Progetto individuale di vita e risarcimento: ecco cos’è e quando può essere richiesto il risarcimento - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Quando si può richiedere il risarcimento per il progetto individuale di vita?
Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di Reggio Calabria, con la sentenza numero 748 emessa il 5 ottobre 2023, ha riconosciuto il diritto al risarcimento per danni non materiali a una famiglia, comprendente i genitori e una figlia minorenne con disabilità grave.
La decisione è stata adottata in risposta all’omissione da parte del Comune e dell’ASL competente nel realizzare un progetto di vita individualizzato per la giovane, considerata affetta da una disabilità grave, come stabilito dalla normativa vigente.
Secondo la sentenza, questa inadempienza ha causato un danno non patrimoniale sia ai genitori sia alla minore disabile.
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Che cos’è il progetto individuale di vita?
Il progetto individualizzato di vita, menzionato nell’articolo 14 della Legge n. 328/2000, è un’iniziativa mirata all’integrazione completa delle persone con disabilità nella vita familiare, sociale, educativa e lavorativa.
Tale progetto, che rientra nelle responsabilità dei Comuni in collaborazione con le aziende sanitarie locali, include una valutazione diagnostica e funzionale, cure e riabilitazione a carico del Servizio sanitario nazionale, un piano educativo individualizzato fornito dalle istituzioni scolastiche, servizi alla persona erogati dal Comune, e misure economiche per contrastare povertà, emarginazione ed esclusione sociale.
Questo progetto mira anche a identificare le potenzialità e i supporti necessari per il nucleo familiare.
Come provare la presenza del danno esistenziale?
In situazioni dove i diritti costituzionalmente salvaguardati di un minore disabile vengono violati, è possibile richiedere un risarcimento per il danno esistenziale.
Questo tipo di danno si riferisce all’impatto negativo che la riduzione, anche se temporanea, delle ore di assistenza può avere sullo sviluppo di un individuo con gravi disabilità.
Tale impatto include l’interruzione del processo di supporto ai bisogni essenziali del minore, come la cura, l’istruzione e la partecipazione a attività tipiche della vita quotidiana. Il risarcimento per questi danni, essendo di natura non economica, può essere determinato in modo equitativo, secondo gli articoli 1226 e 2056 del Codice Civile italiano.
Nel caso specifico in questione, il diritto al risarcimento è stato confermato non solo sulla base della documentazione medica, ma anche attraverso un giudizio giurisdizionale cautelare. In precedenza, infatti, nel 2019, un tribunale aveva ordinato all’Azienda Sanitaria di fornire alla minore, direttamente o indirettamente, 20 ore settimanali di terapia secondo il metodo ABA, o in alternativa, di coprire le spese economiche per tale terapia, garantendo ai ricorrenti il diritto di rivalsa.
Chi ha diritto a richiedere il progetto individuale di vita?
Il progetto individuale di vita deve essere elaborato e messo in atto per tutte le persone con disabilità, a prescindere dall’età, che siano state riconosciute ai sensi della Legge 104/92.
Viene data, inoltre, particolare priorità a coloro che hanno ricevuto il riconoscimento di disabilità grave secondo l’articolo 3, comma 3, previsto dalla stessa legge.
Ricordiamo, inoltre, che la Legge 104 prevede anche dei permessi retribuiti per coloro che assistono familiari con grave disabilità.
La richiesta può essere inoltrata personalmente dall’individuo coinvolto se è maggiorenne e non soggetto a misure di protezione legale, oppure può essere presentata da un genitore, tutore, curatore, o amministratore di sostegno della persona interessata.

Cosa avviene dopo la presentazione della domanda per usufruire del progetto individuale di vita?
Quando viene ricevuta una richiesta per usufruire del progetto individuale di vita, il Comune procede alla creazione di un fascicolo personale che include tutti i documenti forniti dal richiedente.
Successivamente, il Comune si coordina con l’azienda sanitaria per fissare una data al fine di effettuare la valutazione multidimensionale.
Questa data, insieme ai dettagli del responsabile del procedimento, viene poi comunicata al richiedente, rispettando i termini legali previsti per il completamento del processo.
Durante gli incontri dedicati alla valutazione multidimensionale e all’intero processo di elaborazione del progetto, è essenziale la partecipazione della persona con disabilità interessata e del suo rappresentante legale, come l’amministratore di sostegno o il tutore, insieme alla famiglia.
È importante anche la presenza di enti o servizi, sia pubblici che privati (inclusi gli istituti scolastici), che già forniscono prestazioni alla persona disabile.
Inoltre, dovrebbero partecipare le amministrazioni che si occupano dei bisogni della persona e qualsiasi altro ente o soggetto che possa apportare un contributo utile durante la fase istruttoria, inclusa la presentazione di documentazione supplementare o memorie scritte.
FAQ su progetto individuale di vita e risarcimento
Il progetto individuale ha una scadenza?
Il progetto individuale, una volta completato, è destinato ad accompagnare la persona con disabilità per tutta la durata della sua vita senza una scadenza prefissata. È fondamentale garantire la continuità di questo progetto attraverso la fornitura costante dei vari supporti, sostegni e servizi previsti.
Chi firma il progetto individuale ex. art. 14 l. 328/2000?
Una volta terminato, il progetto individualizzato deve essere firmato da tutte le persone che hanno partecipato alla sua stesura. Questo include rappresentanti del settore sociale (come l’assistente sociale del Comune), del settore sanitario, la persona beneficiaria del progetto, la sua famiglia, rappresentanti della scuola e altri coinvolti.
Che differenza ce tra PEI e Progetto di vita?
Il termine “Piano Educativo Individualizzato” (PEI) viene utilizzato esclusivamente in ambito scolastico, mentre il “Progetto di Vita” si riferisce a un piano più ampio che copre l’intero arco della vita di una persona con disabilità.
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