Periodi di invalidità e contributi figurativi: come fare

Vediamo quali sono le prestazioni di invalidità previdenziale che ti danno diritto a periodi di invalidità e contributi figurativi.
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26/11/2022

Cosa si intende per periodi di invalidità e contributi figurativi? Quali sono le prestazioni di invalidità che ti permettono il riconoscimento dei contributi anche se non stai lavorando?(entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

I contributi figurativi vengono accreditati dall’Inps senza alcun onere da parte del lavoratore, per periodi in cui si è costretti a interrompere l’attività lavorativa per diversi motivi (gravidanza, malattia, disoccupazione ecc.).

Questi contributi sono utili sia per raggiungere il diritto alla pensione e sia per aumentare l’importo della pensione, in alcuni casi specifici.

Anche alcune prestazioni di invalidità previdenziale prevedono la possibilità di ottenere periodi di invalidità e contributi figurativi. In questo approfondimento vediamo quali sono queste prestazioni e cosa ti permettono di ottenere.

Indice

Periodi di invalidità e contributi figurativi: prestazioni che lo permettono

Anche alcune prestazioni di invalidità previdenziale danno la possibilità di beneficiare di periodi di invalidità e contributi figurativi, come l’assegno ordinario di invalidità e la pensione di inabilità.

La contribuzione figurativa accreditata dall’Inps, permette il raggiungimento dei contributi utili minimi per la pensione ordinaria di vecchiaia (20 anni).

Ci sono tuttavia delle differenze tra queste due prestazioni, che andremo ad approfondire nei paragrafi successivi.

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Periodi di invalidità e contributi figurativi: l’assegno ordinario di invalidità

Vediamo innanzitutto come ottenere periodi di invalidità e contributi figurativi se percepisci assegno ordinario di invalidità.

Come probabilmente già saprai, per il riconoscimento dell’assegno ordinario di invalidità (AOI) è necessario che il lavoratore abbia almeno 5 anni di assicurazione e di contribuzione, di cui almeno 3 nel quinquennio antecedente alla domanda.

L’AOI può essere richiesto solo dai lavoratori dipendenti, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, e non dai lavoratori autonomi.

L’articolo 1, comma 6 della legge 224/1984, considera utili per la contribuzione figurativa i periodi di godimento nei quali non sia stata svolta attività lavorativa, ovvero gli stessi che confermano il successivo riconoscimento dell’assegno (l’AOI va riconfermato ogni 3 anni, e solo alla terza riconferma, diventa definitivo).

Quindi, i periodi di godimento dell’assegno ordinario di invalidità sono da ritenersi utili anche ai fini del raggiungimento del requisito per il diritto alla pensione di vecchiaia ma, attenzione: non sono utili per la determinazione dell’importo della pensione di vecchiaia.

Per fare un esempio: mettiamo il caso che tu stia percependo assegno ordinario di invalidità e che hai 17 anni di contributi. Come abbiamo detto, la pensione di vecchiaia di ottiene con 20 anni di contributi.

I 3 anni in cui godi dell’assegno ordinario di invalidità, ti vengono accreditati dall’Inps i contributi figurativi: 17 + 3 = 20 anni, quindi raggiungi i contributi utili per la pensione di vecchiaia.

Da assegno ordinario a pensione di vecchiaia: vediamo come viene calcolato l’importo dopo i 67 anni.

Precisiamo nuovamente che, comunque, i 3 anni di contribuzione figurativa non comportano alcun vantaggio sull’importo dell’assegno, che resterà calcolato sempre sui 17 anni di contributi.

Inoltre, ti informiamo che l’attribuzione dei contributi figurativi da parte dell’Inps sull’AOI, vale solo in sede di pensionamento di vecchiaia e non per il conseguimento della pensione anticipata.

Vediamo adesso cosa è previsto in caso di periodi di invalidità e contributi figurativi con la pensione di inabilità.

In questo approfondimento ti mostriamo come calcolare l’importo dell’assegno ordinario di invalidità.

Periodi di invalidità e contributi figurativi
Periodi di invalidità e contributi figurativi: come fare?

Periodi di invalidità e contributi figurativi con la pensione di inabilità

Periodi di invalidità e contributi figurativi possono essere riconosciuti anche ai titolari di pensione di inabilità.

Tuttavia, in questo caso, c’è solo una circostanza in cui è permesso. L’articolo 4, comma 4, della legge 222/1984, dispone che, nel caso in cui vi sia un recupero delle capacità lavorative e viene meno il diritto alla pensione di inabilità, il titolare della prestazione avrà diritto all’accredito della contribuzione figurativa per tutto il periodo durante il quale ha fruito della prestazione.

Quindi: mettiamo che tu abbia svolto attività lavorativa ma poi, per un problema di salute o per un incidente, abbia avuto diritto alla pensione di invalidità.

Smetti di lavorare ma, dopo due anni, sei sottoposto a visita di revisione da parte dell’Asl, che ritiene ci sia stata una guarigione o comunque un miglioramento tale da non aver diritto più alla prestazione economica.

Sarai quindi riconosciuto nuovamente capace di lavorare. L’Inps ti revocherà la prestazione ma ti riconoscerà i contributi figurativi per i due anni in cui hai goduto della prestazione.

In questo caso, la contribuzione figurativa è riconosciuta sia per il diritto che per la misura della pensione, come specifica anche la circolare Inps 262/1984.

E gli invalidi civili hanno diritto alla contribuzione figurativa? Rispondiamo nel prossimo paragrafo.

Assegno ordinario e pensione di inabilità: ti mostriamo le caratteristiche delle due prestazioni e i requisiti per ottenerle.

Periodi di invalidità e contributi figurativi per invalidi civili?

Le prestazioni d’invalidità civile, ovvero quelle di natura assistenziale, non godono dei periodi di invalidità e contributi figurativi.

Tuttavia, un ulteriore beneficio è riconosciuto dall’articolo 80, comma 3, della legge 388/2000 per i lavoratori dipendenti invalidi.

La legge consente ai lavoratori sordomuti, agli invalidi civili per qualsiasi causa a cui sia stata riconosciuta un’invalidità superiore al 74%, agli invalidi di guerra, civili di guerra e per causa di servizio nel rapporto di pubblico impiego o enti locali, di richiedere per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa.

Il beneficio è riconosciuto fino al limite massimo di cinque anni di contribuzione figurativa e risulta utile sia ai fini del diritto alla pensione che alla determinazione del suo importo, ma in quest’ultimo caso solo per le anzianità soggette al calcolo contributivo.

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