Legge 104 per le mamme: tutti i benefici

Vediamo come funziona la Legge 104 per le mamme: ci riferiamo alle mamme che assistono figli disabili e, nell’altro caso, al figlio che assiste la mamma con disabilità.

A cosa ho diritto se ho un figlio con disabilità? Come funziona la Legge 104 per le mamme? E se invece mi occupo di una madre con disabilità, cosa mi spetta? - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.

Come funziona la Legge 104 per le mamme

Molti ci chiedono come funziona la Legge 104 per le mamme, ovvero per chi si prende cura di un figlio con disabilità.

Molti altri vogliono avere informazioni su cosa spetta a un figlio che presta assistenza alla propria madre disabile.

Sono diverse le agevolazioni fiscali e lavorative riservate alle madri di figli disabili e ai caregiver che si prendono cura delle proprie madri.

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La tabella che segue li riassume tutti:

Cosa spetta a una mamma di figli disabiliCosa spetta per una mamma disabile da assistere
Permessi retribuitiPermessi Legge 104
Scelta della sede di lavoro e rifiuto del trasferimentoCongedo straordinario
Prolungamento del congedo parentale e congedo straordinarioPensione anticipata
Permessi non retribuitiAssegno di cura
Rifiuto del lavoro notturnoAgevolazioni fiscali
Smart workingScelta della sede di lavoro e rifiuto del trasferimento
Assegno Unico maggioratoRifiuto del lavoro notturno
Bonus genitori figli con disabilità (solo per chi lo ha chiesto nel 2023, non ancora riconfermato nel 2024)
Ape sociale e Opzione donna
Incentivi fiscali
Legge 104 per le mamme: tabella con tutte le agevolazioni per mamme di figli di disabili e per figli che assistono mamme con disabilità

Andiamo a vederli tutti nel dettaglio, cominciando dalle agevolazioni previste per le madri di figli con disabilità.

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Agevolazioni Legge 104 per le mamme di figli con disabilità

Prolungamento del congedo parentale o 3 giorni di permesso mensile

Le mamme di figli disabili che svolgono attività lavorativa dipendente (pubblico o privato) hanno diritto a godere di permessi retribuiti, necessari a prendersi cura del soggetto fragile a carico.

Le madri di figli con disabilità in situazione di gravità hanno diritto ad una serie di permessi retribuiti, previsti dalla Legge 104/1992.

La disabilità grave, accertata dalla competente Commissione medico legale istituita presso l’ASL, ricorre quando la minorazione, singola o plurima, riduce l’autonomia personale dell’interessato, collegata all’età, tale da rendere necessaria un’assistenza permanente, continuativa e globale.

Nello specifico, le mamme, fino ai tre anni di età del figlio hanno diritto, in alternativa:

  • al prolungamento del congedo parentale, fruibile in misura continuativa o frazionata, per un periodo massimo complessivamente non eccedente i tre anni (compresi i periodi di congedo previsti per la generalità dei genitori) da godere entro il compimento del dodicesimo anno di vita del bambino;

Con riferimento ai figli dai tre ai dodici anni la mamma può scegliere tra, in alternativa:

  • prolungamento del congedo parentale come sopra descritto;
  • tre giorni mensili di permesso, anche continuativi.

Per i figli di età pari o superiore a dodici anni, la mamma ha diritto ai tre giorni mensili di permesso, anche continuativi.

I genitori di un figlio disabile, che sono entrambi lavoratori dipendenti, possono fruire alternativamente dei permessi 104 per assisterlo.

Il diritto a fruire dei permessi spetta previa domanda all’INPS.

L’Istituto stesso si fa carico del trattamento economico per le ore di assenza, con anticipo delle somme in busta paga da parte del datore di lavoro.

Scelta della sede di lavoro

Le mamme di figli con disabilità che godono dei permessi mensili retribuiti, possono scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio, in modo da essere agevolate nell’assistenza al figlio e non possono essere trasferite senza il loro consenso ad altra sede.

Queste agevolazioni sono concesse anche ai lavoratori che hanno bisogno di assistere la madre disabile grave.

Congedo straordinario

Le mamme di un figlio disabile, dipendenti pubblici o privati, hanno diritto ad assentarsi da lavoro in congedo straordinario.

Il congedo, previa domanda all’INPS, spetta per un periodo continuativo o frazionato di due anni nell’arco dell’intera vita lavorativa del richiedente per ciascun soggetto disabile.

