Madre disabile: proposta di legge

Madre con disabilità e proposta di legge: ecco di cosa si parla, quali sono gli interventi a sostegno, gli strumenti e i fondi a disposizione delle madri con disabilità.
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02/01/2024

In questo articolo parleremo di madre con disabilità e proposta di legge per interventi a sostegno: cosa c’è da sapere? (scopri le ultime notizie su categorie protette, Legge 104, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Madre con disabilità e proposta di legge: cosa dice?

Il 10 maggio 2023 alla Camera dei Deputati è stata presentata una proposta di legge su iniziativa dei deputati Marco Furfaro e Chiara Gribaudo, successivamente integrata (il 6 settembre 2023) e sostenuta da altri deputati.

L’oggetto della proposta di legge verte sugli “interventi a sostegno delle madri con disabilità”, partendo dalle storie e dai vissuti di molte di loro.

Di seguito è possibile leggere e scaricare il testo integrale della proposta di legge:

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Il testo della proposta di legge è composto da 10 articoli e parte con una introduzione, nella quale vengono prese in considerazione le tante esperienze positive di madri con disabilità che, “se supportate adeguatamente dal partner o dalla famiglia, dalla rete socio-sanitaria e dalle associazioni dedicate, possono occuparsi in maniera esemplare di un figlio.

Il diritto alla salute sessuale e riproduttiva è tutelato anche dalla Convenzione dell’ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con la legge 18 del 2009.

Inoltre, nella parte introduttiva si fa riferimento anche al Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea, che fu prodotto dal Forum Europeo sulla Disabilità nel 2011.

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Proposta di legge per madri con disabilità: cosa dicono gli articoli 1 e 2?

La proposta di legge, come si legge nell’articolo 1, ha come obiettivo l’introduzione di misure “per la tutela del diritto alla maternità delle donne con disabilità assicurando il supporto di figure professionali operanti nelle diverse tipologie dei servizi sanitari, socio-sanitari e sociali, sia durante la gravidanza, sia nel periodo post-partum, nonché nelle successive fasi di rientro al lavoro e di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, tenuto conto delle peculiari criticità che possono verificarsi anche in tali fasi per le madri con disabilità”.

L’articolo 1, dunque, si pone in contrasto con le discriminazioni a cui le donne con disabilità sono esposte, affermando che il diritto alla maternità si applica anche ai percorsi di adozione e di procreazione medicalmente assistita o similari.

Con l’articolo 2, invece, la proposta di legge introduce la possibilità, per le donne con disabilità, di essere inserite in un percorso di accompagnamento alla gravidanza e di introdurre apposite linee guida nazionali volte a disciplinarlo.

E’ prevista, poi, la costruzione di un nuovo codice di esenzione dal pagamento delle nuove prestazioni sanitarie e socio-sanitarie, oltre a quelle già previste dal codice di esenzione per gravidanze a rischio.

L’articolo 2 prevede anche la possibilità di introdurre una figura di supporto come l’assistente personale che, si legge, possa coadiuvare la donna nelle proprie attività con lo scopo di garantire alla stessa il diritto a svolgere il proprio ruolo materno e al figlio il diritto di crescere con la propria madre, ferma comunque restando la facoltà di autogestione del bambino da parte della madre con disabilità”.

Vi è inoltre una specifica disposizione a tenere conto “delle particolari esigenze delle donne con disabilità intellettiva, cognitiva e comportamentale nell’espressione della propria sfera affettiva e sessuale, prevedendo apposite misure, quali l’individuazione di una rete di persone e di professionisti per il sostegno e il supporto delle donne in tali percorsi”.

Proposta di legge per madri con disabilità: cosa dicono gli articoli 3, 4 e 7?

Con l’articolo 4 si torna sui supporti a disposizione delle madri con disabilità, attraverso l’istituzione di sportelli informativi regionali e di un numero unico nazionale.

Con l’articolo 3 si punta al diritto allo svolgimento di un’attività lavorativa in “modalità agile”.

