Permessi 104 scuola: programmazione per prof e ATA

Permessi 104 scuola: vediamo come funziona la programmazione per profe ATA, quali sono gli obblighi (anche dei dirigenti scolastici) e come si presenta la domanda.
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02/04/2024

Permessi 104 scuola: come funziona la programmazione per prof e ATA, quali sono gli obblighi (anche dei dirigenti scolastici). Ma non solo, vediamo in questo post anche come presentare la domanda e quando possono essere contestati possibili abusi. (scopri le ultime notizie su Legge 104, invalidità civile, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Permessi 104 scuola: modalità di fruizione

I tre giorni mensili di permesso 104 concessi al personale scolastico per l’assistenza a un familiare con disabilità grave sono regolamentati da normative contrattuali. Per i docenti, questa disposizione è contenuta nell’articolo 15, comma 6, del CCNL 2007, con conferma nel Contratto 2016/18. Per il personale ATA, invece, si fa riferimento all’articolo 32, comma 1, del CCNL Istruzione e Ricerca del 19 aprile 2018.

La programmazione

All’inizio di ogni anno scolastico, i dirigenti sollecitano sia i docenti che il personale ATA a fornire una programmazione mensile preliminare per l’utilizzo dei permessi, come previsto dalla legge 104/92. La pianificazione consente un accordo preventivo con l’amministrazione sulle giornate di permesso. Ma resta la possibilità di modificare la programmazione se si verificano e si dimostrano situazioni di urgenza.

L’INPS, con la circolare n. 45 dell’1 marzo 2011, ha chiarito che i dipendenti devono comunicare a inizio mese al dirigente della struttura di appartenenza la modalità di fruizione dei permessi, escludendo la possibilità di una fruizione mista nel corso del mese e sottolineando l’importanza di comunicare, per quanto possibile, la programmazione relativa.

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Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha riconosciuto, con gli Interpelli n. 1/2012 e 31/2010, la facoltà per il datore di lavoro di richiedere una programmazione dei permessi ex art. 33, legge 104/1992, a condizione che ciò non pregiudichi il diritto alla effettiva assistenza del soggetto disabile.

I giorni fruiti

  • Sono retribuiti: non si verifica alcuna decurtazione del salario, conformemente all’articolo 71 della legge n. 133/08.
  • Coperti da contribuzione previdenziale: ogni giorno di permesso contribuisce alla posizione previdenziale del lavoratore.
  • Utili a tutti gli effetti: i giorni di permesso sono riconosciuti pienamente ai fini del calcolo dei diritti del lavoratore.
  • Non riducono le ferie né la tredicesima: l’utilizzo dei permessi non influisce sulle ferie annuali né sull’importo della tredicesima mensilità.
  • Non soggetti a recupero: non è richiesto alcun recupero delle ore o dei giorni di permesso fruiti.
  • Tre al mese: questa è la quantità di giorni disponibili mensilmente per l’assistenza.
  • Fruibili esclusivamente a giorni per i docenti: i permessi devono essere utilizzati in giornate intere.
  • In giornate possibilmente non ricorrenti: si consiglia di evitare la ripetizione delle stesse giornate di permesso ogni mese.

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Permessi 104/92 ATA: fruibilità anche a ore

Il CCNL 2016/18, aggiornando le precedenti disposizioni del CCNL 2007, specifica le condizioni sotto le quali il personale ATA può usufruire dei permessi legge 104.

Secondo l’articolo 32, i dipendenti ATA, qualora ne sussistano le condizioni, hanno diritto a tre giorni di permesso al mese ai sensi dell’art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

Questi permessi, oltre ad essere riconosciuti ai fini delle ferie e della tredicesima mensilità, possono essere utilizzati anche a ore, fino a un massimo di 18 ore mensili. Questa flessibilità consente una migliore gestione delle necessità assistenziali rispetto al personale docente, per il quale i permessi sono fruibili solamente a giorni interi.