Il trattamento economico dovuto per i periodi di assenza è a carico dell’Istituto. Le somme in questione vengono anticipate in busta paga da parte del datore di lavoro.

Permessi non retribuiti

Le mamme che fruiscono del congedo straordinario per un periodo continuativo non superiore a sei mesi, hanno diritto di fruire di permessi non retribuiti in misura pari al numero dei giorni di congedo ordinario che avrebbero maturato nello stesso arco di tempo lavorativo.

Rifiuto del lavoro notturno

La normativa (decreto legislativo numero 66/2003) dispone che non sono obbligati a prestare lavoro notturno la lavoratrice o il lavoratore che abbiano a proprio carico un soggetto disabile, quindi vale sia per le madri di figli disabili che per chi assiste la propria madre.

Smart working

Le aziende sono tenute a riconoscere priorità alle richieste di esecuzione dell’attività lavorativa in modalità agile, formulate da lavoratori e lavoratrici con figli in condizioni di disabilità, senza limiti di età.

Assegno Unico maggiorato

Le madri con figli disabili a carico hanno diritto anche a una maggiorazione rispetto al normale importo dell’Assegno Unico e Universale. Si tratta di un sussidio che tutte le famiglie con figli possono chiedere allo stato. Gli importi cambiano in base alla composizione del nucleo familiare e all’ISEE.

Non solo però. Esistono anche una serie di maggiorazioni in base alla propria situazione familiare, tra cui il sussidio maggiorato per famiglie con figli disabili.

Bonus genitori con figli disabili

Il Bonus genitori con figli disabili è un contributo per genitori disoccupati o monoreddito, facenti parte di nuclei familiari monoparentali, con figli a carico aventi una disabilità riconosciuta in misura non inferiore al 60 per cento.

L’importo del sussidio, erogato dall’INPS, è di 150 euro mensili. Per i genitori con due o più figli a carico, in possesso di una disabilità non inferiore al 60 per cento, il contributo è pari, rispettivamente, a 300 euro e a 500 euro mensili complessivi che rappresentano l’importo massimo erogabile.

Il Bonus però non è stato ancora riconfermato per il 2024, ne stanno beneficiando solo coloro che hanno fatto domanda entro l’ultimo termine di marzo 2023.

Ape sociale e Opzione donna

Chi assiste una persona disabile (e quindi in special modo le madri di figli disabili) ha diritto ad uscire prima da lavoro, rispetto alla normale normativa pensionistica. Nel 2024 la pensione anticipata in questi casi è rappresentata da due meccanismi: Ape sociale e Opzione donna.

Ape sociale

Questa misura, nata nel 2017, è stata estesa fino al 31 dicembre 2024. Tuttavia, ci sono alcuni cambiamenti da tenere a mente.

Prima di tutto, il requisito d’età è stato aggiornato. Ora, per accedere, dovrai aver compiuto 63 anni e 5 mesi entro l’anno in corso. I contributi richiesti rimangono stabili: 30 anni di contributi e 36 per chi ha svolto lavori pesanti.

Oltre all’età, ci sono diverse condizioni da soddisfare per ottenere l’Ape sociale:

  • devi essere disoccupato e aver esaurito la Naspi;

Ape sociale è un prestito che si ottiene in dodici rate mensili, pari all’importo della pensione di vecchiaia al momento della richiesta.

L’importo mensile massimo è di 1.500,00 euro lordi, senza rivalutazioni o integrazioni al trattamento minimo.

L’indennità può essere cumulata con redditi da lavoro dipendente o parasubordinato, fino a 8.000 euro lordi annui, sia in Italia che all’estero.

È anche compatibile con i redditi derivanti da lavoro autonomo, entro i 5.500,00 euro lordi annui.

Legge 104 per le mamme
Legge 104 per le mamme. Nella foto: una mamma con il suo bambino.
Opzione donna

Con la conferma della Legge di bilancio 2024, Opzione Donna consente alle donne lavoratrici di andare in pensione anticipata con il sistema contributivo, ottenendo una riduzione dell’importo pensione.

Tuttavia, nonostante la proroga, l’accesso si riduce ulteriormente, richiedendo ora un anno in più di contributi, mantenendo il requisito di 35 anni.

La novità principale nel 2024 riguarda l’innalzamento dell’età anagrafica richiesta, portandola a 61 anni.

