Prevenzione tumori, basta un esame del sangue

Prevenzione tumori, basta un esame del sangue: la sperimentazione è già iniziata negli ospedali del Regno Unito. Una equipe di studiosi ha messo a punto un sistema rivoluzionario per scoprire il tumore nelle fasi iniziali o prima ancora che insorga. Vediamo come funziona e quali sono le prospettive nel breve e medio periodo.
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27/5/23

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Se il nuovo metodo supera la fase sperimentale potrebbe aprirsi una strada del tutto nuova, innovativa ed efficace per la prevenzione e la cura del tumore. Questo esame consente infatti – così sostengono gli scienziati – di rilevare il cancro anche allo stadio zero, prima cioè della formazione del tumore (con più di un anno di anticipo).

Il nuovo test è stato ideato dall’azienda indiana Epigeneres Biotetch, una startup biotecnologica che scopre, sviluppa e commercializza farmaci molecolari per il trattamento e la prevenzione di gravi condizioni mediche, tra le quali, appunto, il cancro e le malattie legate all’invecchiamento.

Un rapporto aggiornato sui risultati raggiunti dall’azienda sul test ematico per il riconoscimento precoce della patologia tumorale è stato pubblicato nel marzo scorso sulla rivista scientifica “Stam Cells”. Nella relazione sono stati descritti i risultati di uno studio clinico condotto su 1.000 pazienti. La ricerca ha consentito di identificare correttamente i malati di cancro e lo stadio della patologia con una precisione del 99 per cento.

Lo studio ha consentito di individuare 25 diversi tipi di cancro.

Prevenzione tumori, meglio di altre tecnologie

Il test studiato dagli esperti indiani sarebbe dunque capace di rilevare il cancro molto prima di tutte le tecnologie oggi conosciute. Il nuovo esame consentirebbe anche di predire il cancro e di verificare dove si sta formando. Basterà un prelievo.

Potrebbe essere una svolta importante per la prevenzione di questa patologia.

La differenza di questo test rispetto ad altri esami del sangue per diagnosticare il cancro è che il metodo indiano si concentra in particolare sulle cellule staminali che hanno un biomarcatore per il tumore. È proprio questo aspetto a determinare se il cancro sta per insorgere e lo fa prima che le cellule progrediscano fino a diventare tumorali.

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Prevenzione tumori, come funziona il test

Ma vediamo come funziona il test. In genere per formare un cancro di un centimetro cubo sono necessarie un miliardo di cellule tumorali.

Una massa così piccola è difficile da rivelare con una tac. Però, molto prima che il tumore sia visibile, le cellule cancerose sono già presenti nel flusso sanguigno e iniziano a diffondersi nel corpo.

Gli altri test simili a quello sperimentato dagli scienziati indiani riescono a individuare le cellule tumorali, ma solo quando sono nel terzo o quarto stadio. In una fase cioè in cui il tumore è visibile anche con i test tradizionali (non c’è quindi un reale vantaggio).

Il nuovo esame permette invece di individuare i tumori allo stadio 1 o 2, ma, come accennato, potrebbe anche scoprire se le cellule staminali di un paziente diventeranno cancerose in anticipo anche rispetto al primo stadio (fino a 18 mesi prima).

Una scoperta precoce del tumore che potrebbe concedere ai medici un vantaggio consistente e quindi attivare subito i trattamenti mirati per prevenire la formazione di tumori e salvare molte vite.

Ma non solo, i medici potrebbero anche monitorare l’avanzamento del trattamento senza esporre il paziente alla tossicità inutile di terapie eccessive.

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Prevenzione tumori, gli altri vantaggi

Questi sono dunque i tre principali vantaggi associati al test del sangue per la rilevazione del cancro:

  • rileva il cancro imminente prima di qualsiasi tecnologia attualmente disponibile, con una specificità molto elevata (99,9 per cento). Può rilevare il tipo di cancro e in quale parte del corpo sta crescendo, da un esame del sangue prima della formazione del tumore;
  • fornisce la prima prognosi per il cancro. È un test comune per tutti i tipi di cancro; non solo può rilevare da un esame del sangue che la persona non ha il cancro, ma può anche escludere il cancro per il prossimo anno;
  • può eseguire un’analisi della mutazione dell’RNA per qualsiasi organo del corpo da un esame del sangue. Significa che le biopsie per studiare le mutazioni e le espressioni geniche non saranno più necessarie e le letture delle mutazioni saranno fornite da un semplice esame del sangue. 

Ovviamente siamo ancora nella fase sperimentale. Bisognerà ora attendere i risultati riscontrati negli ospedali del Regno Unito. Se fossero positivi potrebbe essere una svolta decisiva per la lotta ai tumori. In teoria un esame del sangue ogni anno potrebbe essere uno straordinario strumento di prevenzione.

Il professor Stephen Abbas, consulente di genomica ed ex direttore del laboratorio di genetica del Cambridge University Hospitals NHS Foundation Trust, ha dichiarato: «Questo marcatore ha la capacità di diventare un potente test diagnostico e di screening per il cancro, in particolare se può funzionare su tutti i tipi di cancro».

Ha però precisato che «c’è  ancora un lavoro significativo necessario prima che possa tradursi in un test diagnostico accettato e uno studio più ampio deve essere completato al più presto possibile per eseguire il backup dei dati in questa pubblicazione iniziale».

Prevenzione tumori, basta un esame del sangue
Nella foto una donna effettua una prelievo del sangue.

Prevenzione tumori, le ricerche

Sono molte le aziende biotecnologiche che stanno sviluppando dei test accurati per diagnosticare il cancro con un prelievo di sangue. Si parla in questo caso di biopsia liquida.

Ma la ricerca indiana è quella che al momento sembra più vicina a un risultato significativo. Le strade che si stanno seguendo sono due: la prima cerca le cellule tumorali che circolano nell’organismo, l’altra rileva il Dna tumorale libero dalle cellule che circolano nel sangue.

Queste due tecniche hanno però due limiti:

  • un piccolo campione di sangue potrebbe non campionare un numero sufficiente di materiale e quindi l’esito dell’esame potrebbe essere un falso negativo;
  • l’accuratezza del risultato tende a essere bassa nelle fasi iniziali della patologia, ovvero proprio quelle in cui l’intervento clinico potrebbe essere più efficace.

Il test indiano sembra superare queste due difficoltà. Ne sapremo di più tra qualche mese.

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