Cosa fare se il datore di lavoro rifiuta il congedo 104?

Vediamo in questo post cosa deve fare il lavoratore se l’azienda rifiuta di concedere il congedo straordinario legge 104 per assistere un familiare con disabilità grave.

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Cos’è e a chi spetta il congedo straordinario legge 104?

È un’assenza retribuita fino a un massimo di due anni complessivi nell’arco della vita lavorativa, riconosciuta a chi assiste un familiare con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992. 

Nasce dall’articolo 42 del decreto legislativo 151/2001 ed è stato aggiornato nel tempo: oggi la platea comprende anche il convivente di fatto e la convivenza può essere instaurata dopo la domanda, purché sussista per tutta la fruizione. 

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Restano fermi i paletti storici: niente congedo se la persona da assistere è ricoverata a tempo pieno, salvo specifiche eccezioni mediche; il diritto non spetta a autonomi, parasubordinati, lavoratori domestici, a domicilio e agricoli giornalieri. Durante il congedo si percepisce un’indennità pari all’ultima retribuzione riferita alle voci fisse e continuative, con copertura di contribuzione figurativa; ferie, tredicesima e TFR non maturano. 

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A chi spetta e come richiederlo (pubblico e privato)?

Nel settore privato si presenta domanda telematica all’INPS tramite il servizio “Indennità per congedi straordinari”, anche con l’aiuto di un patronato o del contact center. 

L’Istituto verifica i requisiti, l’ordine di priorità tra i familiari e la convivenza; se autorizza, l’indennità viene normalmente anticipata in busta paga dal datore e conguagliata nei flussi contributivi. L’ordine di priorità, dopo le modifiche del 2022, è chiaro: prima coniuge/parte dell’unione civile/convivente di fatto convivente; poi, se mancano o sono deceduti o affetti da patologie invalidanti, i genitori; quindi i figli conviventi; in ulteriore mancanza i fratelli/sorelle conviventi; infine un parente o affine entro il terzo grado convivente. 

La convivenza va instaurata entro l’inizio del periodo richiesto e mantenuta per tutta la durata; il ricovero a tempo pieno dell’assistito, salvo eccezioni documentate dai sanitari, blocca il diritto.

Nel pubblico impiego la richiesta non passa dall’INPS: si presenta all’amministrazione di appartenenza secondo i modelli e le istruzioni interne (per esempio nei Ministeri, l’istanza è trasmessa agli uffici centrali che rilasciano il nulla osta, poi la gestione pratica è curata dall’ufficio personale). Anche qui valgono le stesse condizioni di legge su requisiti, priorità e convivenza.

Cosa fare se il datore di lavoro rifiuta il congedo 104 (pubblico e privato)?

Se la domanda è stata autorizzata (INPS per i privati o amministrazione per i pubblici) e i requisiti ci sono, un diniego fondato solo su “esigenze organizzative” non è conforme all’impianto della normativa: il datore gestisce tempi e adempimenti amministrativi, ma non può svuotare un diritto che la legge riconosce per garantire un’assistenza “permanente, continuativa e globale” alla persona con disabilità grave. In pratica conviene chiedere subito un diniego scritto e motivato e, se si è nel privato, rivolgersi all’Ispettorato Nazionale del Lavoro con una “richiesta di intervento ispettivo” presso l’Ispettorato territoriale competente. Lo strumento è ufficiale e serve proprio a segnalare violazioni di obblighi sul rapporto di lavoro. 

Resta sempre possibile rivolgersi al giudice del lavoro, anche con ricorso d’urgenza, per ottenere l’ordine di concessione del congedo quando i presupposti di legge sono evidenti. 

La giurisprudenza di legittimità, peraltro, richiama che il beneficio va usato correttamente e finalizzato all’assistenza: questo non legittima il datore a negarlo in partenza, ma gli consente di contestare eventuali abusi dimostrati. 

Nel pubblico, se l’ufficio nega o ritarda senza base normativa, ci si muove per iscritto verso l’amministrazione (diffida e richiesta di riesame) e, in mancanza, si adisce il giudice ordinario del lavoro, restando possibile anche segnalare la vicenda all’Ispettorato.

se il datore di lavoro rifiuta il congedo 104
Nell’immagine un datore di lavoro nega il congedo legge 104 a una dipendente.

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