Ti spiego in questo post se servono i contributi per avere l’assegno sociale o se la misura, che è di tipo assistenziale, può essere erogata, a determinate condizioni di reddito, anche a chi non ha mai lavorato. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.

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Indice
Cos’è l’assegno sociale?
È una prestazione assistenziale – non una pensione contributiva – pensata come “rete di sicurezza” per chi ha poche risorse economiche in età anziana.
È stata introdotta dall’articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che dal 1° gennaio 1996 ha sostituito la vecchia pensione sociale.
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La sua natura è stata ribadita anche dalla Corte costituzionale: l’assegno sociale non dipende da carriere lavorative o versamenti, ma dal bisogno economico e dall’età; rientra, nel linguaggio del diritto UE, tra le “prestazioni speciali in denaro di carattere non contributivo” (Reg. n. 883/2004, All. X), che garantiscono un reddito minimo in via suppletiva.
Inoltre l’INPS precisa che l’assegno è esente da IRPEF, non esportabile e non cedibile, sequestrabile o pignorabile.
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A chi spetta e a quanto ammonta?
Nel 2025 spetta a chi ha almeno 67 anni, residenza effettiva in Italia e redditi inferiori ai limiti fissati ogni anno. Per il 2025 l’importo mensile è 538,69 euro per 13 mensilità, con soglia annua pari a 7.002,97 euro (singoli) e 14.005,94 euro (coniugati). L’assegno intero spetta a chi non ha redditi (o, se coniugato, a chi ha un reddito coniugale sotto la soglia annua dell’assegno); in presenza di redditi, l’INPS lo riduce fino a concorrenza.
La decorrenza è dal primo giorno del mese successivo alla domanda e il possesso dei requisiti viene verificato ogni anno.
Un ulteriore paletto, valido per tutti (italiani e stranieri), è il soggiorno legale e continuativo in Italia per almeno 10 anni. Per i cittadini di Paesi terzi resta inoltre la condizione – confermata dalla Corte costituzionale, sent. n. 50/2019 – del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo (la vecchia “carta di soggiorno”), richiesta dall’art. 80, comma 19, della legge 388/2000. Su questo punto, la Consulta con ordinanza n. 29/2024 ha anche rimesso una questione pregiudiziale alla Corte di giustizia UE, ma il quadro applicativo attuale resta quello appena descritto.
Servono i contributi per avere l’assegno sociale?
La risposta, netta, è no: non servono contributi. L’assegno sociale è non contributivo per definizione e si ottiene se ci sono età, residenza e requisiti reddituali previsti dalla legge, a prescindere da quanti anni si è lavorato o se non si è mai lavorato.
È la stessa architettura normativa a dirlo: lo stabilisce l’art. 3, comma 6, L. 335/1995; lo ribadisce l’INPS nella propria scheda ufficiale; lo conferma la Corte costituzionale qualificandolo come misura meramente assistenziale, distinta dalle pensioni fondate sui versamenti. In breve: per l’assegno sociale contano reddito e residenza, non i contributi.

