La Regione Lombardia ha ridotto i tagli ai caregiver familiari grazie all’utilizzo dei fondi regionali. Ma non è sufficiente. Le famiglie hanno deciso di continuare la protesta confermando la mobilitazione. Vediamo cosa sta accadendo. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Ridotti i tagli ai caregiver, ma la protesta non si ferma
La Regione Lombardia ha annunciato una revisione dei finanziamenti destinati ai caregiver familiari, un tema che ha sollevato ampie discussioni e proteste.
Grazie all’utilizzo di fondi regionali, si è infatti deciso di ridurre i tagli che erano stati decisi in precedenza. Questa “marcia indietro”, però, non è stata sufficiente ad attenuare le preoccupazioni delle famiglie, che hanno deciso di proseguire con le proteste, confermando la mobilitazione.
Le famiglie hanno inviato lettere al Governo e ai Ministri interessati, oltre ad annunciare manifestazioni pubbliche. Una protesta che ha poi portato, il 28 febbraio scorso, a un incontro con i rappresentanti regionali.
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In quell’occasione, è stata presentata una nuova programmazione per l’assistenza ai non autosufficienti, scaturita da una trattativa con il Ministro del Lavoro. Questo dialogo ha permesso di mitigare i tagli inizialmente previsti, senza tuttavia ripristinarli completamente.
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La delibera nel mirino dei caregiver familiari
La protesta ha riguardato in modo particolare una delibera specifica, identificata come dGDGR 1669. Questo documento prevedeva una riduzione del contributo economico destinato all’assistenza domiciliare dei caregiver familiari, che avrebbe dovuto essere compensata con servizi diretti forniti dai Comuni. Il cambio di rotta si inserisce nel contesto delle disposizioni del Piano Nazionale per la non autosufficienza.
L’assessora regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale e Disabilità, Elena Lucchini, ha chiarito che la misura che prevede la riduzione dei fondi è stata rivista: l’importo decurtato non sarà più compreso tra 200 e 350 euro mensili, a seconda delle categorie interessate, ma si limiterà a una diminuzione di 65 euro al mese.
Questo taglio sarà in parte compensato da un contributo economico aggiuntivo, che potrà raggiungere fino a 85 euro mensili con il ‘Fondo Caregiver‘.
I caregiver potranno ricevere un rimborso fino a 595 euro per il 2024, a condizione che presentino una documentazione che attesti l’acquisto di prestazioni sociali. È importante sottolineare che le persone disabili con bisogni complessi non subiranno alcun taglio, mantenendo le condizioni stabilite nell’anno precedente.
Più risorse dalla regione
E quindi, riassumiamo: la Regione Lombardia ha adottato provvedimenti per modulare i tagli agli importi destinati ai caregiver, grazie a un incremento delle risorse finanziarie a disposizione.
Aumento dello stanziamento di risorse
Elena Lucchini ha evidenziato come la Regione abbia aumentato il suo investimento diretto, passando da 10 milioni di euro iniziali nel 2023 a 14 milioni di euro per l’anno 2024. A questa somma si aggiungono 3,5 milioni di euro, ottenuti grazie all’approvazione di un ordine del giorno durante la discussione del bilancio regionale.
Prossimi passi e il ruolo degli enti locali
Nei giorni a venire, la Regione Lombardia si impegnerà in incontri con enti locali e parti sindacali per discutere e condividere la nuova proposta di supporto.
L’obiettivo è quello di raggiungere una approvazione finale entro la metà di marzo, segnando un passo importante verso un sistema di assistenza più equo e sostenibile.
Il percorso verso l’approvazione
La proposta di bilancio, che include queste misure a favore dei caregiver, è attualmente in fase di valutazione e si prevede che possa essere approvata entro la metà di marzo. Prima di diventare effettiva, tuttavia, serve l’assenso degli Enti locali e delle parti sindacali, un passaggio determinante per garantire che le misure siano attuabili e rispondano adeguatamente alle esigenze delle famiglie coinvolte.
Le famiglie: è solo un piccolo passo
Nonostante gli sforzi della Regione, le associazioni hanno espresso insoddisfazione rispetto alle misure annunciate.
Criticità espresse dalle associazioni
Le famiglie e le associazioni hanno riconosciuto le modifiche come un “piccolo passo”, ma siamo lontani da una risposta almeno sufficiente. Sono state indicate diverse criticità, vediamole nel dettaglio:
- Persistenza dei tagli: nonostante la riduzione, i tagli alle misure di sostegno permangono.