È confermata invece la riduzione da uno a due anni per le donne con figli, risultando in:

  • 61 anni per donne senza figli;
  • 60 anni per donne con un figlio;
  • 59 anni per donne con più figli.

Fino al 2023 l’età richiesta era di norma 60 anni, ridotta a 59 con un figlio e 58 con due o più.

Le regole contributive cambiano solo per le lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese in crisi, che possono accedere con 59 anni e 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2023, indipendentemente dal numero di figli.

La versione ristretta di Opzione Donna persiste anche nel 2024, consentendo l’accesso solo a specifiche condizioni, come assistenza a parenti con handicap o riduzione della capacità lavorativa accertata pari o superiore al 74%.

La finestra mobile per il primo pagamento pensionistico rimane invariata nel 2024:

  • 12 mesi per le lavoratrici dipendenti;
  • 18 mesi per le lavoratrici autonome.

Per coloro che hanno maturato i requisiti prima del 2023 e 2022, è possibile accedere al pensionamento anticipato anche successivamente alla scadenza del regime, mantenendo i requisiti raggiunti con le vecchie regole entro il 31 dicembre 2021: 58 anni e 35 anni di contributi.

Incentivi fiscali

L’attenzione della normativa a quanti sono madri o comunque genitori, oppure assistono persone disabili, si estende anche al campo fiscale, grazie a una serie di misure volte a ridurre il carico di IRPEF, IVA e altri tributi, a beneficio di chi sostiene la spesa ed ha fiscalmente a carico una persona con disabilità.

Ci riferiamo in particolare a queste tutele fiscali:

  • detrazione IRPEF pari al 19% per le spese sanitarie e per l’acquisto di mezzi di ausilio, eccedenti la franchigia di 129,11 euro (la franchigia non opera con riferimento a talune spese, ad esempio il trasporto in ambulanza della persona con disabilità);
  • detrazione IRPEF pari al 19% delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza della persona con disabilità nel compimento degli atti della vita quotidiana (la detrazione dev’essere calcolata su un ammontare di spesa non superiore a 2.100 euro, in presenza di un reddito complessivo del contribuente non eccedente i 40 mila euro);
  • detrazione IRPEF spettante per ogni figlio fiscalmente a carico e con disabilità: l’importo è di 1.620 euro se il figlio ha un’età inferiore a 3 anni, e di 1.350 euro se di età superiore. Con più di tre figli a carico la detrazione aumenta di 200 euro per ciascun figlio;
  • IVA ridotta al 4% per l’acquisto di mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione e al sollevamento delle persone con disabilità;
  • detrazione IRPEF al 19% e aliquota IVA agevolata al 4% per l’acquisto di sussidi tecnici e informatici volti a facilitare l’autosufficienza e l’integrazione delle persone con disabilità;

Agevolazioni Legge 104 per le mamme da assistere

Vediamo invece come funziona la Legge 104 per le mamme disabili da assistere, ovvero se è in questo caso il figlio che deve prestare assistenza.

Molte delle agevolazioni sono uguali a quelle previste per le madri che devono occuparsi dei figli con disabilità. Vediamo nel dettaglio anche queste agevolazioni.

Permessi Legge 104

L’art. 33 della Legge n. 104 del 1992 consente ad ogni lavoratore dipendente, pubblico o privato, di fruire di 3 giorni di permesso al mese, anche in orari frazionati, per assistere un familiare disabile. Questo periodo di assenza dal lavoro è regolarmente retribuito ed è coperto da contribuzione previdenziale figurativa.

La madre da assistere deve essere affetta da handicap in situazione di gravità riconosciuto ai sensi dell‘art. 3 comma 3 della Legge 104, e non deve essere ricoverata a tempo pieno in ospedale o in un’altra struttura.

Dal 13 agosto 2022 è scomparsa la figura del «referente unico»: ciò significa che, più lavoratori tra gli aventi diritto possono ottenere i permessi 104 per lo stesso disabile, ferma restando la fruizione alternata e il limite di 3 giorni mensili.

Congedo straordinario

Oltre ai permessi mensili, per chi è lavoratore dipendente, pubblico o privato, e deve assistere un genitore disabile convivente, è previsto anche il congedo straordinario Legge 104: spetta anche al figlio, in caso di assenza o impossibilità da parte del coniuge convivente, e può durare fino a 2 anni complessivi nella vita lavorativa, ma è frazionabile in periodi più brevi, ed è regolarmente retribuito con un’indennità a carico dell’INPS, anticipata dal datore di lavoro.

