Visita per l’invalidità, tutte le regole

Ci sono delle regole per la visita di invalidità che vanno seguite, altrimenti si rischia che non vada a buon fine o che venga applicata una percentuale minore. Vediamo quali sono queste regole.
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13/02/2023

Quale documentazione bisogna portare alla visita per l’invalidità? Se non mi presento di fronte alla Commissione perché ho un problema, verrò nuovamente convocato a visita? Posso farmi accompagnare da un mio medico di fiducia? Quali sono le regole per la visita di invalidità? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

La visita di invalidità conclude la procedura per il riconoscimento della percentuale di invalidità, che sarà necessaria per determinare il numero e l’entità delle prestazioni economiche e delle agevolazioni a cui hai diritto.

La percentuale verrà indicata all’interno del verbale che la Commissione dell’ASL redigerà a fine visita e di cui ti rilascerà copia.

È necessario però seguire delle regole per la visita di invalidità, in modo che tutto possa andar liscio, senza rischiare di vedersi attribuita una percentuale minore o, nei casi peggiori, di non vedersi riconosciuta l’invalidità.

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Vediamo quali sono queste regole e come prepararsi al meglio allo step conclusivo per il riconoscimento dell’invalidità.

Indice

Quali sono le regole per la visita di invalidità?

Elenchiamo le principali regole per la visita di invalidità, per poi parlarne nel dettaglio nei prossimi paragrafi.

Le regole per la visita di invalidità seguono le indicazioni che ti vengono riportate sulla lettera di convocazione a visita di invalidità inviata dall’ASL. Nel dettaglio, dovrai:

  • presentarti nel giorno, mese e ora indicati presso la sede dell’ASL indicati nella lettera;
  • se sei impossibilitato a recarti nel giorno e nell’ora indicati, dovrai darne tempestiva comunicazione;
  • dovrai portare con te tutta la documentazione sanitaria e l’altra documentazione richiesta dall’ASL nella lettera di convocazione;
  • potrai presentarti alla visita accompagnato da un medico di tua fiducia.

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Nel video sotto viene spiegato cosa fare se la visita per l’invalidità è andata male:

Regole per la visita di invalidità: presentati nella data e presso la sede indicati nella lettera di convocazione dell’ASL

La prima delle regole per la visita di invalidità è quella di presentarti il giorno e l’ora, presso la sede dell’ASL indicati nella lettera di convocazione che hai ricevuto a domicilio.

Se in quel giorno non puoi recarti a visita, per esempio perché hai programmato un intervento o un esame diagnostico importante, dovrai comunicare il prima possibile l’impedimento all’ASL, la quale fisserà una nuova data per la visita.

Ricorda sempre di comunicarlo, perché se non lo farai, la Commissione annullerà la tua domanda per invalidità e dovrai ripetere tutta la procedura.

Inoltre, se sarai assente alla seconda convocazione, l’assenza verrà considerata a tutti gli effetti come una rinuncia alla domanda, con perdita di efficacia della stessa (articolo 5, comma 1, del D.M. 387/1991).

Se invece non puoi presentarti perché hai dei problemi di salute, puoi fare domanda per visita a domicilio. In quel caso, l’ASL ti contatterà per comunicarti, almeno 4 giorni prima, una nuova data per la visita di invalidità, che verrà effettuata a casa tua.

La visita della commissione medica: vediamo come funziona l’accertamento medico legale e la procedura per chiedere la visita. Da chi è composto e come funziona l’organismo per l’accertamento dell’invalidità, la disabilità e l’handicap. Tutto quello che bisogna sapere.

Regole per la visita di invalidità: puoi portare con te il tuo medico di fiducia o uno specialista

Le regole per la visita di invalidità prevedono che tu abbia la possibilità di farti assistere dal tuo medico di fiducia (articolo 1, comma 4, Legge 295/1990).

Il medico che ti accompagnerà non avrà alcun potere decisionale sul riconoscimento dell’invalidità o sulla percentuale che ti sarà applicata.

Potrà eventualmente rispondere alle domande della Commissione in merito alla tua condizione di salute, ma in quella sede sarà semplicemente un testimone della procedura e della valutazione che verrà sempre e comunque fatta esclusivamente dalla Commissione Medica dell’ASL, integrata da un medico dell’INPS.

