Pensione di invalidità senza contributi: come funziona

Quando viene concessa la pensione di invalidità senza contributi e quando invece è necessario possedere il requisito contributivo oltre a quello sanitario: ne parliamo in questo approfondimento.
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07/04/2023

Per ottenere la pensione di invalidità devo aver lavorato e versato contributi? È possibile richiedere la pensione di invalidità senza contributi? E se invece mi viene riconosciuta l’invalidità ma ho un lavoro, come funziona? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

L’INPS eroga due tipologie di trattamenti a chi viene riconosciuta un’invalidità: i trattamenti assistenziali e quelli previdenziali.

I primi sono concessi a coloro che versano in uno stato di bisogno economico e i secondi alle persone invalide che lavorano o hanno lavorato e quindi hanno versato dei contributi assicurativi e contributivi.

Partendo da questo presupposto, vediamo se è possibile presentare domanda per la pensione di invalidità senza contributi e vediamo anche come funzionano i trattamenti previdenziali.

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Indice

Posso fare domanda per la pensione invalidità senza contributi?

Sì, puoi fare domanda per la pensione di invalidità senza contributi. Questo trattamento assistenziale, infatti, è riservato a chi viene riconosciuta un’invalidità superiore al 74% e si trova in stato di bisogno economico (Legge 118/71).

Proprio per questo, però, non bisogna superare determinati limiti di reddito, che vedremo tra poco.

Parliamo però prima del requisito sanitario, che è il primo che può dare accesso a benefici di tipo sanitario, fiscale o economico da parte dell’INPS.

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Pensione di invalidità senza contributi. Il requisito sanitario e l’accertamento dell’invalidità

Abbiamo visto che è possibile presentare domanda per la pensione di invalidità senza contributi. Non è quindi necessario che tu abbia lavorato e che abbia versato all’INPS contributi assicurativi e contributivi, perché ottieni il diritto alla pensione successivamente al riconoscimento dell’invalidità.

Tuttavia, la pensione di invalidità senza contributi viene concessa solo se ti viene riconosciuta un’invalidità superiore al 74%. L’INPS, infatti, prevede la possibilità di ottenere dei trattamenti economici solo con una percentuale superiore al 74%.

Dal 75% al 99% si parla di invalidità parziale, che dà accesso all’assegno mensile di assistenza. Con il 100% di invalidità (invalidità totale) viene erogata la pensione di invalidità.

Con il 100%, se viene riconosciuta anche l’impossibilità a deambulare da soli o a compiere gli atti della vita quotidiana senza assistenza, si può ottenere anche l’accompagnamento.

L’indennità di accompagnamento, a differenza della pensione di invalidità, è erogata senza limiti reddituali.

Quindi, il primo passo da compiere per richiedere la pensione di invalidità è quello di presentare domanda di invalidità civile all’INPS e sostenere la visita di accertamento sanitario presso una Commissione medica dell’ASL.

A conclusione della visita, la Commissione ASL rilascerà un verbale con l’indicazione della percentuale di invalidità riconosciuta.

Se è superiore al 74% puoi presentare domanda per la pensione di invalidità, sempre però che tu possegga anche i requisiti reddituali e amministrativi: vediamo di cosa si tratta.

Intanto leggi come fare domanda per invalidità civile e come prepararsi alla vista della Commissione ASL.

Pensione di invalidità senza contributi: ci sono limiti di reddito per ottenere la pensione di invalidità?

Quindi, abbiamo detto che per ottenere la pensione di invalidità senza contributi non basta il requisito sanitario (invalidità superiore al 74%), ma è necessario possedere determinati limiti di reddito.

Per quanto riguarda la pensione di invalidità, il limite di reddito da non superare per il 2023 è di 5.391,88 euro per gli invalidi civili parziali (dal 75% al 99%) e di 17.920,00 euro per gli invalidi civili totali (100%).

Agli invalidi civili parziali spetta l’assegno mensile di assistenza, mentre agli invalidi civili totali la pensione di invalidità. In ogni caso, l’importo mensile dell’assegno è pari a 313,91 euro.

Vediamo adesso quali sono gli altri requisiti amministrativi che bisogna possedere.

Pensione di invalidità e redditi considerati: quali si calcolano e quali si escludono dal conteggio del reddito per la pensione di invalidità? Scopriamolo insieme.

Pensione di invalidità senza contributi: quali altri requisiti per richiedere la pensione di invalidità?