Abuso dei giorni di permesso legge 104

I permessi legge 104 sono destinati esclusivamente all’assistenza di familiari disabili in situazione di gravità. Il personale che ne beneficia è tenuto a un uso responsabile dei giorni di assenza dal lavoro. Un abuso può portare a conseguenze disciplinari, penali e patrimoniali.

La richiesta di permesso deve essere accompagnata dalla firma di una dichiarazione sostitutiva di certificazione, che impegna il dipendente a un utilizzo corretto dei permessi, pena il rischio di licenziamento immediato e applicazione delle sanzioni previste dal codice penale.

I documenti da presentare in segreteria

Per accedere ai permessi previsti dalla legge 104, è il personale scolastico deve fornire una serie di documenti in segreteria.

Certificazione della condizione di disabilità

Il primo passo richiede la presentazione di una certificazione ASL. Deve attestare che il familiare assistito si trova in una situazione di handicap grave, come definito dall‘articolo 3, comma 3, della legge 104/92.

Dichiarazioni sostitutive di notorietà

È poi necessario fornire due dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà:

  • La prima deve dimostrare che il familiare disabile non è ricoverato a tempo pieno.
  • La seconda conferma che il lavoratore è l’unico membro della famiglia che si occupa dell’assistenza del familiare disabile.

Autocertificazioni annuali

  • Una dichiarazione che sostituisce la certificazione (autocertificazione), da rinnovare annualmente, per attestare l’esistenza in vita del familiare disabile.
  • Una seconda autocertificazione annuale deve essere presentata per confermare che non ci siano state rettifiche o cambiamenti nel giudizio di gravità dell’handicap da parte della ASL.

Dichiarazione di responsabilità e consapevolezza

Infine, è richiesta una dichiarazione sottoscritta di responsabilità e consapevolezza da parte del dipendente, che comprende vari aspetti:

  • Conferma che il dipendente presta assistenza al disabile per il quale richiede le agevolazioni o che necessita delle agevolazioni per situazioni legate alla propria disabilità.
  • Riconoscimento che le agevolazioni sono intese per l’assistenza del disabile, implicando un impegno morale e legale nell’erogare questa assistenza.
  • Consapevolezza che l’uso delle agevolazioni implica un onere per l’amministrazione e un impegno di spesa pubblica, giustificati solo dalla reale tutela del disabile.
  • Impegno a comunicare tempestivamente qualsiasi variazione che possa influire sulla legittimità dell’accesso alle agevolazioni.

Obblighi del dirigente scolastico

Il dirigente scolastico ha un ruolo determinante nel processo di concessione dei permessi legge 104, ha infatti specifici doveri e responsabilità nel verificare l’adeguatezza delle richieste.

Verifica dei presupposti per la concessione

In base alla Circolare INPS n. 53/2008, il dirigente ha il compito di assicurare che le richieste di permesso soddisfino tutti i requisiti previsti dalla legge. Non dispone di discrezionalità oltre alla verifica della sussistenza dei requisiti di legge: la sua azione si limita a un controllo formale della documentazione presentata.

Monitoraggio e aggiornamento documentale

L’amministrazione scolastica, ricevuta la richiesta di permesso, deve:

  • Valutare la completezza e la correttezza della documentazione fornita, richiedendone l’integrazione se necessario.
  • Effettuare controlli periodici per aggiornare la documentazione e verificare la persistenza delle condizioni che giustificano l’assegnazione dei permessi.

Procedure di verifica

La verifica delle dichiarazioni sostitutive avviene secondo le modalità previste dagli articoli 71 e 72 del d.P.R. n. 445 del 2000, con i servizi ispettivi interni o su indicazione dell’ufficio preposto alla gestione del personale. Questi controlli devono essere svolti periodicamente, anche a campione, per assicurare l’adeguatezza continua dei permessi concessi.