Successivamente, in caso di ricorso avverso alla decisione della Commissione, potrà eventualmente riportare la sua testimonianza di fronte al giudice.

Tabelle invalidità civile: scopri quali sono tutti i gradi di invalidità attribuiti alle singole patologie.

Regole per la visita di invalidità: quale documentazione esibire

Le regole per la visita di invalidità in merito alla documentazione che dovrai portare con te, sono contenute sempre nella lettera di convocazione a visita.

L’ASL, infatti, nella lettera precisa che dovrai presentare:

  • la documentazione sanitaria per la valutazione dell’invalidità o dell’handicap ai sensi della Legge 104/1992;
  • un documento di identità in corso di validità;
  • stampa dell’originale del certificato medico introduttivo che il tuo medico curante ha inviato all’INPS all’inizio della procedura per la domanda per invalidità civile.

Soffermiamoci sul tipo di documentazione che va presentata in base alla richiesta che farai.

Su TheWam.net abbiamo parlato anche di come evitare errori durante la visita per l’invalidità.

Regole per la visita di invalidità
Visita per l’invalidità, tutte le regole. Nella foto: un medico e una paziente

Regole per la visita di invalidità in caso di prima domanda

Le regole per la visita di invalidità in caso di prima domanda, in relazione alla documentazione sanitaria da presentare, prevedono che tu esibisca tutti gli esami diagnostici e clinici effettuati e che certificano la patologia o la menomazione per cui richiedi il riconoscimento dell’invalidità.

Precisiamo che la regola generale, ovvero che vale in tutti i casi, è quella di non presentare una documentazione anteriore a un anno, soprattutto se si tratta di una revisione o di una domanda di aggravamento.

La documentazione sanitaria deve aiutare la Commissione a inserire le infermità nelle classi funzionali corrette. Quindi è indispensabile, dove indicato, fornire documentazione medica specialistica che permetta di porre anche una diagnosi funzionale delle infermità.

Per esempio, se l’infermità deve essere inserita nella classe delle cardiopatie, è necessario presentare la documentazione relativa a una visita cardiologica con ECG, ecocardiogramma e valutazione della classe funzionale NYHA.

Se la patologia riguarda un deficit visivo, una visita oculistica con visus corretto ed esame del fundus. Se utile, anche un esame campimetrico binoculare percentualizzato.

In questo approfondimento ti mostriamo quali esami bisogna presentare per richiedere l’invalidità per malattie cardiache e a quali agevolazioni hai diritto in base alla percentuale di invalidità attribuita.

In sintesi: tutta la documentazione sanitaria prodotta deve certificare la patologia a cui verrà riconosciuta la percentuale di invalidità e quindi deve essere completa, esauriente e preferibilmente recente.

Tempi d’attesa per visite ed esami: vediamo quanto tempo bisogna aspettare per un esame o una visita prenotati tramite il Servizio Sanitario Nazionale.

Regole per la visita di l’invalidità sottoposta a revisione

In caso di revisione dell’invalidità, è necessario presentare quanto più possibile una documentazione sanitaria recente, in modo che la Commissione Medica possa fare un paragone tra l’invalidità accertata precedentemente ed eventuali peggioramenti o miglioramenti.

In questo articolo parliamo di revisione dell’invalidità e miglioramento della salute, cioè di cosa succede se le condizioni di salute cambiano e a cosa potresti rinunciare.

Regole per la visita di invalidità in caso di indennità di accompagnamento

Le regole per la visita di invalidità in caso di richiesta dell’indennità di accompagnamento prevedono che la documentazione sanitaria sia più completa possibile.

Questo, per permettere alla Commissione di certificare, grazie ad adeguata certificazione probante, la condizione di non autosufficienza.

In questi casi la Commissione è più attenta che mai, visti i numerosi casi passati di falsi invalidi che hanno goduto di trattamenti economici per nulla spettanti, come appunto l’indennità di accompagnamento.

Ovviamente, in caso di pazienti permanentemente allettati, le certificazioni servono non per l’indennità di accompagnamento, diritto chiaramente evidente, ma per la concessione di presidi per le piaghe di decubito, per esempio.

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