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Tumore al seno, questo farmaco riduce rischio recidiva

Tumore al seno, questo farmaco riduce rischio recidiva: lo dimostra uno studio americano. Il ribociclib abbassa la possibile recidiva del 25 per cento. Potrebbe aiutare solo in Italia 20.000 donne ogni anno. Grande attesa per l’arrivo della terapia.
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03/06/2023

Tumore al seno, questo farmaco riduce rischio recidiva: lo dimostra uno studio condotto su 5.000 persone colpite dal cancro. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

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In particolare lo studio ha riguardato persone con un tumore al seno positivo per i recettori ormonali e negativo per il recettore Her 2. Per intenderci è il tipo di tumore alla mammella più diffuso (il 67 per cento dei casi).

Potrebbe interessarti un articolo che spiega cosa fare dopo aver ricevuto una diagnosi di tumore al seno; per la prevenzione del tumore potrebbe essere presto sufficiente anche un esame del sangue; ti segnaliamo anche un post che indica quali sono i cinque segni premonitori del cancro; e infine abbiamo verificato quali sono i 149 centri oncologici in Italia, Regione per Regione.

Tumore al seno: recidiva meno 25 per cento

Questa nuova terapia mirata è efficace per il tumore al seno allo stadio iniziale, il rischio di recidiva si abbassa del 25 per cento.

Si tratta di una terapia adiuvante, viene cioè prescritta dopo la chirurgia e prevede l’utilizzo della molecola ribociclib in associazione con la terapia ormonale.

I dati dello studio, che potrebbe avere degli effetti significativi per la prevenzione della recidiva nelle donne che sono state già colpite dal tumore al seno, sono ormai nella fase 3 e saranno pubblicati sul New England Journal of Medicine. 

La ricerca è stata presentata in anteprima al congresso della Società americana di oncologia clinica. Nella relazione si legge: «L’aggiunta del farmaco terapeutico mirato ribociclib alla terapia ormonale (endocrina) ha mostrato un significativo miglioramento della sopravvivenza libera da malattia invasiva (iDFS) per le persone con carcinoma mammario in stadio iniziale HR-positivo e HER2-negativo».

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Tumore al seno: lo studio

Sono stati dunque coinvolti nello studio 5.102 pazienti, uomini e donne in premenopausa e post menopausa con carcinoma mammario allo stadio IIA, IIB o III HR positivo, HR negativo, a rischio di recidiva (HR sta per ormone recettore).

I pazienti sono stati suddivisi:

  • 2.549 hanno ricevuto ribociclib con terapia ormonale;
  • 2.552 hanno ricevuto la sola terapia ormonale.

Dopo 34 mesi, il 20,2 per cento dei partecipanti al gruppo ribociclib ha completato 3 anni di trattamento e il 56,8 per cento ha completato 2 anni di trattamento.

I pazienti che hanno avuto una recidiva sono stati:

  • il 7,4 per cento tra i pazienti nel gruppo ribociclib;
  • il 9,4 per cento tra i pazienti con sola terapia ormonale.

Ma non solo: l’aggiunta di ribocliclib ha portato a un significativo miglioramento dei tassi di sopravvivenza:

  • nel gruppo con ribociclib ha raggiunto il 90,4 per cento;
  • nel gruppo con sola terapia ormonale ha raggiunto l’87,1 per cento.

Dopo l’elaborazione di questi numeri gli studiosi hanno concluso che l’aggiunta di ribociclib ha ridotto il rischio di recidiva del 25 per cento.

Tumore al seno: conclusione dello studio

Nella conclusione dello studio presentato all’Asco (American Society of Clinical Oncology) si legge: «L’aggiunta di ribociclib alla terapia ormonale ha mostrato un miglioramento significativo del tasso di sopravvivenza (l’iDFS) per un’ampia popolazione di persone con carcinoma mammario in stadio iniziale HR-positivo e HER2-negativo, comprese quelle con cancro che non si era diffuso ai linfonodi, supportandolo come possibile nuova opzione terapeutica per questi pazienti».

Tumore al seno: effetti avversi

Per i pazienti che sono stati trattati con ribociclib gli effetti avversi più comuni sono stati:

  • neutropenia (la riduzione dei neutrofili in circolo, che aumento il rischio di gravi infezioni);
  • dolore articolare.

Gli effetti avversi sul sistema gastrointestinale e sulla sensazione di affaticamento sono stati molto bassi.

Per i pazienti che sono stati invece trattati con la sola terapia ormonale gli effetti avversi più comuni sono stati:

  • dolori articolari
  • vampate di calore.