Comunicazione dei permessi fruiti

Inoltre, è necessario che l’amministrazione comunichi i permessi utilizzati dai dipendenti alla banca dati del Dipartimento della funzione pubblica, secondo quanto stabilito dall’articolo 24, commi da 4 a 6, della legge n. 183 del 2010. Questo passaggio è fondamentale per garantire trasparenza e corretta gestione dei permessi.

Revoca dei benefici

Il dirigente deve negare o revocare i permessi nel caso in cui l’accertamento dei requisiti mostri l’insussistenza delle condizioni per la legittima fruizione. E nel caso emergano responsabilità disciplinari a carico del dipendente, l’amministrazione procederà con la contestazione degli addebiti e, se necessario, informerà le autorità competenti delle eventuali ipotesi di reato.

Permessi 104 scuola: programmazione per prof e ATA
Nell’immagine un docente programma i giorni di permesso 104 scuola per assistere un familiare con disabilità.

FAQ (domande de risposte)

Come si pianificano i permessi legge 104 nella scuola?

La pianificazione dei permessi legge 104 si basa su un sistema di programmazione mensile, imposto all’inizio dell’anno scolastico dai dirigenti scolastici al personale docente e ATA. Questo sistema prevede che i dipendenti presentino le proprie necessità di permesso per assistenza a familiari disabili gravi, permettendo così un accordo preventivo con l’amministrazione sulle giornate di permesso. La pianificazione può essere modificata in caso di urgenze dimostrate, garantendo flessibilità e rispondenza alle esigenze del personale.

Quali documenti sono necessari per i permessi legge 104 scuola?

Per usufruire dei permessi legge 104, il personale scolastico deve presentare in segreteria:

  • Una certificazione ASL che attesti la grave disabilità del familiare assistito.
  • Dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà che confermino l’assenza di ricovero a tempo pieno del familiare e che il lavoratore sia l’unico membro della famiglia ad assistere il disabile.
  • Autocertificazioni annuali sulla vita del familiare disabile e sulla non variazione del giudizio di gravità dell’handicap.
  • Una dichiarazione di responsabilità e consapevolezza sul corretto utilizzo dei permessi.

Cosa comporta l’abuso dei permessi legge 104 nella scuola?

L’abuso dei permessi legge 104 comporta severe conseguenze disciplinari, penali e patrimoniali per il personale che ne beneficia senza rispettare le condizioni previste. Un uso improprio dei permessi, attestato dalla firma su una dichiarazione sostitutiva di certificazione, può portare al licenziamento immediato e all’applicazione delle sanzioni previste dal codice penale.

Come verifica il dirigente scolastico i requisiti per i permessi 104?

Il dirigente scolastico verifica i requisiti per i permessi legge 104 assicurandosi che le richieste soddisfino tutte le condizioni previste dalla normativa. Questo include il controllo formale della documentazione presentata e, se necessario, la richiesta di integrazioni. Le verifiche sono effettuate secondo le modalità previste dalla legge, anche a campione, per garantire la correttezza delle concessioni.

In quali casi possono essere negati i permessi legge 104 scuola?

I permessi legge 104 possono essere negati o revocati dal dirigente scolastico nei casi in cui l’accertamento dei requisiti dimostri l’insussistenza delle condizioni per la legittima fruizione. Inoltre, se emergono responsabilità disciplinari o se la documentazione presentata non viene integrata tempestivamente, le agevolazioni possono essere revocate.

Quali benefici prevedono i permessi legge 104 per il personale scolastico?

I permessi legge 104 offrono al personale scolastico diversi benefici, tra cui:

  • La retribuzione piena per i giorni di permesso, senza decurtazioni.
  • La copertura previdenziale per i giorni fruiti.
  • La non incidenza dei giorni di permesso su ferie e tredicesima mensilità.
  • La possibilità per il personale ATA di fruire dei permessi anche a ore, fino a un massimo di 18 ore mensili.

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