Successione con erede invalido: cosa dice la legge

Successione con erede invalido: scopri cosa cambia con l’eredità in caso di figlio disabile.
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17/05/2022

La parola successione ha spesso creato attriti e, in alcuni casi, vere e proprie rotture familiari. Infatti, è proprio nella divisione dell’eredità che talvolta si trova la causa principale di tali “rotture”. Ma cosa succede se in famiglia c’è un figlio disabile? Scopriamo quali sono le regole previste dal Codice Civile sulla successione con erede invalido (scopri le ultime notizie sull’invalidità civile e sulla Legge 104. Unisciti a Telegram e WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Indice

Successione con erede invalido: quali agevolazioni ci sono?

Come sappiamo, per una persona disabile può essere complicato inserirsi nella società e nel mondo del lavoro a causa di menomazioni fisiche o mentali (il sito di TheWam.net ha spiegato le differenze fra handicap, invalidità civile e disabilità). Per questo, lo Stato prevede una serie di agevolazioni per tutelare i diritti di queste persone e per far sì che non si sentano escluse o svantaggiate rispetto agli altri.

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Al di là delle agevolazioni, però, ci sono anche molti aspetti pratici da dover gestire quando in famiglia è presente una persona invalida, per esempio per quanto riguarda le questioni patrimoniali. Ed è proprio di questo che parleremo in questo articolo, cercando di rispondere alla seguente domanda: come ci si comporta in caso di successione con erede disabile?

Se vuoi scoprirlo, ti invitiamo a leggere i prossimi paragrafi. Intanto potresti trovare utile le tabelle con tutte le agevolazioni per l’invalidità civile e lo speciale con i benefici dedicati ai familiari che assistono le persone disabili.

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Regole generali di successione

Prima di parlare di eredità al figlio disabile, è necessario fare chiarezza sulla successione in generale. Ecco cosa c’è da sapere.

Innanzitutto, ogni figlio è un erede legittimo: questo vuol dire che a tutti i figli spetta sempre una quota di eredità, anche quando il genitore non ha lasciato un testamento.

La percentuale di patrimonio che spetta agli eredi è chiamata “quota di legittima”, mentre le persone che hanno diritto a questa quota si chiamano “legittimari”. I legittimari, secondo l’art. 536 del nostro Codice Civile, sono il coniuge, i figli e, in loro assenza, i cosiddetti ascendenti (ossia genitori, nonni e altri parenti legati in linea retta con la persona defunta).

Eredità al figlio disabile: cosa cambia?

Quando tra gli eredi c’è una persona disabile si potrebbe pensare che ci siano differenze di trattamento rispetto agli altri figli. In verità, non è proprio così: l’erede disabile ha diritto alla stessa quota degli altri eredi.

C’è, tuttavia, una piccola agevolazione per quanto riguarda l’imposta sulle donazioni, cioè l’imposta da pagare quando il valore dell’eredità supera una certa cifra.

Generalmente, la franchigia prevista per i figli è di 1 milione di euro (superato questo valore, si applica un’aliquota del 4%). Invece, in caso di figlio invalido, la franchigia sale a 1.500.000 euro. Inoltre, vi sono anche dei casi di esenzione dall’imposta, che abbiamo descritto in questa guida di TheWam dedicato alla successione agevolata con la Legge 104.

Successione con erede invalido: come ricevere l’eredità

Se ti stai chiedendo, come sarebbe lecito, se il figlio disabile può concretamente ricevere l’eredità, considerata la sua condizione di invalido, la risposta è sì, può riceverla. Tuttavia, ci sono delle precisazioni da fare nel caso in cui un giudice abbia dichiarato il soggetto disabile incapace di agire per se stesso.

Generalmente, in questi casi si procede con la nomina di un tutore o di un amministratore di sostegno, entrambi nominati dal Giudice Tutelare. La differenza principale tra queste due figure è che mentre il tutore è un rappresentante legale che agisce sempre per conto del beneficiario (in questo caso del soggetto disabile), l’amministratore di sostegno ha con il beneficiario un rapporto di collaborazione, quindi non è tenuto a sostituirlo, bensì ad assisterlo in caso di necessità. Ma cosa comporta questa differenza in termini di eredità? Lo vediamo subito.

Il tutore deve accettare l’eredità per conto del figlio disabile con beneficio di inventario (dopo essere stato autorizzato dal Giudice Tutelare). Il beneficio di inventario, come forse ti starai chiedendo, è un modo per accettare l’eredità senza rischiare di subire dei danni sul proprio patrimonio personale a causa di debiti lasciati dal defunto. In poche parole, grazie a questo beneficio, il debito lasciato dal defunto (per es. un genitore) non potrà essere estinto attraverso i beni personali del figlio, cioè quelli che possedeva prima della successione, ma solo tramite i beni ereditati.

