Legge 104 e assunzione di un parente come badante

Come funzionano Legge 104 e assunzione di un parente come badante? Ecco che cambia fra coniuge, altri familiari e affini.
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15/08/2022

Oggi ci occupiamo di Legge 104 e assunzione di un parente come badante. La questione è spesso controversa e in passato ci sono stati numerosi abusi. Così lo Stato ha disposto normative stringenti. Quando è possibile assumere il coniuge, facendo richiesta all’INPS? Cosa cambia rispetto all’assunzione di un altro familiare che sia caregiver della persona con disabilità? Ne parliamo in questo articolo dove spiegheremo quando è possibile l’instaurare di questo rapporto di lavoro (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

INDICE

Legge 104 e assunzione di un parente come badante: cosa dice legge

La legge consente di assumere un familiare come badante ma, come vedremo, le cose cambiano a seconda del grado di parentela. Il contratto stipulato con il proprio coniuge (marito o moglie), che ricopre il ruolo di caregiver, può essere rifiutato perché il lavoro prestato in ambito familiare potrebbe ritenersi a titolo gratuito.

La ragione è piuttosto semplice: in ambiti familiari, infatti, è facile riscontrare una assistenza motivata da affetti, rapporti di parentela e comunanza di interessi. Una commistione naturale che, a volte, rende complesso stipulare dei contratti di lavoro tra familiari.

In condizioni specifiche di non autosufficienza dell’assistito (datore di lavoro), come stabilito dal articolo 1 comma 3 della legge numero 1403 del 31 dicembre 1971, il contratto di lavoro può essere valido per familiari fino al terzo grado anche se non conviventi e, in alcuni casi, per il coniuge. Nel prossimo paragrafo entreremo in dettaglio nella questione e analizzeremo tutti i casi possibili.

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Legge 104 assunzione di un parente come badante: il coniuge

Ora occupiamoci dell’assunzione di un coniuge come badante. L’Inps, in questi casi, esclude l’obbligo assicurativo poiché l’assistenza è dovuta per affetto (articolo 143 del codice civile) e rientra tra i doveri coniugali (reciproca assistenza).

Allora, quando è possibile assumere un marito o una moglie con un contratto di lavoro domestico? Quando questo tipo di attività non è incompatibile con il legame affettivo fra la persona assistita e il caregiver?

La legge prevede che sia possibile instaurare un rapporto di lavoro domestico tra coniugi nei casi in cui il datore di lavoro (la persona invalida da assistere) fruisca dell’indennità di accompagnamento e rientri in uno di questi casi specifici:

  • invalidi del lavoro beneficiari dell’indennità di accompagnamento;
  • assistenza degli invalidi di guerra civili e militari;
  • assistenza dei mutilati e degli invalidi civili (che rientrano nei casi previsti dalla legge del 30 marzo 1971, numero 118);
  • assistenza dei ciechi civili.

Legge 104 assunzione di un parente come badante: parenti diversi dal coniuge

Il contratto di lavoro, stipulato per l’assunzione di parenti e affini fino al terzo grado, può essere anche auto certificato attraverso una dichiarazione di responsabilità (circolare Inps numero 89 del 1989). Non è raro che, in casi simili, l’INPS effettui dei controlli per evitare degli abusi di legge.

La persona assistita e il parente che ha sottoscritto il contratto di lavoro domestico potrebbero essere convocati per dimostrare:

  • l’onerosità della prestazione: l’obbligo di chi beneficia del servizio di versare una retribuzione per il lavoro svolto;
  • la subordinazione: necessaria dimostrare l’esistenza di un rapporto di lavoro dipendente.

Legge 104 assunzione di un parente come badante: accompagnamento

Il caregiver non deve dimostrare nulla se presta la propria assistenza a una persona che fruisce dell’indennità di accompagnamento e che rientra in queste categorie:

  • grandi invalidi di guerra;
  • grandi invalidi per servizio o lavoro;
  • mutilati e invalidi civili;
  • ciechi civili.

Legge 104 assunzione di un parente come badante: problemi mentali

Se la persona invalida ha un problema cognitivo, che ne compromette le facoltà intellettive, l’assunzione di un parente come badante sarà in capo al tutore legale.

Quest’ultimo potrebbe anche svolgere la funzione di caregiver e volersi assumere. Per procedure simili è necessario il supporto di un avvocato che potrebbe rivestire un ruolo chiave anche nell’ottica di un eventuale ricorso, successivo al rigetto della prima domanda presentata all’INPS.

Legge 104 e assunzione di un parente come badante
Legge 104 e assunzione di un parente come badante

Legge 104 assunzione di un parente come badante: come funziona la comunicazione all’INPS

L’INPS ha attivato un servizio online dedicato al lavoro domestico che raccoglie le comunicazioni di rapporto di lavoro tra coniugi, se il datore di lavoro ha una invalidità riconosciuta con indennità di accompagnamento.

La comunicazione dell’assunzione di un parente o affine entro il terzo grado viene “sospesa” dall’Inps in attesa dei controlli previsti.

Legge 104 assunzione di un parente come badante: come versare i contributi previdenziali

L’assunzione di un parente come badante con la Legge 104 prevede il versamento di contributi proporzionati alle ore settimanali di lavoro e alla retribuzione che viene percepita.

Questi contributi permettono di maturare i requisiti per una futura pensione. Proprio la tipologia di versamento e il tipo di orario di lavoro previsto, spesso, impediscono di maturare una pensione consistente e, in molti casi, il trattamento pensionistico si attesta sotto la pensione minima.

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