Invalidità pensionabile e civile: agevolazioni e differenze

Scopri le differenze fra invalidità pensionabile e civile. Vediamo a quali prestazioni economiche danno diritto.
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22/3/23

Invalidità civile e invalidità pensionabile, quali differenze ci sono nel calcolo della riduzione della capacità lavorativa? Ne parliamo in questo articolo, dove facciamo il punto anche sui trattamenti assistenziali o previdenziali previsti (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile e sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

INDICE:

Invalidità civile e invalidità pensionabile

Il riconoscimento dell’invalidità civile avviene dopo che la commissione medica ha accertato una riduzione generica della capacità lavorativa. In questo caso non vengono presi in considerazione il tipo di lavoro o le competenze della persona invalida.

Le valutazioni sono legate alle linee guida per ogni patologia e vengono inserite nelle tabelle Inps per l’invalidità civile.

Le diverse percentuali di disabilità forniscono il diritto a beneficiare di prestazioni economiche differenti da parte dell’Inps, legate alla percentuale di invalidità e alla conseguente riduzione della capacità lavorativa.

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Invalidità civile e invalidità pensionabile: agevolazioni

Ci sono delle prestazioni assistenziali riconosciute ai cittadini invalidi civili, il cui pagamento non è legato ai contributi versati, ma allo stato di bisogno del cittadino. Per esempio:

  • con il 33% di invalidità civile si ha possibilità di richiedere protesi e ausili;
  • con il 51% di invalidità civile è possibile beneficiare di congedi per cure 30 giorni l’anno per il settore privato;
  • con il 74% e determinati requisiti di reddito si ha diritto all’assegno di assistenza;
  • con più del 74% di invalidità si possono ottenere due mesi di contributi figurativi per ogni anno di lavoro;
  • con il 100% di invalidità civile e determinati limiti di reddito si ha diritto alla pensione di inabilità civile.

L’indennità di accompagnamento, invece, spetta alle persone con invalidità civile al 100%, che non riescono a svolgere da sole azioni della vita quotidiana come mangiare, camminare o lavorarsi.

Cos’è l’invalidità specifica?

L’invalidità pensionabile o invalidità specifica danno diritto alle prestazioni previdenziali, come l’assegno ordinario o la pensione di inabilità al lavoro.

Per il riconoscimento di queste misure di sostegno, la commissione medica deve verificare la capacità lavorativa di chi viene visitato, rispetto alle precedenti attività che ha svolto.

In questi casi, oltre al tipo di patologia rilevata, si considera anche la mansione da svolgere.

Invalidità civile e invalidità pensionabile: assegno ordinario di invalidità

Con una riduzione della capacità lavorativa di almeno due terzi, si può avere diritto all’assegno ordinario di invalidità. Questa misura di sostegno richiede il versamento di almeno 5 anni di contributi, di cui tre avvenuti negli ultimi cinque anni e l’importo cambia proprio rispetto ai contributi versati.

Gli iscritti alla gestione INPS dei dipendenti pubblici non hanno diritto all’assegno ordinario di invalidità, che può essere ridotto quando vengono superati alcuni limiti di importo.

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Invalidità civile e invalidità pensionabile: pensione di inabilità

Con almeno 15 o 20 anni di contributi è possibile accedere alla pensione di inabilità per mansioni, dopo aver terminato il servizio, o alla pensione di inabilità per proficuo lavoro, se il cittadino non può più svolgere la propria occupazione in modo costante.

I dipendenti pubblici e quelli privati iscritti all’Inps possono avere diritto alla pensione di inabilità al lavoro. Questo accade se la commissione accerta l’impossibilità permanente e assoluta di svolgere un’attività lavorativa.

La pensione di inabilità al lavoro richiede almeno 5 anni di contributi versati, di cui 3 negli ultimi 5 anni. L’importo si calcola sulla base dei contributi versati. Una maggiorazione contributiva, per un massimo di 40 anni, viene riconosciuta se l’assistito ha meno di 60 anni.

Invalidità civile e invalidità pensionabile: pensione di vecchiaia anticipata

La pensione di vecchiaia anticipata spetta ai lavoratori con una invalidità pensionabile di almeno l‘80% e un minimo contributivo di 20 anni. Il requisito anagrafico prevede 61 anni per gli uomini e 56 per le donne.

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