Invalidità con omologa, quanti arretrati mi spettano

Scopri a quanti arretrati per l’invalidità civile con l’omologa hai diritto e a cosa si riferisce questa definizione.
 - 
08/01/2023

È possibile fare ricorso contro il giudizio della Commissione Medica dell’ASL? Cosa puoi fare se non ti è stata riconosciuta l’invalidità? A quanti arretrati per l’invalidità civile con l’omologa hai diritto? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Capita che la Commissione Medica dell’ASL non riconosca l’invalidità civile o attribuisca una percentuale minore a quella che in realtà può essere riconosciuta.

In questo caso, hai la possibilità di presentare ricorso e, se il giudice omologa l’accertamento del requisito sanitario fatto da un perito tecnico, hai diritto alle prestazioni connesse al grado di invalidità riconosciuto e agli arretrati.

Vediamo quindi quanti arretrati per l’invalidità civile con l’omologa e come fare ricorso contro il verbale di invalidità civile.

Acquista la nostra Guida più dettagliata sull’Invalidità Civile con oltre 150 pagine e le risposte a tutte le domande. Leggi gratis l’indice e il primo capitolo.

Indice

Quanti arretrati per l’invalidità civile con l’omologa?

Vediamo subito quanti arretrati per l’invalidità civile con l’omologa.

In caso di ricorso contro il verbale di invalidità civile, se il giudice omologa l’accertamento del requisito sanitario effettuato da un perito tecnico e non vi sono contestazioni da entrambe le parti, hai diritto a tutti gli arretrati della prestazione economica che ti spetta a partire dal momento in cui ne hai fatto domanda ed entro 120 giorni dalla notifica del decreto di omologa del giudice.

Il decreto di omologa, infatti, sostituisce totalmente il verbale della commissione medica.

Tuttavia, il decreto di omologa non ti conferisce né ti nega alcun diritto, ma ti riconosce solo lo stato invalidante. Sarà poi l’INPS che deciderà se procedere al pagamento della prestazione.

Nel caso in cui non dovesse procedere al pagamento, si aprirà in questo caso un giudizio distinto.

Se l’omologa si riferisce al verbale per la concessione della Legge 104, per ottenere le agevolazioni deve essere presentato il decreto di omologa in sostituzione del verbale della Commissione Medica.

A questo punto, vediamo quando è necessario rivolgersi al giudice per chiedere l’omologa dell’accertamento sanitario.

Entra nella community e nella chat di Invalidità e Diritti e aggiungiti al gruppo Telegram di news su invalidità e Legge 104 e a quello di WhatsApp per tutte le news. Nel nostro gruppo Facebook confrontati con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi.

Quanti arretrati per l’invalidità civile con l’omologa: quando fare ricorso all’INPS

Abbiamo visto a quanti arretrati per l’invalidità civile con l’omologa hai diritto, se l’INPS non è contraria alla percentuale di invalidità accertata da un perito tecnico nominato dal giudice.

Il giudice viene interpellato nei casi in cui la Commissione medica che ha fatto la visita per l’invalidità civile nega la stessa o attribuisce una percentuale di invalidità minore, che non ti dà accesso alle prestazioni economiche corrispondenti.

Il verbale di invalidità può essere impugnato entro 6 mesi dalla comunicazione, proponendo al giudice istanza di accertamento tecnico preventivo per la verifica preliminare delle tue condizioni sanitarie al fine di valutare la legittimità della tua pretesa.

Nel processo di accertamento dell’invalidità civile sono previste due forme di tutela:

  • giudiziaria, relativa alla fase sanitaria;
  • amministrativa, relativa alla fase di concessione delle provvidenze economiche. Vediamo entrambe.

Quante volte puoi fare ricorso per l’invalidità civile? Ne parliamo in questo approfondimento.

Quanti arretrati per l’invalidità civile con l’omologa tramite ricorso giurisdizionale?

Vediamo quanti arretrati per l’invalidità civile con l’omologa tramite ricorso giurisdizionale.

