Permessi 104 e buoni pasto: come funziona

Permessi 104 e buoni pasto: scopri se puoi beneficiare dei buoni pasto se usufruisci anche dei permessi lavorativi retribuiti.

Chi usufruisce dei permessi Legge 104 per assistere un familiare con disabilità ha diritto ai buoni pasto anche nei giorni di assenza dal lavoro? Questa è una domanda che molti lavoratori si pongono quando notano che i ticket restaurant concessi dall’azienda risultano ridotti rispetto a quelli dei colleghi. Cerchiamo di chiarire la questione esaminando cosa dice la normativa e la giurisprudenza in merito a permessi 104 e buoni pasto - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.

Permessi 104 e buoni pasto: spettano o no?

La normativa non prevede una regola esplicita sui buoni pasto nei giorni di permesso retribuito Legge 104. Tuttavia, considerando la loro finalità di sostituzione della mensa, si può dedurre che non spettino nei giorni in cui il dipendente non è presente in azienda. Durante i permessi della Legge 104, il lavoratore non presta servizio e può usufruire della propria cucina, rendendo non necessario il beneficio del buono pasto.

Di conseguenza, chi utilizza i tre giorni mensili di permesso retribuito previsti dalla Legge 104 non ha diritto ai relativi buoni pasto per quelle giornate.

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Il parere della Cassazione: un principio applicabile ai buoni pasto?

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 25840/2024, ha ribadito che durante le ferie il lavoratore ha diritto alla retribuzione ordinaria, facendo riferimento alla normativa europea che tutela il diritto al riposo senza penalizzazioni economiche. La domanda che sorge spontanea è: questo principio può essere esteso ai permessi Legge 104?

Secondo alcune interpretazioni, il principio stabilito dalla Cassazione potrebbe essere applicato anche ai permessi Legge 104, considerando che questi ultimi tutelano diritti fondamentali, come l’assistenza a un familiare disabile. Tuttavia, non esiste una disposizione chiara che lo sancisca in modo definitivo.

Giurisprudenza e trattamento retributivo dei permessi 104

La Cassazione, con la sentenza n. 4069/2018, ha confermato che i permessi Legge 104 devono essere retribuiti senza alcuna decurtazione rispetto alla normale retribuzione del lavoratore. Tuttavia, la questione dei buoni pasto resta più complessa: essi non vengono considerati parte della retribuzione ordinaria, ma un beneficio legato alla presenza fisica sul posto di lavoro.

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In sintesi:

  • la sentenza n. 25840/2024 stabilisce che la retribuzione durante le ferie non deve subire riduzioni;
  • questo principio potrebbe essere esteso ai permessi della Legge 104, ma non esiste un’applicazione diretta e univoca;
  • la giurisprudenza conferma che i permessi Legge 104 devono essere retribuiti senza penalizzazioni, ma i buoni pasto restano esclusi se il lavoratore non è in azienda.

Per determinare se i buoni pasto spettano nei giorni di permesso retribuito, è necessario anche verificare il loro trattamento in busta paga: se vengono considerati parte della retribuzione fissa, potrebbe esserci un margine per richiederli. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, essi restano legati alla presenza effettiva in azienda.

Permessi 104 e buoni pasto
Permessi 104 e buoni pasto: come funziona. Nella foto: colleghi di lavoro in pausa pranzo

Cosa sono i buoni pasto e a chi spettano?

I buoni pasto sono un beneficio concesso dal datore di lavoro per sopperire alla mancanza di una mensa aziendale. Possono essere cartacei o elettronici e consentono al lavoratore di acquistare pasti nei locali convenzionati. Questo strumento non costituisce una parte dello stipendio, ma rappresenta un’agevolazione per i dipendenti che, durante la giornata lavorativa, non possono tornare a casa per il pranzo.

Il diritto ai buoni pasto sussiste nelle giornate in cui il lavoratore è effettivamente in servizio. Per contro, i ticket non vengono riconosciuti nei giorni di assenza per malattia, ferie, sciopero o riposo settimanale. Anche chi è in trasferta può ricevere i buoni pasto, a meno che non gli sia già garantita un’indennità per le spese di vitto o un rimborso analitico.

Faq sui permessi Legge 104

Quando è possibile cumulare i permessi con la 104?

L’articolo 6 del decreto numero 119 del 2011, con il quale è stato aggiunto un periodo al comma 3 dell’articolo 33 della Legge 104, afferma che: “Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado o entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.”

Cumulo permessi 104: quando non è possibile?

La legge, allo stesso tempo, vieta il cumulo permessi 104 se anche solo uno dei due disabili sia un familiare o un affine di terzo grado. Neppure se il coniuge o il genitore del disabile non siano in condizione di prendersene cura.

Posso andare al mare se assisto un familiare disabile e ho i permessi 104?

Se stai assistendo un familiare disabile grave, ci sono delle regole da seguire quando usi i permessi 104. La legge vuole garantire che la persona disabile riceva l’assistenza di cui ha bisogno. Quindi, se vai al mare e non ti occupi del tuo familiare, potresti rischiare una denuncia o addirittura un licenziamento.

Qual è la differenza tra richiedere i permessi per intere giornate o ad ore?

Richiedere i permessi per intere giornate permette di ottenere un totale di 24 ore di permesso al mese, se si lavora 5 giorni alla settimana con un orario di 8 ore al giorno. Richiedere permessi ad ore, invece, consente di “spalmare” queste 24 ore per soddisfare esigenze specifiche. Un’opzione popolare è richiedere due ore di permesso al giorno. Anche se lavori 20 giorni al mese, avrai comunque 40 ore di permesso a disposizione, permettendoti di lavorare meno ore al mese e di sfruttare al meglio le agevolazioni previste dalla legge.

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