Legge 104 per le mamme disabili non conviventi?

Un’altra domanda che ci viene spesso fatta è come funziona per la Legge 104 per la madre non convivente.

Dunque: per quanto riguarda la fruizione dei permessi 104, non è richiesto il requisito della convivenza, quindi il problema non si pone.

Il congedo straordinario, invece, richiede la convivenza con la persona disabile da assistere, ma i figli di genitori disabili possono soddisfare il requisito anche successivamente alla richiesta dell’agevolazione.

L’INPS, infatti, con la circolare n. 49 del 5 aprile 2019, spiega come la sentenza della Corte Costituzionale n. 232 del 7 dicembre 2018 abbia influenzato il congedo straordinario per i figli di persone disabili, secondo l’articolo 42, comma 5, del D. Lgs n. 151/2001.

La sentenza ha stabilito che l’articolo 42, comma 5, del D. Lgs n. 151/2001 è stato dichiarato incostituzionale in quanto non includeva i figli che non convivevano ancora con il genitore disabile al momento della richiesta di congedo.

Questi figli possono ora beneficiare del congedo straordinario solo se si verificano mancanza, decesso o patologie invalidanti di altri familiari legittimati a richiederlo, e solo se successivamente instaurano la convivenza con il genitore disabile.

Pensione anticipata

I lavoratori che assistono la madre affetta da disabilità grave possono ottenere la pensione anticipata grazie all’Ape sociale: è necessario che sia accertata una percentuale di invalidità superiore al 74% e che il disabile conviva da almeno 6 mesi con il richiedente.

Possono usufruire di questo beneficio solo i familiari di primo grado: coniuge, genitori e figli, e deve trattarsi di lavoratori precoci o che svolgono mansioni gravose.

Assegno di cura

Un ulteriore sostegno economico previsto in favore di chi assiste una madre disabile è l’assegno di cura: la misura dell’emolumento varia da Regione a Regione (talvolta può superare i 500 euro mensili) e tiene conto del valore ISEE del nucleo familiare di riferimento.

Agevolazioni fiscali

Anche le mamme di figli disabili a carico, hanno diritto ad acquisti agevolati di numerosi prodotti e servizi, e a numerosi sgravi fiscali.

Per quanto riguarda le agevolazioni fiscali, si tratta delle stesse agevolazioni riservate alle madri di figli disabili, tranne che per le detrazioni per figli disabili a carico, per cui ti rimandiamo alla lettura del paragrafo in cui ne abbiamo parlato.

FAQ sulla Legge 104 per le mamme

Quali vantaggi scolastici offre la Legge 104 ai bambini?

La Legge 104 riserva a bambini con particolari necessità una serie di agevolazioni scolastiche. Queste vanno da sostegni didattici speciali, all’adattamento di materiali e strutture, fino a tempistiche flessibili.

La Legge 104 fornisce sostegno ai bambini nati prematuramente?

Un bambino nato prematuro può beneficiare di agevolazioni previste dalla Legge 104 se presenta condizioni di salute che ne giustificano la richiesta. Una valutazione medica sarà necessaria per stabilirne l’effettivo diritto.

Come si applica la Legge 104 ai genitori separati?

Nel caso di genitori separati, la Legge 104 prevede che entrambi possano usufruire dei benefici per la cura del figlio, a condizione che sia dimostrata la convivenza con il minore.

È possibile ottenere la dimora temporanea per il congedo straordinario?

Sì, è possibile richiedere una dimora temporanea per beneficiare del congedo straordinario. Questa scelta potrebbe essere necessaria nel caso in cui l’assistito non viva stabilmente con te.

Posso assistere entrambi i miei genitori con la Legge 104?

Sì, è possibile assistere entrambi i genitori con la Legge 104. Tuttavia, è importante ricordare che i giorni di congedo previsti dalla legge non aumentano, indipendentemente dal numero di assistiti.

Posso usufruire della Legge 104 per assistere mia madre che vive all’estero?

Per usufruire dei benefici della Legge 104 è necessario che l’assistito risieda in Italia. Quindi, se tua madre vive all’estero, non sarà possibile richiedere il congedo straordinario.

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