Ricorso invalidità: che succede se salti la visita del CTU

Ricorso invalidità: che succede se salti la visita del CTU? Le conseguenze sono importanti, ma molti le ignorano. Sono state sancite da una sentenza della Cassazione e che ora vediamo nel dettaglio.
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01/04/2024

Ricorso invalidità: che succede se salti la visita del CTU? C’è un aspetto che molti ignorano nel procedimento giudiziale per il ricorso contro una decisione dell’INPS sul riconoscimento dell’invalidità o della disabilità: le conseguenze per chi salta la visita del CTU. Ebbene il rischio è grave: l’annullamento dell’intero ricorso. Lo ha stabilito una sentenza della Cassazione, che vediamo nel dettaglio. (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Chi è il CTU in un ricorso per invalidità

Prima di entrare in argomento ricordiamo chi è il CTU, o consulente tecnico d’ufficio in un ricorso per l’invalidità. Si tratta di un medico designato dal giudice con il compito di effettuare l’Accertamento Tecnico Preventivo.

IL CTU convoca il cittadino che ha presentato il ricorso per esaminarlo. Fissa la data della visita medica almeno 20 giorni dopo il giuramento. Durante l’incontro, alla presenza dei consulenti tecnici di parte (CTP) che possono essere nominati sia dal ricorrente che dall’INPS, il CTU esegue una visita medico-legale, esamina la documentazione sanitaria presentata e, se necessario, ordina ulteriori esami di approfondimento.

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Competenze e facoltà del CTU

Al termine di questi passaggi, il CTU redige e consegna alle parti coinvolte la relazione di Accertamento Tecnico Preventivo. Il CTU ha la facoltà di richiedere al giudice un’estensione del termine per la consegna della propria relazione. Questa necessità può emergere, ad esempio, se è stato sollecitato un accertamento specialistico che richiede attesa per i risultati, o se si incontrano difficoltà particolari nell’analisi del caso in esame.

Vediamo ora cosa ha stabilito la Cassazione nel caso il cittadino diserti la convocazione del CTU.

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Ricorso invalidità, che succede se salti la visita del CTU: i fatti

Una sentenza della Cassazione (numero 23932 del 10 novembre 2014) ha stabilito un precedente importante nei ricorsi per invalidità. La pronuncia ha riguardato il caso di un riconoscimento del diritto all’assegno ordinario di invalidità, ma le sue implicazioni si estendono a tutti i ricorsi per invalidità e disabilità.

La decisione della Corte ha evidenziato le conseguenze dirette della mancata partecipazione del cittadino che ha presentato il ricorso alla visita medica programmata dal consulente tecnico d’ufficio (CTU).

Il punto era questo: la mancata partecipazione alla visita medico-legale sarebbe stata giustificata, secondo il cittadino, da un fatto nuovo: l’INPS, prima del giudizio, ha infatti riconosciuto la sussistenza dei requisiti medico legali per ricevere l’assegno ordinario di invalidità (legge numero 222 del 1984).

Sarebbe quindi venuta meno la materia del contendere.

Per il cittadino, l’assenza all’indagine medico-legale, non poteva quindi precludere il diritto a richiedere l’assegno ordinario di invalidità dall’INPS, perché aveva soddisfatto i requisiti necessari.

Niente visita? Insufficienza di prove

L’Alta Corte non è stata dello stesso avviso. E per una questione che non è solo tecnica. Deve essere il giudice a stabilire se “il caso è chiuso” e l’assenza alla visita del CTU, all’interno di un ricorso giudiziale, comporta solo una “insufficienza di prove”, che di fatto annulla il procedimento.

Ora, nel caso in questione, la visita ha comportato l’annullamento del ricorso anche se nel frattempo l’INPS ha riconosciuto i requisiti medico legali per l’assegno ordinario di invalidità. Sarebbe ovviamente anche peggio per i procedimenti dove le parti sono in aperto contrasto e la “materia del contendere” è in discussione.

Nei prossimi paragrafi ci addentriamo nel contenuto della sentenza della Cassazione. Abbiamo cercato di semplificarla, ma alcuni termini tecnici (e l’inevitabile citazione di altre pronunce dell’Alta Corte) potrebbero rendere il testo non immediatamente comprensibile per chi è a digiuno di un lessico giudiziario. Ma la questione è comunque chiara.

Salti la visita del CTU: non c’è interesse ad agire

La decisione del Supremo Collegio ha messo dunque in evidenza che il riconoscimento dei requisiti sanitari da parte dell’INPS non comporta una cessazione della materia del contendere. In altre parole, l’assenza del ricorrente alla visita del CTU non ha eliminato il conflitto tra le parti sul diritto alla prestazione.

La Cassazione, nelle sentenze numeri 27538/2013 e 26005/2013, ha chiarito che la cessazione della materia del contendere presuppone che emergano, durante il giudizio, fatti capaci di eliminare completamente le ragioni del disaccordo, rendendo così inutile qualsiasi ulteriore azione legale o contraddittorio.

Quando cessa l’interesse legale

Questa interpretazione sottolinea un aspetto importante: per chi inizia un’azione legale è necessario che ogni cambiamento soddisfi pienamente e irrevocabilmente il diritto perseguito, al punto da non lasciare spazio a ulteriori discussioni.

Le sentenze della Cassazione (numero 6909/2009 e 4034/2007), supportano questa visione: solo la completa risoluzione del disaccordo può portare alla cessazione dell’interesse a procedere legalmente.

