Malattie professionali tabellate e non tabellate: vediamo nel dettaglio quali sono le differenze tra le due tipologie - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Cosa sono le malattie professionali?
Le malattie professionali sono condizioni mediche che si sviluppano gradualmente a causa dell’esposizione a rischi specifici sul luogo di lavoro.
L’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) le definisce come patologie che si manifestano lentamente nel tempo a causa di cause legate all’ambiente lavorativo e richiedono un collegamento diretto tra il rischio professionale e la malattia stessa. Questi rischi possono derivare dalla natura del lavoro svolto e dall’ambiente in cui viene eseguito.
Le malattie professionali possono essere causate da vari fattori, tra cui l’esposizione a sostanze tossiche come polveri o prodotti chimici, l’inalazione di vapori o gas nocivi, l’uso di strumenti che generano vibrazioni o rumori intensi, e compiti che comportano posizioni scomode eseguite in modo ripetitivo.
In genere, il medico curante è responsabile di richiedere gli esami necessari per stabilire se i sintomi del lavoratore siano collegati o meno alla sua attività professionale.
Una volta diagnosticata una malattia professionale, è necessario denunciarla all’INAIL. La segnalazione dovrebbe includere un certificato medico che prescrive gli esami per confermare la connessione tra i sintomi e la malattia professionale, oltre a informazioni sul luogo di lavoro, settore e orario di lavoro del dipendente, nonché la sua retribuzione.
L’INAIL è responsabile di confermare o negare la presenza della malattia professionale. Se viene confermato che i sintomi sono legati al lavoro, il dipendente può ricevere un’indennità economica, che varia nel tempo. Se il lavoro ha causato danni biologici, l’INAIL può anche fornire un indennizzo basato sulla gravità del danno.
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Cosa si intende per malattie professionali tabellate?
L’INAIL ha sviluppato un sistema di classificazione delle malattie professionali che comprende due categorie principali: le malattie professionali tabellate e quelle non tabellate.
Le malattie professionali tabellate sono quelle che sono chiaramente riconosciute come una diretta conseguenza dell’attività lavorativa svolta.
Queste malattie sono specifiche per l’industria e l’agricoltura, e devono essere denunciate entro un certo periodo di tempo dalla cessazione dell’attività a rischio.
Le tabelle delle malattie professionali contengono un elenco delle malattie e dei fattori di rischio associati, e forniscono istruzioni su come riconoscerle, diagnosticarle e ottenere un indennizzo. Queste tabelle rappresentano, quindi, una risorsa preziosa sia per i medici del lavoro che per i datori di lavoro.
Tra le malattie professionali tabellate più comuni troviamo:
- Malattie dell’apparato respiratorio, come la silicosi, l’asbestosi, le pneumoconiosi e l’asma professionale.
- Malattie correlate all’esposizione a sostanze chimiche, come l’avvelenamento da piombo e la dermatite da contatto.
- Malattie muscolo-scheletriche, tra cui la sindrome del tunnel carpale, la lombalgia e le lesioni da sforzo ripetuto.
- Malattie infettive, come l’epatite B e C, la tubercolosi, l’HIV e l’AIDS.
- Malattie del sistema nervoso, come la sindrome del tunnel cubitale, la neuropatia periferica e il morbo di Parkinson legato all’occupazione.
- Malattie psicologiche, compreso lo stress e i disturbi psichiatrici.
In questo sistema tabellare, il lavoratore non è tenuto a dimostrare che la malattia sia stata causata direttamente dall’attività lavorativa.
Una volta dimostrata l’esposizione prolungata a un rischio associato a una specifica attività lavorativa e verificata la sintomatologia della malattia elencata nella tabella, il lavoratore può denunciare la malattia professionale e ricevere un indennizzo.
Cosa si intende per malattie professionali non tabellate?
Le malattie professionali non tabellate non rientrano all’interno di specifiche tabelle prestabilite dalle varie normative e richiedono che il lavoratore dimostri un legame diretto tra la patologia e l’attività lavorativa svolta in modo prolungato.
Queste malattie possono essere causate da vari fattori, come il lavoro notturno, l’esposizione a rumori e vibrazioni, o l’interazione con campi elettromagnetici. Un ulteriore fattore di rischio per la salute dei lavoratori è l’esposizione prolungata ai monitor dei computer.
Alcune delle malattie professionali non tabellate comprendono:
- Malattie cardiache.
- Disturbi gastrointestinali.
- Disturbi endocrini.
- Disturbi del sonno.
- Disturbi psicologici, tra cui ansia e depressione.
Il riconoscimento e la diagnosi delle malattie professionali non tabellate sono spesso complessi, richiedendo un approccio personalizzato e basato sul singolo individuo e sulla sua specifica attività lavorativa.
Poiché le cause possono variare da un lavoratore all’altro, le aziende devono impegnarsi nella prevenzione delle malattie professionali, ad esempio monitorando regolarmente la salute dei propri dipendenti.
| Malattie professionali tabellate | Malattie professionali tabellate |
| Sono chiaramente riconosciute come una diretta conseguenza dell’attività lavorativa svolta. | Non rientrano all’interno di specifiche tabelle prestabilite dalle varie normative |
| Il lavoratore non è tenuto a dimostrare che la malattia sia stata causata direttamente dall’attività lavorativa | Il loro riconoscimento e la diagnosi sono spesso complesse |

FAQ su malattie professionali tabellate e non tabellate
Qual è la malattia professionale più diffusa?
I disturbi muscolo scheletrici degli arti superiori e del collo (DMAS) costituiscono la forma più comune di malattia professionale in Europa, rappresentando oltre il 45% di tutte le malattie professionali.
Quanto tempo si ha per richiedere la malattia professionale?
La segnalazione di una malattia professionale deve essere effettuata entro un periodo di tre anni e 150 giorni dalla sua manifestazione, altrimenti il lavoratore potrebbe perdere il diritto a ricevere le prestazioni dell’INAIL relative al periodo successivo alla segnalazione.
Cosa deve fare il datore di lavoro in caso di malattia professionale?
Il datore di lavoro deve notificare la malattia professionale all’ufficio dell’INAIL competente entro cinque giorni dalla ricezione del certificato medico in modo da avviare il processo per l’erogazione dell’indennità.
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