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Pensione di invalidità e borsa di studio: incide sul reddito

Scopri se, in caso di pensione di invalidità e borsa di studio, quest'ultima incide sul limite di reddito per l'erogazione del beneficio.

Pensione di invalidità e borsa di studio: questo beneficio può influire sul reddito, per il diritto all’erogazione della pensione? Vediamolo insieme - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.

La pensione d’invalidità civile è un beneficio concesso a coloro che presentano un grado di invalidità superiore al 74% e si trovano in una situazione di difficoltà economica. La condizione di bisogno economico viene valutata solo in base ai redditi personali del disabile, senza considerare quelli del suo nucleo familiare.

Nello specifico, per poter beneficiare della pensione d’invalidità civile, è necessario non superare un reddito massimo di 17.920 Euro (per l’anno 2023).

A riguardo della pensione di invalidità e borsa di studio vediamo, quindi, se quest’ultima può influire sul limite di reddito per l’erogazione della pensione.

Pensione di invalidità e borsa di studio: incide sul reddito?

Non tutti i tipi di reddito sono presi in considerazione per determinare l’importo dell’assegno della pensione d’invalidità civile.

In particolare, vengono considerati i redditi di varia natura, calcolati per fini fiscali, al lordo delle deduzioni e delle ritenute fiscali. Ecco alcuni esempi di redditi che contribuiscono a formare il limite di reddito:

  • Stipendi e pensioni, inclusi i redditi da lavoro e da pensione forniti da organizzazioni internazionali.
  • Redditi da terreni e immobili, a eccezione dell’abitazione principale.
  • Redditi da attività imprenditoriale e lavoro autonomo.
  • Arretrati soggetti a tassazione separata (redditi relativi ad anni precedenti a quelli in cui sono stati pagati).
  • Redditi soggetti a ritenuta alla fonte o ad imposta sostitutiva (come gli interessi sul conto corrente).
  • Trattamento di fine rapporto (TFR) e trattamenti assimilati (TFS, IPS, ecc.).
  • Redditi generati all’estero che, se generati in Italia, sarebbero soggetti all’imposizione fiscale normale.
  • Indennità per persone affette da tubercolosi.
  • Assegno di mantenimento pagato all’ex coniuge separato o divorziato.

Al contrario, i seguenti redditi sono esclusi dal calcolo e sono pienamente compatibili con la pensione d’invalidità civile:

  • Pensioni, assegni e indennità pagati o da pagare agli invalidi civili (poiché sono redditi esenti dall’imposta sul reddito delle persone fisiche – IRPEF; tuttavia, va notato che l’invalidità civile è totalmente incompatibile con qualsiasi pensione diretta per l’invalidità).
  • Rendite INAIL a natura risarcitoria.
  • Assegni per l’assistenza personale continua.
  • Rendita INAIL per i superstiti in caso di morte del lavoratore.
  • Assegno funerario.
  • Rendite di passaggio per silicosi e asbestosi.
  • Pensioni di guerra di qualsiasi tipo e denominazione e relative indennità accessorie.
  • Assegni collegati alle pensioni privilegiate ordinarie.
  • Pensioni collegate alle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia e sovrappagamenti concessi ai decorati al valore militare.
  • Sussidi e prestazioni assistenziali erogati dallo Stato e da altre entità pubbliche.
  • Rendite erogate in Italia dall’assicurazione svizzera vecchiaia e superstiti (AVS).

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Per quanto riguarda le borse di studio e gli assegni di ricerca, in generale rientrano nel reddito assimilabile a quello da lavoro dipendente, quindi sono soggetti alle aliquote IRPEF ordinarie. Tuttavia, alcune tipologie di borse di studio sono considerate esenti da imposizione fiscale e non devono essere tassate né dichiarate.

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In caso di pensione di invalidità e borsa di studio, le seguenti borse di studio sono esenti:

  • Borse erogate dalle università e dagli istituti di istruzione universitaria per corsi di perfezionamento, scuole di specializzazione, dottorati di ricerca, attività di ricerca post-dottorato e corsi di perfezionamento all’estero.
  • Borse erogate per la frequenza delle scuole di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia.
  • Borse erogate alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, agli orfani e ai figli di queste ultime.
  • Borse erogate nel contesto del programma Socrates, entro il limite di 7.746,85 euro; se l’importo supera questa soglia, la borsa è tassata integralmente.
  • Borse erogate per la mobilità internazionale agli studenti universitari e delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam) nell’ambito del programma Erasmus Plus.
  • Somme erogate dai datori di lavoro ai dipendenti o a categorie di dipendenti per borse di studio a favore dei loro familiari, anche se fiscalmente non a loro carico.

In caso, quindi di pensione di invalidità e borsa di studio o un assegno di ricerca che rientra in una delle categorie sopra menzionate, tali importi non influiscono sul raggiungimento del limite massimo di reddito per avere diritto alla prestazione.

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Pensione di invalidità e borsa di studio: quanto posso guadagnare per non perdere la pensione di invalidità?

Secondo la Circolare n. 135 del 22 dicembre 2022 dell’INPS, sono stati comunicati gli importi per il 2023 delle pensioni e delle prestazioni destinate agli invalidi civili. Questi importi sono stati rivalutati in base ai parametri relativi al costo della vita. Inoltre, sono stati aggiornati anche i limiti di reddito da rispettare, i quali sono aumentati del 5,1%.

A titolo di esempio, la pensione di invalidità civile per il 2023 ammonta a 313,91 Euro al mese (rispetto ai 292,55 Euro del 2022), e il limite di reddito da non superare è di 17.920 Euro (da non superare anche in caso di pensione di invalidità e borsa di studio).

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Pensione di invalidità e borsa di studio
Pensione di invalidità e borsa di studio: in foto un cappello di laurea sopra una pila di monete.

Pensione di invalidità e borsa di studio: chi ha la 104 può andare all’università?

Gli studenti con un grado di invalidità del 66% o superiore hanno diritto all’esenzione totale dal pagamento delle tasse universitarie, indipendentemente da requisiti economici o di merito. Questo diritto si applica anche a coloro che non sono beneficiari della Legge 104, ma che presentano un’invalidità del 66% o superiore.

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Tuttavia, di solito è richiesto il pagamento di un contributo a titolo di imposta di bollo, tassa di iscrizione e/o tassa regionale, a seconda dell’Università. Ad esempio, alcune università come l’Università degli Studi di Milano, l’Università Sapienza di Roma e l’Università degli Studi di Firenze richiedono solo il pagamento dell’imposta di bollo pari a 16 euro all’anno.

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Le singole università possono anche concedere l’esenzione totale a coloro che, indipendentemente dal grado di invalidità, sono riconosciuti come persone con disabilità ai sensi della Legge 104/1992, sia nell’articolo 3 comma 1 (situazione di handicap) che nell’articolo 3 comma 3 (gravità dell’handicap).

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