- Mancanza di strutturalità: la riduzione dei tagli riguarda solo l’anno corrente, senza prospettive a lungo termine.
- Impatto sulle nuove domande: le nuove richieste di assistenza subiranno ritardi e potrebbero non beneficiare immediatamente dei servizi potenziati.
- Assenza di dialogo costruttivo: non è stato istituito un tavolo di lavoro che coinvolga le associazioni nella costruzione e implementazione di strategie efficaci.
Le associazioni, in particolare Nessuno è Escluso ODV, hanno dichiarato che, nonostante i progressi, la situazione attuale non può considerarsi soddisfacente.
Hanno confermato l’intenzione di mobilitarsi, coinvolgendo la società civile, i media e le istituzioni, per evidenziare l’importanza vitale dei caregiver familiari nel sistema di assistenza.

FAQ (domande e risposte)
Come ha risposto la Regione Lombardia alla protesta dei caregiver?
La Regione Lombardia ha risposto alla protesta dei caregiver familiari riducendo i tagli ai finanziamenti precedentemente previsti, grazie all’impiego di fondi regionali. Questo intervento è stato il risultato di negoziati con il Ministro del Lavoro e di un lungo pressing da parte delle famiglie, che hanno incluso lettere ai Governi e Ministri e annunci di mobilitazioni pubbliche. Nonostante la riduzione dei tagli, le famiglie hanno deciso di continuare la protesta, indicando che le misure adottate non sono ritenute sufficienti.
Quali sono le modifiche alla delibera DGDGR 1669 per i caregiver?
La delibera DGDGR 1669, oggetto di contestazione, prevedeva una riduzione del contributo per l‘assistenza domiciliare ai caregiver familiari, da compensarsi con servizi diretti offerti dai Comuni. Le modifiche introdotte hanno ridotto il taglio degli importi da 200-350 euro mensili a soli 65 euro mensili. Inoltre, è stato introdotto un contributo economico aggiuntivo fino a 85 euro mensili sul ‘Fondo Caregiver’, rimborsabile in un’unica soluzione fino a un massimo di 595 euro per il 2024, con la presentazione di documentazione adeguata. I disabili con bisogni complessi non subiranno tagli, mantenendo invariata la programmazione dell’anno precedente.
Quanto è stato ridotto il taglio ai contributi per i caregiver familiari?
Il taglio ai contributi per i caregiver familiari è stato ridotto a circa 65 euro mensili, diminuendo significativamente rispetto alla forchetta iniziale di 200-350 euro mensili. Questa riduzione rappresenta un alleggerimento della pressione finanziaria sui caregiver, sebbene sia stata considerata ancora insufficiente dalle famiglie e dalle associazioni.
Come verranno compensati i caregiver familiari dopo la riduzione dei tagli?
Dopo la riduzione dei tagli, i caregiver familiari verranno compensati attraverso un contributo economico aggiuntivo che può raggiungere i 85 euro mensili, attingendo dal ‘Fondo Caregiver’. Questo importo sarà rimborsato in un’unica soluzione annuale fino a 595 euro per il 2024, previa presentazione di documenti comprovanti l’acquisto di prestazioni sociali.
Qual è stato l’aumento dello stanziamento di risorse della Regione Lombardia per il 2024?
Per il 2024, la Regione Lombardia ha aumentato lo stanziamento di risorse proprie da 10 milioni di euro a 14 milioni di euro, a cui si aggiungono ulteriori 3,5 milioni di euro derivanti da un emendamento approvato durante la discussione del bilancio regionale. Questo incremento finanziario mira a sostenere la rimodulazione dei tagli agli importi destinati ai caregiver familiari.
Perché le associazioni di famiglie continuano la protesta nonostante le modifiche?
Le associazioni di famiglie continuano la protesta nonostante le modifiche perché ritengono le misure adottate insufficienti a soddisfare pienamente le esigenze dei caregiver familiari. Le criticità sottolineate includono la persistenza dei tagli (seppur ridotti), la mancanza di una soluzione strutturale che copra oltre l’anno in corso, l’impatto negativo sulle nuove domande e sulla qualità dei servizi, oltre all’assenza di un dialogo costruttivo per la creazione di un tavolo di lavoro che coinvolga le associazioni nella definizione delle politiche. Questi motivi spingono le associazioni a mobilitarsi ulteriormente per ottenere riconoscimenti e supporti più adeguati per i caregiver.
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