Permessi Legge 104 in cassa integrazione: come funziona

Scopri quando è possibile usufruire dei permessi con Legge 104 in cassa integrazione: qual è la casistica prevista?
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12/04/2024

Permessi con Legge 104 in cassa integrazione: vediamo quando è possibile richiedere i permessi mentre ci si trova in questa situazione (scopri le ultime notizie su Legge 104, invalidità civile, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

È possibile richiedere i permessi con Legge 104 in cassa integrazione?

La Legge n. 104 del 1992 concede vari benefici ai lavoratori disabili o a coloro che devono assistere un familiare disabile grave, tra cui la possibilità di usufruire di permessi retribuiti.

Questi permessi possono consistere in due ore o un’ora di riposo al giorno, a seconda del proprio orario di lavoro, o tre giorni di permesso al mese, che possono essere utilizzati sia in modo continuativo che frazionato.

Bisogna, però, tenere presente che l’uso di questi permessi durante periodi di cassa integrazione richiede di prendere in considerazione la distinzione tra cassa integrazione a “zero ore”, in cui il lavoratore è completamente inattivo per l’intero mese, e cassa integrazione con “orario ridotto”, dove il lavoratore è sospeso solo per alcune ore o giorni.

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In caso di cassa integrazione a zero ore, il lavoratore non può beneficiare dei permessi Legge 104, poiché è già completamente libero dall’attività lavorativa.

Per i lavoratori in cassa integrazione a orario ridotto, invece, i permessi Legge 104 sono ancora utilizzabili, ma vengono calcolati proporzionalmente alle ore lavorate.

L’INPS fornisce delle indicazioni precise per il calcolo di quanti giorni di permesso sono fruibili in questa situazione, utilizzando una formula simile a quella adottata per i lavoratori a part-time verticale.

La formula da utilizzare è “x : a = b : c”, dove:

  • “x” indica i giorni di permesso 104 durante la cassa integrazione,
  • “a” rappresenta i giorni di lavoro effettivi nel periodo,
  • “b” corrisponde ai tre giorni teorici di permesso mensile,
  • “c” è il numero totale dei giorni lavorativi nel mese.

Per esempio, un dipendente in cassa integrazione per i primi cinque giorni di un mese con 22 giorni lavorativi, lavora effettivamente 17 giorni. Considerando il diritto teorico a tre giorni di permesso, si moltiplica 17 per 3, ottenendo 51.

Dividendo poi 51 per 22 si ottiene circa 2,31, che arrotondato fornisce al lavoratore la possibilità di fruire di due giorni di permesso 104.

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Chi può richiedere i permessi con Legge 104?

Le agevolazioni previste dalla Legge 104/1992 sono destinate a diverse categorie di persone:

  • Figli con disabilità grave, inclusi sia quelli naturali che adottivi.
  • Partner, che include coniugi, membri di unioni civili e conviventi di fatto, come riconosciuto dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 213 del 23 settembre 2016, al fine di proteggere i diritti delle persone disabili.
  • Familiari fino al secondo grado di parentela, estendibile al terzo grado qualora i genitori o il partner della persona con disabilità siano anziani oltre i 65 anni, affetti da malattie invalidanti, deceduti o assenti.
  • Individui con handicap grave (che comprende minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali permanenti e progressive, che compromettono l’apprendimento, le relazioni sociali o l’integrazione lavorativa, causando svantaggio sociale ed emarginazione).
  • Persone con disabilità grave attestata secondo l’articolo 3, che riduce significativamente l’autonomia personale e necessita di assistenza permanente e continuativa.

È necessario che la gravità della disabilità del familiare sia certificata da una commissione medica ASL con la partecipazione di un medico dell’INPS.

Inoltre, i permessi sono concessi solo se la persona assistita non è ricoverata a tempo pieno in ospedali o strutture sanitarie private con assistenza continuativa.

I giorni di permesso 104 sono considerati validi per l’accumulo della quattordicesima mensilità e delle ferie. L’unica eccezione si verifica nel caso in cui questi permessi coincidano con l’uso del congedo parentale.

Possono presentare domanda all’INPS per la richiesta dei permessi Legge 104:

  • Lavoratori dipendenti (sia a tempo pieno che parziale) nel settore pubblico e privato, incluse imprese statali, enti pubblici ed enti locali privatizzati.
  • Categorie protette per le prestazioni di maternità presso l’INPS, inclusi genitori di bambini con gravi disabilità, con specifiche disposizioni a seconda dell’età del bambino.

Non hanno diritto ai permessi Legge 104:

  • Lavoratori autonomi e collaboratori coordinati e continuativi.
  • Lavoratori a domicilio.
  • Personale domestico e familiare.
  • Lavoratori agricoli a tempo determinato.
Permessi con Legge 104 in cassa integrazione
Permessi con Legge 104 in cassa integrazione – In foto una donna spinge un ragazzo in carrozzina.

FAQ su permessi con Legge 104 in cassa integrazione

Quando si perdono i permessi 104?

La Legge 104 prevede che i permessi non utilizzati entro la fine del mese non possano essere trasferiti o accumulati per mesi successivi. Il motivo è che il diritto a poter usufruire di questi permessi si rinnova ogni mese; pertanto, se non vengono utilizzati entro il periodo mensile, il lavoratore perde la possibilità di poterli utilizzare per quel mese.

Quanto tempo prima bisogna chiedere i permessi per 104?

La legge attuale non richiede che il lavoratore fornisca un preavviso formale al datore di lavoro per l’utilizzo dei permessi previsti dalla Legge 104. Tuttavia, è essenziale che il dipendente comunichi in modo tempestivo la sua intenzione di avvalersi di questi permessi, al fine di evitare di creare disagi all’organizzazione dell’azienda.

Chi usufruisce della Legge 104 può essere controllato?

I lavoratori che usufruiscono dei permessi previsti dalla Legge 104 per assistere familiari disabili non sono soggetti alle visite fiscali standard. Tuttavia, possono comunque essere messi in atto dei controlli al fine di prevenire eventuali abusi di questo diritto.

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