Il ricorso giurisdizionale viene promosso contro il giudizio sanitario della Commissione Medica per l’accertamento dell’invalidità entro 6 mesi dalla notifica del verbale sanitario.

Superato il limite di 6 mesi, non puoi fare altro che presentare una nuova domanda per invalidità civile e ripetere tutta la procedura che ti porta nuovamente davanti alla Commissione Medica.

Ti dovrai innanzitutto rivolgere a un avvocato esperto in diritto previdenziale, che inoltrerà domanda per ricorso giurisdizionale.

L’accertamento verrà affidato dal giudice a un consulente tecnico d’ufficio (CTU), che sarà assistito nelle operazioni da un medico legale dell’INPS.

Una volta conclusa la consulenza, entro 30 giorni, sia tu che l’INPS, potrete contestare le conclusioni del consulente.

Se non ci sono contestazioni, il giudice predispone il decreto di omologazione dell’accertamento, che non è più impugnabile né modificabile.

A quel punto, l’INPS ti riconoscerà la prestazione economica a cui hai diritto e ti spetteranno gli arretrati a partire dal momento in cui hai presentato domanda per l’invalidità civile.

Se invece si hanno contestazioni, si apre un nuovo giudizio, con il deposito del ricorso.

In questo articolo ti spieghiamo cos’è il contributo unificato per il ricorso dell’invalidità e a chi spetta l’esenzione dal pagamento.

Quanti arretrati per l'invalidità civile con l'omologa
Invalidità con omologa, quanti arretrati mi spettano. Nella foto: un uomo che legge attentamente dei documenti

Quanti arretrati per l’invalidità civile con l’omologa tramite ricorso amministrativo?

Vediamo quanti arretrati per l’invalidità civile con l’omologa, in caso di ricorso amministrativo.

Il ricorso amministrativo è ammesso esclusivamente contro i provvedimenti di rigetto o di revoca dei benefici economici che attengono a requisiti non sanitari, ovvero al reddito, alla cittadinanza e alla residenza.

Quindi, può capitare che stai percependo una prestazione economica ma che l’INPS te la revochi perché ritiene che non vi siano più uno o diversi di questi requisiti. Oppure rigetta la domanda di invalidità, sempre per lo stesso motivo.

In questo caso, la presentazione del ricorso amministrativo viene fatta esclusivamente per via telematica:

  • direttamente da te, se sei in possesso delle credenziali per accedere alla sezione “Ricorsi Online” del sito web INPS (SPID, CIE o CNS);
  • tramite enti di patronato o altri soggetti abilitati all’intermediazione con l’Istituto, come Caf o patronati.

Una volta ricevuto il tuo ricorso amministrativo, l’INPS valuterà se ci sono le condizioni per continuare a erogare la prestazione che aveva revocato o concedertela, in caso di prima domanda rigettata.

Nel caso di prima domanda, anche il questo caso hai diritto agli arretrati dal momento in cui l’hai presentata, se l’INPS riconosce che vi siano i requisiti necessari.

In caso di revoca, avrai diritto agli arretrati relativi ai mesi in cui la prestazione è stata sospesa, sempre che tu riesca a dimostrare che possedevi i requisiti durante il periodo della sospensione.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sull’invalidità civile:

Your Title Goes Here

Your content goes here. Edit or remove this text inline or in the module Content settings. You can also style every aspect of this content in the module Design settings and even apply custom CSS to this text in the module Advanced settings.

Entra nei gruppi

Ricevi ogni giorno gratis e senza spam i migliori articoli sull’invalidità e sulla Legge 104. Scegli il gruppo che ti interessa:

Telegram (Consigliato) / privacy

WhatsApp / privacy

Facebook

Importante:

  • Sul gruppo Telegram è possibile commentare le notizie e confrontarsi in chat;
  • Sul gruppo WhatsApp non si può scrivere, pubblichiamo noi le notizie due volte al giorno;
  • I post nel gruppo Facebook sono moderati. Pubblichiamo solo quelli utili alla comunità. I commenti sono liberi, ma controllati.

Ci riserviamo di bannare ed escludere dai gruppi persone violente/aggressive o che si comportano contro i nostri valori.

1