Legge 104 sede di lavoro: diritto di precedenza

Parliamo di Legge 104 e sede di lavoro con diritto di precedenza. Ci chiediamo, in particolare, se il diritto di precedenza è assoluto, ovvero deve essere sempre concesso, o ci possono essere delle limitazioni. Vediamo anche il trattamento preferenziale di cui godono i docenti.
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11/12/23

In questo approfondimento parliamo di Legge 104 e sede di lavoro con diritto di precedenza (scopri le ultime notizie su Legge 104invalidità civilecategorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Legge 104 e sede di lavoro con diritto di precedenza: il diritto è assoluto?

La Legge 104/92, nell’articolo 33, stabilisce che i dipendenti che assistono un familiare con grave handicap (come definito nell’articolo 3 comma 3 della stessa legge) hanno il diritto, “ove possibile”, di scegliere il luogo di lavoro più vicino alla residenza del familiare bisognoso di assistenza. Inoltre, non possono essere trasferiti da tale sede senza il loro consenso.

Quell’“ove possibile”, ci fa intuire già che la Legge 104 e sede di lavoro con diritto di precedenza non è un trattamento preferenziale che viene concesso in maniera assoluta.

Anche la Corte di Cassazione, in una sentenza del 29 novembre 2022, ha spiegato che l’articolo 33, paragrafo 5, della Legge numero 104 del 1992 riconosce un diritto di precedenza, ma solo quando è possibile.

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Questo significa che il lavoratore che assiste una persona con handicap in situazione grave non ha un diritto assoluto a essere trasferito nella sede più vicina a dove vive la persona assistita.

La sentenza ci fornisce ulteriori dettagli su questo argomento: vediamo cosa è stato stabilito e come è stato motivato.

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Legge 104 e sede di lavoro con diritto di precedenza: la sentenza della Cassazione

La Corte di Cassazione ha emesso una sentenza che ha stabilito che l’articolo 33, comma 5, della Legge n. 104/1992 non conferisce ai lavoratori dipendenti che assistono persone con gravi disabilità un diritto assoluto e illimitato. Questo perché l’espressione “ove possibile” richiede un bilanciamento tra vari interessi, tutti protetti costituzionalmente.

La Corte ha evidenziato che l’articolo 601 del decreto legislativo n. 297/1994 stabilisce una disciplina generale per il personale scolastico, che non differenzia la tutela delle disabilità rispetto a quella generale applicabile nei rapporti privati e in altri settori pubblici.

Inoltre, l’articolo 13 del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (C.C.N.I.) regola i diritti di precedenza e tiene conto di vari fattori, inclusi i movimenti territoriali e professionali, nonché le variazioni permanenti e temporanee dei luoghi di assegnazione.

Questo sistema prevede punteggi aggiuntivi per i dipendenti che assistono disabili, che si traducono in una priorità relativa in caso di parità di titoli e anzianità.

La Corte ha sottolineato che la tutela delle disabilità deve essere bilanciata con altri interessi di rilevanza costituzionale.

L’articolo 97 della Costituzione impone alle Pubbliche Amministrazioni di organizzare i loro uffici nel rispetto di principi come l’efficienza, l’imparzialità e la trasparenza, che richiedono comportamenti corretti e in buona fede.

Pertanto, l’amministrazione pubblica deve adottare criteri chiari e predeterminati per gestire i conflitti tra dipendenti che cercano la stessa posizione. Questi criteri possono essere oggetto di negoziazione collettiva.

Ricapitolando: la Legge 104 del 1992 riconosce un diritto di precedenza “ove possibile”, ma non garantisce un trasferimento automatico alla sede più vicina al domicilio del soggetto disabile. Il quadro legale e contrattuale, insieme alla giurisprudenza, bilanciano gli interessi dell’amministrazione scolastica nell’assicurare la copertura delle posizioni in diverse regioni del paese, senza compromettere completamente la tutela prevista dalla Legge n. 104/1992.

Ora: visto che si è parlato di comparto scuola, andiamo a vedere nel dettaglio cosa è previsto per questo settore.

Vediamo chi ha diritto alla Legge 104 4 precedenza in graduatoria ATA e quali sono le agevolazioni per chi è titolare di Legge 104.

Mobilità e corsie preferenziali per scelta della sede e trasferimento con la Legge 104 a scuola

I docenti beneficiari della Legge 104/92 hanno un trattamento speciale per la loro mobilità, perché hanno diritti speciali dovuti alla loro situazione di essere titolari della 104 o familiari di disabili a cui prestano assistenza (articolo 3, comma 3). Questi docenti hanno accesso a:

  • priorità per il cambio di sede
  • possibilità di superare il limite di tre o cinque anni nella stessa scuola.

Ora vediamo questi punti nel dettaglio.

Legge 104 e trasferimento della sede nella scuola: a cosa hanno diritto le persone disabili e i familiari che prestano loro assistenza.

