Revoca amministratore di sostegno

Scopri come può essere richiesta la revoca dell'amministratore di sostegno e quali sono i casi specifici in cui questo può avvenire.
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18/11/2023

Revoca dell’amministratore di sostegno: ecco come funziona la procedura (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Si può effettuare la revoca dell’amministratore di sostegno?

L’amministratore di sostegno, una figura legale designata per assistere individui che necessitano di supporto nelle decisioni quotidiane, può essere rimosso o sostituito dallo stesso giudice che lo ha nominato.

Questo può avvenire in qualsiasi momento, come previsto dall’articolo 407 del Codice civile italiano. La norma stabilisce che il giudice tutelare ha il potere di modificare o integrare le decisioni prese al momento della nomina dell’amministratore.

Anche i familiari possono richiedere la revoca o il cambio dell’amministratore di sostegno, specialmente nel momento in cui ritengono che le sue azioni o decisioni non vengano prese nel migliore interesse del beneficiario.

Il giudice ha la facoltà di rimpiazzare l’amministratore in diverse circostanze, inclusi casi di negligenza, abuso di autorità, mancanza di capacità nel portare a termine i compiti assegnati, o comportamenti non appropriati che non riguardano direttamente la tutela, come l’uso improprio di droghe o difficoltà economiche.

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Perché avviene la revoca dell’amministratore di sostegno?

La revoca dell’amministratore di sostegno può essere motivata da due tipi principali di situazioni:

  1. Quando le circostanze che hanno portato alla nomina dell’amministratore di sostegno non sussistono più. Ad esempio, se un individuo era in depressione e aveva bisogno di sostegno, ma poi si riprende e può di nuovo gestire autonomamente le sue necessità, può chiedere al giudice di annullare la misura dell’amministrazione di sostegno.
  2. Quando l’amministratore di sostegno non adempie correttamente ai suoi doveri o agisce contro l’interesse del beneficiario. Ciò può includere situazioni in cui l’amministratore entra in conflitto con il beneficiario o un membro della sua famiglia, o se divulga informazioni private del beneficiario. Un esempio è un amministratore che ha condiviso dettagli personali in un programma televisivo e ha affermato di essere stato aggredito dal beneficiario, portando alla sua sostituzione da parte del giudice.

È importante notare che l’amministratore di sostegno, specialmente quando non è un familiare, è una persona di fiducia del giudice. Pertanto, non è facile ottenere la sua sostituzione.

Per farlo, è necessario presentare al giudice prove concrete, non solo opinioni personali. La richiesta di revoca non dovrebbe essere usata per eliminare una figura scomoda, ma richiede motivi validi e gravi, come la cattiva gestione economica, dove l’amministratore gestisce i conti in modo negligente o inappropriato.

Infine, esiste una terza situazione di revoca quando il giudice ritiene che l’amministrazione di sostegno non protegga adeguatamente il beneficiario e sia necessario passare a misure più severe come l’interdizione. Questo passaggio, tuttavia, è sempre meno frequente in quanto è vista come una misura che limita eccessivamente la dignità e l’autonomia legale di un individuo.

Cosa succede in caso di revoca dell’amministratore di sostegno?

Nel momento in cui termina il suo mandato, l’amministratore di sostegno è tenuto a restituire immediatamente i beni che ha gestito. Entro due mesi, deve inoltre presentare al giudice tutelare un rendiconto finale dell’amministrazione svolta.

Il giudice esaminerà questo conteggio e, se non vi sono obiezioni da parte sua o del beneficiario, procederà con l’approvazione.

Se invece emergono delle contestazioni, l’approvazione del conto sarà negata dal giudice.

Come avviene la cessazione dell’incarico dell’amministrazione di sostegno?

L’incarico dell’amministratore di sostegno può essere revocato attraverso una petizione al giudice, in situazioni dove le condizioni iniziali che hanno richiesto la nomina non esistono più. Questo si verifica, per esempio, se l’invalidità del beneficiario viene meno o se la sua condizione si aggrava a tal punto da richiedere misure legali più severe come l’interdizione o l’inabilitazione.

Per avviare la revoca dell’amministratore di sostegno, deve essere presentata una richiesta formale da una delle seguenti parti: il beneficiario dell’amministrazione, l’amministratore stesso, il Pubblico Ministero, il coniuge o il partner convivente stabilmente, i parenti fino al quarto grado o affini fino al secondo grado, il tutore o curatore legale, o i responsabili dei servizi sociali o sanitari coinvolti nell’assistenza della persona.

La procedura implica l’invio di un’istanza dettagliata e motivata al giudice tutelare. Quest’ultimo può anche agire di propria iniziativa per dichiarare la fine dell’incarico dell’amministratore di sostegno, se ritiene che non sia più adatto a garantire la protezione completa del beneficiario.

Se il giudice considera necessario avviare un procedimento di interdizione o inabilitazione, informa il Pubblico Ministero il quale prenderà successivamente le dovute misure. In tale scenario, l’amministrazione di sostegno termina con la nomina di un tutore o curatore provvisorio, o con la dichiarazione formale di interdizione o inabilitazione del beneficiario.

Revoca dell'amministratore di sostegno
Revoca dell’amministratore di sostegno: in foto una donna in carrozzina beve una tazza di tè.

FAQ su revoca dell’amministratore di sostegno

È facile ottenere la revoca dell’amministratore di sostegno?

Ottenere la revoca non è semplice, specialmente se l’amministratore non è un familiare. È necessario fornire al giudice prove concrete e oggettive per dimostrare l’inadeguatezza dell’amministratore.

Chi può chiedere la revoca dell’interdizione?

Quando le ragioni che hanno portato all’interdizione o all’inabilitazione di una persona non sono più valide, è possibile annullare tali misure legali. Questa revoca può essere richiesta dal coniuge, dai parenti fino al quarto grado di parentela, dagli affini fino al secondo grado, dal tutore della persona interdetta, dal curatore della persona inabilitata o dal pubblico ministero.

Che differenza c’è tra interdetto e inabilitato?

Quando una persona è dichiarata parzialmente incapace dal Tribunale, diventa un inabilitato. A differenza di un individuo interdetto, l’inabilitato ha la capacità di gestire autonomamente le operazioni di routine (atti di ordinaria amministrazione). Tuttavia, per le azioni più significative o complesse (atti di straordinaria amministrazione), deve essere assistito da un tutore. Inoltre, per questi atti più importanti, è sempre richiesta l’approvazione del giudice tutelare.

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