Oltre ai requisiti sanitario e reddituale, per richiedere la pensione di invalidità senza contributi è necessario possedere anche dei requisiti amministrativi, ovvero:

  • età compresa tra i 18 e i 67 anni;
  • cittadinanza italiana, di uno Stato membro dell’Unione Europea o di uno Stato parte dell’accordo sul SEE (Spazio Economico Europeo);
  • residenza in Italia.

Se hai tutti questi requisiti, puoi fare domanda per la pensione di invalidità senza contributi.

Ottenere una percentuale di invalidità superiore al 75 per cento è importante perché si ha accesso anche a prestazioni economiche. In questo approfondimento vediamo come ottenere l’invalidità civile al 75 per cento, cerchiamo di capire perché non è così facile e cosa puoi fare nel caso in cui ti viene negata.

Pensione di invalidità senza contributi: e se invece ho versato i contributi?

In apertura ti abbiamo anticipato che, oltre ai trattamenti assistenziali, che non prevedono il possesso di requisiti contributivi, l’INPS eroga anche trattamenti previdenziali.

In questo caso, oltre al riconoscimento dell’invalidità, è necessario che siano stati versati contributi assistenziali e previdenziali all’INPS.

Quindi, se hai lavorato o se stai lavorando e hai una posizione contributiva INPS, puoi fare domanda per l’Assegno ordinario di invalidità. Vediamo nello specifico di cosa si tratta.

In questo articolo ti spieghiamo quando scegliere l’assegno ordinario di invalidità e quando invece non conviene.

Scopriamo insieme anche quanto spetta di pensione a chi percepisce regolarmente uno stipendio di 1800 euro al mese?

Pensione di invalidità senza contributi: cos’è l’Assegno ordinario di invalidità?

Oltre alla pensione di invalidità senza contributi, l’INPS eroga anche l’Assegno ordinario di invalidità, per ottenere il quale il requisito contributivo è importante, al pari di quello sanitario.

L’assegno ordinario di invalidità è una prestazione erogata dall’INPS ai lavoratori la cui capacità lavorativa risulti ridotta a meno di un terzo a causa di un’accertata infermità di natura fisica o mentale.

Ha durata triennale: al termine dei 3 anni, è possibile chiedere il rinnovo dell’Assegno ordinario di invalidità, formulando una nuova domanda entro la data di scadenza.

Dopo tre riconoscimenti consecutivi, l’assegno diventa definitivo, fermo restando la facoltà dell’INPS di sottorlo a revisione: in qualsiasi momento, quindi, l’Istituto può disporre dei controlli medico-legali per verificare che continuino a sussistere le condizioni vincolanti all’erogazione della prestazione economica. 

Al compimento dell’età pensionabile, e in presenza di tutti i requisiti, l’assegno ordinario di invalidità è trasformato d’ufficio dall’INPS in pensione di vecchiaia.

Visita per l’Assegno ordinario di invalidità: come richiedere la visita di controllo per il rinnovo della prestazione e chi può farlo?

Pensione di invalidità senza contributi
Pensione di invalidità senza contributi: come funziona

Pensione di invalidità senza contributi: a chi spetta l’AOI con versamento di contributi e quali requisiti bisogna possedere

L’Assegno ordinario di invalidità può essere richiesto dai lavoratori:

  • dipendenti;
  • autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri);
  • iscritti ad alcuni fondi pensione sostitutivi ed integrativi dell’assicurazione generale obbligatoria;
  • iscritti alla Gestione separata.

I requisiti sanitari richiesti per poter presentare la domanda di assegno ordinario di invalidità sono i seguenti:

  • capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo, accertata da una Commissione Medico-Legale dell’INPS.

I requisiti amministrativi richiesti, sono, invece:

  • almeno 260 contributi settimanali (5 anni) di cui 156 (3 anni) maturati nei cinque anni che precedono la presentazione della domanda. Per perfezionare il requisito contributivo minimo, può essere utilizzata tutta la contribuzione, anche quella estera maturata in paesi convenzionati con l’Italia.

Come vedi, per l’AOI è importante il requisito contributivo oltre a quello sanitario. Inoltre, non c’è un limite di reddito per richiederlo, ma superato un determinato limite reddituale (l’AOI è cumulabile con altri redditi), l’importo dell’assegno si riduce.

Per sapere tutto sull’Assegno ordinario di invalidità ti invitiamo a leggere la nostra guida dedicata.

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