È inoltre riconosciuto il “diritto, entro il compimento del quattordicesimo anno di vita del bambino, al prolungamento del congedo parentale, fruibile in misura continuativa o frazionata, per un periodo massimo […] non superiore a tre anni. In tal caso, il congedo parentale può essere fruito in alternativa dall’altro genitore, se facente parte del medesimo nucleo familiare, per un periodo complessivamente non superiore a un anno.

Con l’articolo 7, invece, si ampliano gli incentivi alle imprese per l’inserimento delle madri con disabilità nel mercato del lavoro.

Proposta di legge per madri con disabilità: copertura economica

Per quanto riguarda la copertura economica degli interventi in favore delle madri con disabilità, l’articolo 5 prevede l’istituzione di un “fondo per l’accessibilità per le madri con disabilità”, presso il Ministero della Salute, con uno stanziamento di fondi pari a 3 milioni di euro dal 2024 in poi, per poter garantire l’accessibilità alle cure sanitarie, alle apparecchiature e alle strutture alle donne interessate.

Inoltre, l’articolo 6 prevede che il fondo possa essere dedicato anche per garantire l’accessibilità ai servizi antiviolenza e ai servizi a supporto delle donne con disabilità.

L’articolo 8 “spinge” il Ministro per le disabilità a organizzare e promuovere campagne o programmi nazionali di sensibilizzazione per combattere stereotipi in ambito scolastico, familiare, lavorativo e in generale.

Proposta di legge per madri con disabilità: monitoraggio dati

Per quanto riguarda la raccolta e il monitoraggio dei dati, l’articolo 9 prevede che l’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) e l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) assicurino “il rilascio, con cadenza almeno triennale, di una rilevazione statistica che certifichi il numero di madri con disabilità, la loro distribuzione nel territorio nazionale e la disaggregazione dei dati anche per la variabile delle diverse disabilità”.

Sempre l’articolo 9 dispone l’integrazione della Legge 53/2022, avente ad oggetto le Disposizioni in materia di statistiche in tema di violenza di genere, prevedendo “il rilevamento e la valutazione della diffusione, della gravità e delle conseguenze del fenomeno della violenza di genere ai danni delle donne con disabilità, anche attraverso la disaggregazione dei dati per le diverse disabilità”, oltre alla rilevazione dei dati sull’accessibilità dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio.

Madre con disabilità e proposta di legge
Madre con disabilità e proposta di legge: in foto una donna in carrozzina.

Faq su madri e disabilità

Cosa prevede la manovra di Bilancio 2024 per le mamme?

La manovra di Bilancio 2024 introduce misure significative a sostegno delle mamme. Tra le principali iniziative, si evidenzia uno sgravio contributivo del 100% che influirà positivamente sulla busta paga delle lavoratrici madri. Questo sgravio è particolarmente rilevante in quanto permetterà alle mamme di vedere un incremento degli stipendi. Inoltre, ci sono novità riguardo al bonus asilo nido e al congedo parentale.

Qual è l’importo massimo dello sgravio contributivo per le mamme?

L’importo massimo dello sgravio contributivo per le mamme è fissato a 3.000 euro annui. Questo sgravio sarà applicato al 100% fino a tale cifra, senza limiti di reddito, beneficiando così una vasta gamma di lavoratrici madri.

Quali sono le novità sul bonus asili nido nel 2024?

A partire dal 1° gennaio 2024, per le famiglie con un ISEE fino a 40.000 euro e con almeno un figlio di età inferiore ai dieci anni, il bonus asili nido sarà elevato a 2.100 euro. Ciò rappresenta un incremento significativo rispetto agli anni precedenti, sottolineando l’importanza data al supporto delle famiglie con bambini in età prescolare.

Come cambia il congedo parentale nel 2024?

Il congedo parentale, con la manovra 2024, vede un rafforzamento significativo. Oltre alla durata già prevista di dieci mesi, viene aggiunto un ulteriore mese di congedo. Questo mese supplementare è retribuito al 60% e può essere utilizzato sia dalla madre che dal padre entro i 6 anni di età del bambino.

Inoltre, è fondamentale sottolineare che il primo mese di congedo, precedentemente retribuito al 30% dello stipendio, ora sarà retribuito all’80%, offrendo un maggiore sostegno finanziario alle famiglie.

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