Precedenza per il cambio di sede

Le precedenze per la mobilità nel contesto scolastico, specificamente per il personale insegnante e il personale che fornisce assistenza a familiari disabili, sono regolate dall’articolo 13 del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) e vengono suddivise in due punti principali: III) per il personale con disabilità e bisogni di cure speciali, e IV) per coloro che prestano assistenza a coniuge, figlio con disabilità o parente bisognoso di tutela legale:

Punto III – Personale con disabilità e bisogni di cure speciali:

  • include docenti con disabilità secondo la Legge n. 104/92 con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con specifiche condizioni di salute elencate in una tabella;

Questi individui hanno diritto alla precedenza nella mobilità territoriale se risiedono nel comune in cui desiderano trasferirsi e hanno espresso questa preferenza.

Punto IV – Assistenza a familiari con disabilità:

  • questo punto riguarda coloro che prestano assistenza al coniuge, figlio con disabilità o parente con disabilità bisognoso di tutela legale;
  • la precedenza si applica solo tra distretti diversi dello stesso comune nella prima fase, ma si estende alle fasi successive in caso di trasferimenti;

Nella mobilità interprovinciale, i genitori e il coniuge del disabile in situazione di gravità ottengono la precedenza.

La preferenza sintetica per il comune o il distretto di residenza/cura è obbligatoria prima di esprimere altre preferenze, e l’assenza di posti richiedibili nel comune di residenza implica la necessità di indicare comuni vicini o scuole con sede di organico in altri comuni.

La Legge n. 104/92 e l’articolo 601 del decreto legislativo n. 297/94, regolamentano le precedenze.

Legge 104 e docenti a tempo determinato: vediamo se le agevolazioni lavorative con la Legge 104 sono previste anche per i docenti che non hanno ancora un contratto a tempo indeterminato.

Deroghe a vincoli temporali per i docenti

I docenti che hanno diritto alle precedenze specificate possono essere “esonerati” dalla necessità di rimanere per un periodo di tempo fisso nella loro scuola di assegnazione.

Questi docenti possono richiedere la mobilità senza dover rispettare i vincoli triennali o quinquennali.

legge 104 e sede di lavoro con diritto di precedenza
Legge 104 e sede di lavoro con diritto di precedenza. Nella foto: un dipendente nel suo ufficio.
Vincolo triennale

Il vincolo triennale si applica ai docenti che hanno ottenuto il trasferimento volontario in una scuola richiesta con preferenza analitica o sintetica all’interno del proprio comune di assegnazione.

Tuttavia, i docenti che beneficiano della precedenza 104 sono esentati da questo vincolo se ottengono la titolarità in una scuola fuori dal comune o distretto subcomunale dove si applica la precedenza.

Vincolo quinquennale

Il vincolo quinquennale riguarda diverse categorie di docenti:

  • docenti della scuola Secondaria di I e II grado assunti dalle graduatorie di merito del concorso straordinario 2018, ai quali si applica l’articolo 13 comma 3 del D.lgs 59/2017, come modificato dalla Legge n. 145/2018;
  • docenti immessi in ruolo nell’anno scolastico 2020/21, indipendentemente dalla procedura di reclutamento o dal grado di istruzione di assunzione, in conformità con il comma 17-octies dell’art. 1 del D.L. n. 126/2019, coordinato con la Legge di conversione n. 159/2019.

Anche in questi due casi, i docenti che beneficiano della precedenza 104 sono esentati dal vincolo temporale.

Nel primo caso, la deroga si applica se gli interessati assistono persone disabili (come stabilito dall’art. 33 commi 5 e 6 della Legge n.104/92) dopo aver presentato la domanda di concorso.

Nel secondo caso, la deroga si applica se le situazioni legate alla Legge 104 sono insorte dopo la data di iscrizione ai concorsi o all’aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento.

In entrambi i casi, i docenti sono autorizzati a partecipare alla mobilità immediatamente, grazie alla precedenza di cui godono.

FAQ sulla Legge 104 e agevolazioni lavorative

Quali sono le agevolazioni lavorative previste dalla Legge 104?

Le agevolazioni lavorative previste dalla Legge 104 includono permessi retribuiti per l’assistenza e l’accompagnamento della persona disabile, il diritto alla riduzione dell’orario di lavoro, la possibilità di richiedere il trasferimento del lavoratore disabile presso un’altra sede aziendale, e l’obbligo per il datore di lavoro di adottare misure per favorire l’integrazione lavorativa della persona con disabilità.

Come si richiede il riconoscimento della disabilità e le agevolazioni previste dalla Legge 104?

Per ottenere il riconoscimento della disabilità e le relative agevolazioni, è necessario presentare una domanda presso l’INPS. La procedura prevede la compilazione di appositi moduli e la presentazione di documentazione medica che attesti la disabilità. Una volta ottenuto il riconoscimento, è possibile richiedere le agevolazioni lavorative al proprio datore di lavoro.

Quali sono gli obblighi del datore di lavoro nei confronti di un dipendente con disabilità?

Il datore di lavoro è tenuto a garantire l’integrazione lavorativa del dipendente con disabilità, adottando misure adeguate alle sue esigenze. Queste misure possono includere la modifica dell’ambiente di lavoro, l’assegnazione di mansioni adeguate alle capacità della persona con disabilità e il rispetto dei permessi e delle agevolazioni previsti dalla legge 104.

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