Tumore al seno: come funziona il ribociclib

Questa terapia inibisce le piccole molecole. Prende di mira la proteine nelle cellule del cancro al seno (CDK4 e CDK6), sono quelle che modulano la crescita cellulare, inclusa quindi anche la crescita delle cellule tumorali.

Il ribociclib ha già mostrato di fornire benefici in termini di sopravvivenza nelle persone con malattia metastatica, con lo studio in corso i ricercatori hanno dimostrato che può anche migliorare i risultati per le persone con malattia allo stadio iniziale, comprese quelle con un cancro che non si è ancora diffuso ai linfonodi.

Tumore al seno: prossimi passi

I risultati sono molto importanti e possono rappresentare un punto di svolta. I prossimi passi prima che la terapia venga approvata definitivamente sono questi:

  • valutare in che modo l’aggiunta di ribociclib alla terapia ormonale incide sulla qualità della vita dei pazienti;
  • osservazione dei risultati a lungo termine.

Tumore al seno: dati in Italia

Il tumore al seno è il più frequente in tutta la popolazione: in Italia nel 2022 sono stati stimati 55.700 nuovi casi

La terapia adiuvante dopo l’intervento è già considerata una dei maggiori successi oncologici degli ultimi anni: la sopravvivenza ha raggiunto l’88 per cento (in Italia è tra le più alte d’Europa).

Purtroppo per molte pazienti non ci sono strumenti efficaci per ridurre in modo sostanziale il rischio di recidiva, per questo motivo i medici sperano che la terapia sperimentata negli Stati Uniti sia disponibile il prima possibile anche nel nostro Paese. Si tratta di un’opportunità che riguarda 20.000 donne ogni anno in Italia.

Le pazienti con questo tipo di tumore alla mammella restano a rischio recidiva. I dati sono piuttosto evidenti: il cancro si ripresenta in un terzo dei casi inizialmente in stadio II e nella metà di quelli che hanno esordito in stadio III.

Lo studio americano potrebbe rivelarsi determinante per tutte queste donne.

Tumore al seno, questo farmaco riduce rischio recidiva
Nella foto una donna visitata per un sospetto tumore al seno

FAQ (domande e risposte)

Qual è il tipo di tumore al seno più diffuso?

Il tipo di tumore al seno più diffuso è quello positivo per i recettori ormonali e negativo per il recettore Her 2, rappresentando il 67% dei casi.

Come funziona la nuova terapia mirata per il tumore al seno?

La nuova terapia mirata è un trattamento adiuvante che viene prescritto dopo la chirurgia. Utilizza la molecola ribociclib in associazione con la terapia ormonale.

Quali risultati ha mostrato lo studio sulla nuova terapia?

Lo studio ha dimostrato che la terapia riduce il rischio di recidiva del tumore al seno dello stadio iniziale del 25%.

Quali sono stati i tassi di sopravvivenza dei pazienti nel gruppo che ha ricevuto ribociclib?

Nel gruppo che ha ricevuto ribociclib, la sopravvivenza è stata del 90,4%, mentre nel gruppo che ha ricevuto solo terapia ormonale, è stata dell’87,1%.

Quali sono stati gli effetti avversi più comuni per i pazienti trattati con ribociclib?

Gli effetti avversi più comuni per i pazienti trattati con ribociclib sono stati neutropenia, che aumenta il rischio di gravi infezioni, e dolore articolare.

Come funziona il ribociclib nel trattamento del tumore al seno?

Il ribociclib inibisce le piccole molecole e prende di mira le proteine nelle cellule del cancro al seno (CDK4 e CDK6), che modulano la crescita cellulare, inclusa la crescita delle cellule tumorali.

Quali sono i prossimi passi prima che la terapia con ribociclib venga approvata definitivamente?

I prossimi passi sono valutare in che modo l’aggiunta di ribociclib alla terapia ormonale incide sulla qualità della vita dei pazienti e osservare i risultati a lungo termine.

Quali sono i dati relativi al tumore al seno in Italia?

Il tumore al seno è il più frequente in Italia, con 55.700 nuovi casi stimati nel 2022. La terapia adiuvante dopo l’intervento ha raggiunto una sopravvivenza dell’88%.

Perché è così importante la disponibilità della nuova terapia con ribociclib in Italia?

Non ci sono attualmente strumenti efficaci per ridurre in modo sostanziale il rischio di recidiva. La nuova terapia riguarderebbe circa 20.000 donne ogni anno in Italia.

Qual è il tasso di recidiva del tumore al seno?

I dati mostrano che il cancro si ripresenta in un terzo dei casi inizialmente in stadio II e nella metà di quelli esorditi in stadio III.

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