunicato che si tratta di una ipotesi alla quale si sta lavorando, ma ancora non abbiamo alcun decreto attuativo.

In pratica, la Mia, dovrebbe considerare due platee di beneficiari:

  • famiglie povere senza persone occupabili;
  • famiglie non occupabili.

Di occupabili e non occupabili avrai già sentito parlare, in questi mesi. Il Governo sta praticamente facendo girare tutto sulle famiglie:

  • povere senza persone occupabili, ovvero dove c’è almeno un figlio minorenne o un anziano over 60 oppure un disabile;
  • e famiglie occupabili, ovvero quelle dove non ci sono queste situazioni, ma è presente almeno un soggetto tra i 18 e i 60 anni di età. Queste famiglie sono, in sostanza, quelle che al momento beneficiano dell’attuale Reddito di cittadinanza al massimo per 7 mesi nel 2023.

In sintesi, la Mia dovrebbe prevedere delle strette importanti, non solo per gli occupabili ma anche per le persone povere senza possibilità di inserimento lavorativo, quindi anche per le famiglie in cui sono presenti persone con disabilità.

In pratica, queste famiglie continuerebbero a ricevere il sussidio, la Mia appunto, ma l’importo di base (per una persona sola) dovrebbe restare di 500 euro al mese, come nel Rdc.

La stretta maggiore è comunque riservata agli occupabili, ovvero a quelle persone considerate in grado di lavorare. Per loro, l’ipotesi più accreditata è quella di un assegno che verrà ridotto a 375 euro.

Sulla durata della Mia, le persone con disabilità e le famiglie con non occupabili continueranno a riceverlo per 18 mesi. Gli occupabili, per non più di 1 anno.

Le famiglie con persone disabili o non occupabili, potranno richiedere la Mia nuovamente dopo 12 mesi (dovrà passare un mese prima di richiedere nuovamente la prestazione)

Le famiglie con persone occupabili, invece, dopo la scadenza potranno richiedere il sussidio nuovamente solo dopo 6 mesi. Un’eventuale terza domanda potrà essere presentata solo dopo una pausa di un anno e mezzo.

Strette anche sui tetti ISEE, a quanto pare. Il tetto per aver diritto alla nuova Misura di Inclusione Attiva dovrebbe infatti scendere dagli attuali 9.360 euro a 7.200 euro.

Per conoscere tutti i dettagli sulla Mia, puoi leggere il nostro approfondimento: Mia per l’Rdc ai disabili.

Reddito di cittadinanza dal 27 marzo 2023
Rdc disabili marzo in pagamento: chi riceverà meno soldi

Reddito di cittadinanza dal 27 marzo 2023: la Mia prevedrà ancora tagli al sussidio per i disabili?

A questa domanda non possiamo rispondere con certezza, perché dipenderà tutto dai decreti attuativi, che ancora non ci sono.

Ci auguriamo di no, visto che il decreto attuativo del Reddito di Cittadinanza non avrà più valore.

Per continuare a ricevere tagli sul reddito di Cittadinanza, il Governo dovrebbe riportare nel nuovo decreto le vecchie regole del Rdc nel nuovo decreto sulla Mia.

Se dovesse accadere, sarebbe davvero grave, perché vorrebbe dire che non ha preso in considerazione, anzi, non ha voluto prendere in considerazione (quindi consapevolmente) quello che ha stabilito la Corte di Cassazione, ovvero il riconoscimento di un diritto alle persone disabili.

È troppo presto però per parlarne. Attendiamo di vedere come si evolverà in questi mesi la Mia. Di sicuro, noi saremo sempre qui a denunciare ogni forma di ingiustizia perpetrata ai danni delle persone con disabilità.

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