Pensione anticipata invalidi, tutte le agevolazioni

Pensione anticipata per persone invalide: quali sono le misure che lo consentono e le agevolazioni previste dalla normativa previdenziale? Ne parliamo in questo articolo.
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14/05/2024

In questo approfondimento vi parleremo di pensione anticipata per persone invalide: ecco le misure che lo consentono e tutte le agevolazioni previste (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione anticipata per persone invalide: le misure che lo consentono

I lavoratori e le lavoratrici affetti/e da patologie o menomazioni, che hanno provocato una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%, hanno diritto al pensionamento anticipato.

Una volta riconosciuta l’invalidità (tramite visita di controllo effettuata dall’apposita commissione medica dell’Asl competente), se in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa previdenziale italiana, è possibile anticipare di qualche anno l’accesso alla pensione.

Le misure che lo consentono sono:

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  • l’Ape Sociale;
  • Opzione Donna;
  • Quota 41 per lavoratori precoci;
  • la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità;
  • l’Assegno ordinario di invalidità;
  • la pensione di inabilità lavorativa.

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Pensione anticipata invalidi con l’Ape Sociale: come fare?

L’Ape Sociale è l’anticipo pensionistico che l’INPS eroga, mensilmente e fino al compimento dell’età pensionabile, al lavoratore o alla lavoratrice con invalidità che, in possesso di almeno 30 anni di contributi versati, al compimento del 63° anno e 5° mese di età, sceglie di anticipare l’accesso alla pensione.

La misura è accessibile pure ai/alle disoccupati/e, ai/alle caregiver (che da almeno 6 mesi assistono il coniuge o il familiare con disabilità grave), ai lavoratori e alle lavoratrici edili (32 anni di contributi) e a chi svolge una mansione gravosa (occorrono 36 anni di contributi).

L’importo dell’Ape Sociale è pari al valore dell’assegno pensionistico maturato al momento della presentazione della domanda, ma in ogni caso non può essere superiore a 1.500 euro lordi al mese.

Ricordiamo che, nel caso degli invalidi civili, la riduzione della capacità lavorativa per l’accesso all’Ape Sociale deve essere definitiva e, quindi, non più oggetto di revisioni periodiche.

Pensione anticipata invalidi con Opzione Donna: come fare?

Dal 1° gennaio 2023 anche Opzione Donna è una misura previdenziale anticipata rivolta alle invalide civili, con una percentuale pari o superiore al 74%. Ne possono usufruire pure le lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende in crisi e le caregiver.

Dal 1° gennaio 2024, l’età minima per l’accesso a Opzione Donna è fissata a 61 anni, ma grazie al “criterio figli” confermato per l’anno in corso, è possibile una riduzione dell’età anagrafica di un anno (60 anni, se la lavoratrice ha avuto almeno un figlio) o di due anni (59 anni, se la lavoratrice ha avuto due o più figli).

E’ stato confermato il requisito contributivo minimo fissato a 35 anni. Ricordiamo che per il calcolo dell’assegno si usa il metodo contributivo, anche per i contributi versati precedentemente al 1° gennaio 1996.

Pensione anticipata invalidi con Quota 41 precoci: come fare?

Un’altra misura accessibile ai lavoratori e alle lavoratrici invalidi/e è Quota 41 per lavoratori precoci.

E’ possibile richiederla, a prescindere dall’età anagrafica, se in possesso di almeno 41 anni di contributi, di cui uno versato prima del compimento del 19° anno di età.

Al lavoratore e alla lavoratrice con invalidità è richiesta la riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%.

Pensione anticipata invalidi con l’80% di invalidità: quando è possibile?

Con una percentuale di invalidità pensionabile pari o superiore all’80%, i dipendenti privati possono anticipare la pensione anche di 11 anni rispetto all’età pensionabile.

Lo consente la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità, per la quale sono necessari almeno 20 anni di contributi.

Le donne possono accedervi a 56 anni di età, gli uomini a 61 anni di età, ma per il primo pagamento è necessario rispettare una finestra mobile di 12 mesi.

Ricordiamo che, questa misura, non è accessibile ai dipendenti pubblici e ai lavoratori autonomi e che, per poter essere erogata, è necessario ottenere la certificazione dell’invalidità pensionabile. Il solo riconoscimento dell’invalidità civile non basta.

Pensione anticipata invalidi con Assegno ordinario e pensione di inabilità: come fare?

Oltre alle quattro misure sopra elencate, i lavoratori e le lavoratrici con invalidità civile possono accedere ad altre due forme di pensionamento anticipato: l’Assegno ordinario di invalidità e la pensione di inabilità lavorativa.

Per entrambe occorrono solo 5 anni di contributi di cui 3 anni maturati nel quinquennio precedente alla domanda per la pensione.

