Vediamo in questo post come dividere i permessi 104 a ore tra 2 caregiver. Ovvero quali sono le procedure e i calcoli da effettuare per restare nei limiti previsti dalla normativa. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.

Guida sui Permessi 104: tutto quello che devi sapere e le eccezioni
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Indice
Cosa sono i permessi 104?
Li ha introdotti l’articolo 33 della Legge 5 febbraio 1992 n. 104: tre giornate di assenza retribuita al mese, frazionabili in un monte ore equivalente (18 ore in uno schema “classico” di 36 ore su sei giorni, oppure (orario settimanale ÷ giorni lavorativi) × 3 se l’orario è diverso).
Servono a chi ha una disabilità grave, o a chi lo assiste, per terapie, controlli o semplicemente per “esserci” senza perdere stipendio o contributi. L’indennità la mette l’INPS, il lavoratore continua a figurare presente a tutti gli effetti (ferie, tredicesima, anzianità).
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A chi spettano e come si richiedono?
Il diritto scatta quando una commissione medico‑legale certifica la “situazione di gravità” (art. 3 comma 3, legge 104). Tre le platee interessate:
- il lavoratore disabile grave;
- il familiare che lo assiste (coniuge, parte di unione civile o convivente di fatto, parenti e affini fino al 3° grado, e dal 2022 anche i suoceri in talune situazioni);
- i genitori di minori con disabilità grave, che hanno uno schema un po’ diverso ma qui non ci interessa.
La domanda si presenta online in area MyINPS (“Permessi retribuiti legge 104/92”) con SPID, CIE o CNS; si allega il verbale sanitario, si indica il datore di lavoro e si aspetta l’autorizzazione che arriva via PEC sia al richiedente sia all’azienda.
Da settembre 2023 è disponibile anche la funzione Variazione, utile per cambiare orario, datore o modalità di fruizione senza rifare tutto da capo.
Come dividere i permessi 104 a ore tra 2 caregiver?
Fino al 2022 la regola del “referente unico” ammetteva un solo familiare per ciascun disabile.
Il Decreto legislativo 30 giugno 2022 n. 105 l’ha abolita: dal 13 agosto 2022 il limite resta di tre giorni complessivi al mese, ma questi possono essere chiesti “in via alternativa” da più aventi diritto. La circolare INPS e la scheda‑servizio aggiornata sul portale spiegano che:
- ciascun caregiver presenta la propria domanda telematica, allegando la dichiarazione dell’assistito che autorizza quell’assistente;
- l’INPS rilascia due (o più) provvedimenti di autorizzazione, ciascuno con scritto che i tre giorni/il monte ore spettano pro quota e in alternativa; il sistema blocca automaticamente eventuali sovrapposizioni INPS;
- i due caregiver devono coordinarsi: possono decidere, per esempio, che uno usi 10 ore e l’altro le 8 rimaste, o che uno prenda un intero giorno e l’altro frazioni le ore residue. Basta non superare il plafond mensile.
Per trasformare i “giorni” in “ore” si usa la stessa formula citata all’inizio: dividere l’orario settimanale per i giorni effettivamente lavorati e moltiplicare per tre.
Facciamo un caso concreto: con 40 ore settimanali su cinque giorni la soglia mensile è 24 ore. I due caregiver potrebbero accordarsi così: 14 ore il coniuge, 10 ore la sorella. Se il disabile è egli stesso lavoratore dipendente e vuole usare i permessi per sé, il suo monte ore resta autonomo: i tre giorni (o l’equivalente in ore) spettano sia a lui sia, in parallelo, ai familiari.
E quindi, oggi il nodo non è più “se” due caregiver possano condividere i permessi – la risposta è sì – ma come farlo senza sforare il tetto mensile. Il trucco è farsi bene i conti (la formula non mente), presentare domande telematiche distinte e, soprattutto, parlare fra di voi e con i rispettivi datori di lavoro: la legge è dalla vostra parte, basta organizzarsi.

