Pensione di invalidità con partita IVA: vediamo nel dettaglio quando è possibile avere un’attività in proprio nel mentre che si riceve la pensione di invalidità - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Quando è possibile avere la pensione di invalidità con partita IVA?
La possibilità di cumulare una pensione o un assegno di invalidità con i redditi derivanti da lavoro autonomo dipende dall’ammontare di tali redditi.
Le persone con invalidità civile hanno la possibilità di avviare un’attività lavorativa come lavoratori autonomi aprendo una Partita IVA, senza alcuna restrizione basata sulla percentuale di invalidità. Tuttavia, devono seguire le linee guida dell’INPS e rispettare i limiti di reddito stabiliti ogni anno tramite un’apposita circolare pubblicata dall’ente, in modo simile ai lavoratori dipendenti.
Ecco una tabella riepilogativa delle limitazioni reddituali previste per il 2023:
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| Prestazione | Limite di reddito annuo |
| Pensione ciechi civili assoluti | 17.920,00 euro |
| Pensione ciechi civili assoluti ricoverati | 17.920,00 euro |
| Pensione ciechi civili parziali | 17.920,00 euro |
| Accompagnamento ciechi civili assoluti | Nessun limite |
| Indennità speciale ciechi ventesimisti | Nessun limite |
| Assegno a vita ipovedenti gravi (decimisti) | 8.197,39 euro |
| Pensione invalidi civili totali | 17.920,00 euro |
| Assegno mensile invalidi civili parziali | 5.391,88 euro |
| Accompagnamento invalidi civili totali | Nessun limite |
| Indennità di frequenza minori | 5.391,88 euro |
| Indennità comunicazione sordi | Nessun limite |
| Lavoratori con drepanocitosi o talassemia major | Nessun limite |
Per dare un esempio, nel corso del 2023, è importante osservare i seguenti limiti di reddito: non è possibile superare i 5.391,88 euro mensili per quanto riguarda l’assegno di assistenza per invalidità civile, né superare i 17.920,00 euro per la pensione di inabilità, e i 5.391,88 euro per l’assegno sociale.
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Cosa prevede la normativa per le pensioni?
La possibilità di lavorare in modo autonomo mentre si percepisce una pensione non può essere risposta con certezza, poiché dipende dal tipo di pensione ricevuta. Tuttavia, in generale, è possibile lavorare in modo autonomo mentre si percepisce una pensione.
La legge sulla pensione e il lavoro autonomo è stata modificata con il Decreto Legge n.112 del 2008, che ha abolito il divieto di cumulo dei redditi per alcune tipologie di pensioni e ha imposto limitazioni parziali per altre.
Con l’entrata in vigore di tale decreto, non ci sono restrizioni al cumulo dei redditi per la pensione di vecchiaia, la pensione di anzianità o la pensione anticipata. Tuttavia, le pensioni e gli assegni di invalidità possono essere soggetti a limitazioni reddituali.
Per coloro che avevano maturato i requisiti di contribuzione entro il 31 dicembre 1995, non vi sono ulteriori condizioni.
Tuttavia, per coloro che sono entrati nel mondo del lavoro dopo il 31 dicembre 1995 e percepiscono una pensione di vecchiaia, di anzianità o anticipata, è possibile cumulare completamente i redditi da lavoro autonomo solo se soddisfano una delle seguenti condizioni:
- Hanno compiuto almeno 60 anni (nel caso delle donne) o 65 anni (nel caso degli uomini).
- Hanno accumulato un’anzianità contributiva di almeno 40 anni.
Quando non è possibile avere la pensione di invalidità con partita IVA?
Per coloro il cui trattamento pensionistico non rientra nei casi descritti in precedenza, esiste un limite parziale alla possibilità di cumulare i redditi da lavoro autonomo con la pensione.
Tuttavia, è bene ricordare che, per i soggetti che percepiscono la pensione di inabilità e sono impossibilitati a svolgere un lavoro dipendente o autonomo, non è consentita alcuna forma di cumulabilità.
Quali sono gli obblighi per la pensione di invalidità con partita IVA?
Per i pensionati esentati dal divieto di cumulo, non ci sono restrizioni od obblighi in termini di dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo.
D’altra parte, i pensionati per i quali è previsto un divieto parziale di cumulo devono segnalare i redditi derivanti dall’attività di lavoro autonomo.
I redditi da lavoro autonomo devono essere dichiarati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute fiscali. Questa comunicazione deve essere effettuata utilizzando i servizi online dell’INPS entro il termine stabilito per la presentazione della dichiarazione dei redditi.
Chi percepisce una pensione e non comunica i redditi derivanti dal lavoro autonomo all’INPS, quando è tenuto a farlo, è soggetto a una sanzione pari all’importo annuale della pensione ricevuta. L’importo verrà detratto direttamente dall’INPS dalle successive rate di pensione erogate.

FAQ su pensione di invalidità con partita IVA
Chi percepisce la pensione di invalidità al 100% può lavorare?
Per essere idonei a ricevere l’assegno di invalidità, è necessario avere una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 74% e il 100%. Tuttavia, l’assegno è concesso solo se il reddito personale rimane al di sotto di un limite specifico. Quindi, è possibile svolgere un’attività lavorativa mentre si percepisce questa indennità, ma i guadagni derivanti da tale attività non devono superare un certo importo stabilito.
Quali sono le patologie per avere la pensione di invalidità?
Per ottenere il riconoscimento come invalido civile, è necessario soddisfare un requisito minimo, che consiste nell’avere condizioni mediche o disabilità permanenti e croniche, sia di natura fisica che psicologica o intellettuale, che limitano la capacità lavorativa della persona in modo significativo, pari o superiore al 33%.
Cosa succede a 67 anni con la pensione di invalidità?
Una volta che il beneficiario della prestazione raggiunge l’età di 67 anni, l’assegno mensile di assistenza, la pensione di invalidità per gli individui con invalidità civile e la pensione non reversibile per i sordi vengono rimpiazzati dall’assegno sociale.
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