Invece, in presenza di un amministratore di sostegno, l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario può avvenire solo se questo sia stato previsto al momento della nomina dell’amministratore.

In ogni caso, è bene tenere a mente che il tutore e l’amministratore di sostegno non possono essere nominati eredi dell’incapace, a meno che non siano stati nominati eredi prima di diventare tutore o amministratore.

Successione con erede invalido
Successione con erede invalido: cosa succede

Successione con erede invalido: come fare testamento

Così come può ricevere l’eredità, il figlio invalido può anche disporre testamento, se si trova nelle condizioni di poterlo fare in autonomia. Tuttavia, qualora venisse messa in discussione la sua capacità di intendere e di volere al momento della redazione del testamento, quest’ultimo può essere contestato (ed eventualmente annullato).

Nel caso in cui l’erede disabile sia beneficiario di un amministratore di sostegno, la legge prevede che l’amministratore collabori con l’erede in sede di testamento solo se vi sono gravi patologie che potrebbero limitarne la capacità di intendere e di volere (e in ogni caso, solo previa decisione del Giudice Tutelare).

Infine, se il figlio disabile è dichiarato completamente incapace (cioè interdetto), non gli è consentito manifestare le ultime volontà in un testamento.

Successione con erede invalido: modi per garantire l’eredità

Come dicevamo all’inizio dell’articolo, spesso la divisione dell’eredità (specialmente tra fratelli e sorelle) è causa di vari problemi familiari, tanto da far uscire il lato peggiore di ognuno dei suoi componenti. Proprio per questa ragione, un genitore può adottare alcuni metodi per garantire che il proprio figlio disabile riceva l’eredità spettante. Ovviamente, la speranza di tutti sarebbe che ci si comporti bene, ma in alcuni casi prevenire è meglio che curare.

Esistono quattro ben 4 modi per garantire l’eredità al figlio disabile. Quali sono? Lo scoprirai solo leggendo.

Successione con erede invalido: donazioni

Il primo metodo per garantire l’eredità al figlio disabile è quello delle donazioni. Vediamo subito di cosa si tratta.

Il genitore può decidere, mentre è ancora in vita, di dividere il proprio patrimonio tramite donazioni, a cui si applicano le stesse imposte di successione menzionate qualche paragrafo più su. Così facendo, il genitore potrà disporre subito il passaggio di proprietà dei beni e quindi rispettare le quote di legittima previste. Ovviamente, per assicurarsi che in un futuro non ci siano contestazioni da parte dei legittimari, l’ideale sarebbe avvalersi di un buon notaio o avvocato.

Successione con erede invalido: vincolo di destinazione

Il vincolo di destinazione è un altro metodo molto utile e pratico ai fini dell’eredità. In base a questo vincolo, il genitore può decidere che uno o più immobili siano destinati a uno scopo preciso, come ad esempio una disponibilità economica per il figlio disabile. L’utilità del vincolo di destinazione è che in questo modo il bene non potrà mai essere oggetto di pignoramento.

Inoltre, il vincolo di destinazione può durare novant’anni o tutta la vita del beneficiario.

Successione con erede invalido: esecutore testamentario

Visto che la sicurezza non è mai troppa (talvolta al limite della paranoia), esiste un modo per assicurarsi che quanto viene scritto nel testamento venga messo in pratica all’occorrenza. Quello di cui stiamo parlando è l’esecutore testamentario: una persona prescelta dal genitore in base a specifici parametri di comportamento e di legge, che dovrà assicurare l’esecuzione delle sue volontà.

L’esecutore testamentario, in breve, vale da ulteriore rafforzamento dei ruoli di tutore e amministratore di sostegno per garantire che il soggetto disabile riceva l’eredità.

Successione con erede invalido: dopo di noi

Infine, l’ultimo ma non per importanza, è il metodo della legge sul “dopo di noi” (legge 122/2016). Si tratta di una legge tanto recente quanto importante, poiché serve a sostenere quelle persone con disabilità grave che, per qualche ragione, non possono contare sul sostegno della propria famiglia.

In base a questa legge, è possibile attribuire un vincolo di destinazione su beni immobili e beni mobili iscritti in pubblici registri, allo scopo di garantire i beni essenziali per la vita del disabile, per esempio la casa.

Inoltre, le risorse utili a garantire la protezione delle persone con disabilità grave sono attinte da un Fondo appositamente istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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