Cambia la percentuale di invalidità richiesta: per l’AOI occorre una riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo (il 67% di invalidità), mentre per la pensione di inabilità è obbligatorio il riconoscimento di un’invalidità totale e permanente (100%).

Mentre l’Assegno ordinario di invalidità ha una durata triennale e può essere rinnovato per tre volte consecutive (al terzo rinnovo spetta in automatico), la pensione di inabilità non ha scadenze.

Pensione anticipata invalidi: cosӏ la maggiorazione contributiva?

Alle varie misure di pensionamento anticipato si aggiunge una maggiorazione contributiva, rivolta ai lavoratori con una percentuale di invalidità accertata pari o superiore al 74% (nonché ai sordomuti e agli invalidi per causa di servizio nelle Pubbliche Amministrazioni iscritta in una delle prime quattro categorie tabellate).

Si tratta di due mesi di contribuzione previdenziale figurativa per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, fino a un massimo di 5 anni, da richiedere al momento della presentazione della domanda di pensione.

Pensione anticipata invalidi: cosa è previsto per i dipendenti pubblici?

Per i soli lavoratori del settore pubblico sono previste tre diverse forme di pensionamento per inabilità e nello specifico:

  • la pensione di inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa: per i dipendenti a cui è stata riscontrata l’incapacità di svolgere qualsiasi lavoro (sono richiesti 5 anni di contributi di cui almeno 3 versati nel quinquennio che precede la domanda);
  • la pensione per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro: ai lavoratori a cui, a causa delle infermità fisiche e psichiche, è stata certificata incapacità a svolgere qualsiasi lavoro remunerativo con continuità (sono richiesti almeno 14 anni 11 mesi e 16 giorni di servizio svolto);
  • la pensione di inabilità assoluta e permanente alle mansioni svolte: ai dipendenti pubblici in possesso di una disabilità permanente che non consente di svolgere la propria mansione. L’amministrazione può collocare il dipendente a un’altra mansione con stesso livello retributivo. Se non dovesse essere trovata un’altra posizione, il lavoratore viene collocato a riposo e dispensato dal servizio (sono richiesti 19 anni, 11 mesi e 16 giorni di servizio svolto per i dipendenti di enti locali e 14 anni, 11 mesi e 16 giorni di contribuzione per i dipendenti delle amministrazioni statali).
Pensione anticipata per persone invalide
Pensione anticipata per persone invalide: in foto quattro mani in cerchio e in mezzo il simbolo della disabilità.

Faq sul pensionamento anticipato per invalidità

Quali sono le principali difficoltà per chi ha una malattia cronica in Italia?

Le principali difficoltà per chi ha una malattia cronica in Italia includono la navigazione in un sistema sanitario complesso, caratterizzato da percorsi burocratici intricati. I pazienti spesso si trovano a dover peregrinare tra  medici e ospedali per ottenere una diagnosi, seguiti da un percorso di cura frammentato dove devono rincorrere vari specialisti.

Le lunghe attese per esami e visite di controllo, sia a carico del Servizio Sanitario Nazionale che private, costituiscono un’altra sfida significativa. Inoltre, vi è la difficoltà nel riconoscimento dell’invalidità civile, nella gestione delle cure domiciliari e nell’accesso a supporti come la Legge 104.

Chi va in pensione con l’Ape Sociale nel 2024 può continuare a lavorare?

La Circolare n. 35/2024, che interpreta la legge n. 213/2023 (legge di bilancio 2024), impone, a chi fa domanda nell’anno corrente, l’incompatibilità tra l’Ape sociale con redditi da lavoro dipendente o autonomo: l’unica eccezione riguarda il lavoro autonomo occasionale, ma entro il limite di 5.000 euro annui.

Entro quando va presentata domanda per l’Ape Sociale nel 2024?

Anche con il cambiamento dell’età richiesta, rimane valido il principio per cui la certificazione del diritto all’Ape Sociale, ottenuta entro il 2023, consente di inoltrare la domanda di accesso anche oltre il termine del 31 dicembre 2024. Questa disposizione garantisce una certa flessibilità per i lavoratori che, nonostante le nuove normative, hanno ottenuto l’approvazione prima dell’entrata in vigore dei nuovi requisiti.

Quando inviare domanda per Quota 41 precoci?

La domanda per la pensione per persone invalide con 41 anni di contributi va effettuata entro il 1° marzo dell’anno in corso. Entro questa data bisogna produrre la documentazione che attesti la sussistenza delle condizioni sopra indicate.

La domanda può anche essere presentata dal 2 marzo al 30 novembre (istanza tardiva). Una volta maturati i requisiti richiesti, va presentata la seconda domanda per accedere alla pensione per persone invalide con 41 anni di contributi.

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