L’ipotesi di estinzione del processo

La cessazione della materia del contendere può portare all’estinzione del processo. Secondo la Cassazione (sentenze numero 8822/03 e numero 3122/03) questo principio si configura come una questione pregiudiziale anche rispetto alla giurisdizione. Significa che, se le parti risolvono il loro disaccordo eliminando il contrasto, il giudice può dichiarare ufficialmente conclusa la materia del contendere.

Le sentenze della Cassazione (18195/12 e 4883/06) ribadiscono che spetta al giudice di merito valutare le dichiarazioni delle parti e la nuova situazione. Il magistrato deve utilizzare criteri legali per determinare se le nuove circostanze abbiano definitivamente risolto il disaccordo in modo completo e definitivo.

In sintesi, la giurisprudenza stabilisce che l’estinzione del processo avviene quando le condizioni mutate fanno sì che non ci sia più necessità di una decisione giudiziale sull’oggetto della controversia, chiudendo definitivamente il caso.

La Cassazione non si è pronunciata nel merito

La sentenza che era stata oggetto di appello è stata infine cassata, ma non per questo la controversia è stata risolta nel merito. La necessità di ulteriori accertamenti significa che il giudice deve verificare l’esistenza dei requisiti necessari per l’erogazione della prestazione, anche se un precedente provvedimento amministrativo aveva già riconosciuto il diritto richiesto dal ricorrente.

La giurisprudenza citata (sentenze numero 3540/2013 e 5744/2001), sottolinea che, in materia di prestazioni non disponibili a discrezione delle parti, l’esecutività di un provvedimento amministrativo che riconosce un diritto non implica automaticamente il suo riconoscimento anche in sede giurisdizionale.

Il rispetto degli obblighi di prova

Di conseguenza, il giudice ha il compito di valutare la necessità di un’ulteriore indagine medico-legale (CTU), prendendo in considerazione le ragioni che hanno impedito al ricorrente di presentarsi alla visita del CTU e le implicazioni di tale assenza per la valutazione delle prove.

In definitiva, la decisione di non partecipare all’accertamento medico-legale, se non giustificata, non elimina l’interesse del cittadino a ricevere una sentenza. Ma può portare al rigetto della domanda per insufficienza di prove, come stabilito dall’articolo 2697 del codice civile. Questo esito evidenzia l’importanza del rispetto degli obblighi probatori nel processo di ricorso per invalidità.

Ricorso invalidità: che succede se salti la visita del CTU
Nell’immagine un CTU espone in tribunale la sua relazione per un ricorso invalidità.

FAQ (domande e risposte)

Che conseguenze comporta saltare la visita del CTU per ricorso invalidità?

Saltare la visita del CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio) durante un procedimento di ricorso per invalidità comporta rischi significativi, il più grave dei quali è l’annullamento dell’intero ricorso. Questa drastica conseguenza è stata sottolineata da una sentenza della Cassazione, che stabilisce che la mancata partecipazione a questa visita può invalidare tutto il procedimento di ricorso, negando al richiedente la possibilità di ottenere il riconoscimento dell’invalidità e, di conseguenza, eventuali prestazioni correlate.

Qual è il rischio di non presentarsi alla visita medica del CTU?

Il rischio principale di non presentarsi alla visita medica del CTU è l’annullamento dell’intero ricorso per invalidità. La visita del CTU è un momento cruciale nel processo di valutazione della domanda di invalidità, poiché fornisce al giudice elementi essenziali per la decisione. La mancata presenza senza giustificazioni valide può essere interpretata come una mancanza di interesse o di cooperazione da parte del richiedente, con conseguenze negative sul risultato del ricorso.

Come ha deciso la Cassazione riguardo l’annullamento del ricorso per invalidità?

La Cassazione ha stabilito, con la sentenza numero 23932 del 10 novembre 2014, che la mancata presentazione alla visita del CTU può portare all’annullamento dell’intero ricorso per invalidità. Questa decisione pone l’accento sulla serietà della partecipazione a tali visite, considerandola un elemento indispensabile per la prosecuzione e il successo del ricorso stesso. La sentenza ha confermato che ignorare questa fase processuale può avere conseguenze definitive e negative per il richiedente.

Perché è fondamentale partecipare alla visita del CTU nel ricorso invalidità?

La partecipazione alla visita del CTU è fondamentale nel ricorso per invalidità perché rappresenta un’occasione cruciale per il richiedente di dimostrare la propria condizione e per il CTU di raccogliere prove mediche dirette. Questo incontro permette un’accurata valutazione dello stato di salute del ricorrente e contribuisce alla costruzione di un caso solido a supporto della richiesta di invalidità. Senza questa valutazione, il processo decisionale del giudice sarebbe privo di un pilastro critico, portando potenzialmente al rigetto del ricorso.

Quali sentenze della Cassazione trattano la mancata presentazione al CTU?

Le sentenze della Cassazione che trattano la mancata presentazione al CTU includono, ma non si limitano a, la numero 23932 del 10 novembre 2014, oltre a numerose altre che hanno affrontato questioni simili, come le sentenze nn.27538/2013 e 26005/2013. Queste decisioni enfatizzano l’importanza della partecipazione alle visite del CTU e le implicazioni giuridiche della mancata adesione a queste procedure.

Cosa accade se non si presenta giustificazione per la mancata visita del CTU?

Se un ricorrente non presenta giustificazioni valide per la mancata visita del CTU, ciò può portare al rigetto della domanda nel merito per il mancato assolvimento degli oneri probatori, come previsto dall’articolo 2697 del codice civile. Questo significa che, in assenza di una valida spiegazione per la mancata partecipazione, il giudice può decidere di non concedere la prestazione richiesta, considerando non soddisfatte le condizioni necessarie per il riconoscimento dell’invalidità.

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