Legge 104 figlio non convivente

Legge 104 e figlio non convivente: se sei un figlio e il tuo genitore è disabile grave titolare di Legge 104, hai il diritto di prendere il congedo straordinario per aiutarlo, anche se non vivi con lui al momento in cui ne fai richiesta? Rispondiamo in questo approfondimento.
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16/11/2023

In questo articolo parliamo di Legge 104 e figlio non convivente (scopri le ultime notizie su Legge 104invalidità civilecategorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Legge 104 e figlio non convivente: è possibile?

Cerchiamo di capire se è prevista la Legge 104 e figlio non convivente, considerando che la convivenza con la persona disabile da assistere è il requisito fondamentale per poter richiedere il congedo biennale straordinario Legge 104.

La sentenza della Corte Costituzionale n. 232 del 7 dicembre 2018 ha riguardato il congedo straordinario per i figli di disabili in situazione grave non conviventi al momento della richiesta, come stabilito dall’articolo 42, comma 5, del D. Lgs n. 151/2001.

Successivamente, l’INPS ha emesso una nota esplicativa il 5 aprile 2019. Secondo questa circolare, se il figlio, al momento della richiesta di congedo, non convive ancora con il genitore disabile in situazione grave, può ottenere il congedo straordinario biennale solo se mancano, sono deceduti o affetti da patologie invalidanti tutti gli altri familiari che avrebbero diritto al congedo, a condizione che successivamente instauri la convivenza con il genitore.

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In sintesi, il congedo straordinario biennale può essere concesso a un figlio non ancora convivente con un genitore disabile in situazione grave, ma solo se tutti gli altri familiari che avrebbero diritto al congedo sono assenti, deceduti o affetti da patologie invalidanti. Inoltre, la concessione dipende dalla successiva convivenza con il genitore disabile.

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Ordine di priorità per il congedo straordinario

Dopo aver chiarito come possa essere possibile richiedere la Legge 104 e figlio non convivente, ricordiamo l’ordine di priorità dei beneficiari, visto che ne abbiamo parlato nel paragrafo precedente e che è la prima condizione per richiedere l’agevolazione.

Il congedo straordinario, regolato dall’articolo 42, comma 5, del D. Lgs n. 151/2001, viene assegnato seguendo quest’ordine di priorità:

Prima di tutto, al “coniuge convivente” o alla “parte dell’unione civile convivente” della persona disabile in una situazione grave.

In mancanza del coniuge convivente o della parte dell’unione civile convivente, il congedo può essere concesso al padre o alla madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità, se il coniuge convivente è assente, deceduto o affetto da patologie invalidanti.

Nel caso in cui manchino sia il coniuge convivente che entrambi i genitori, il congedo può essere richiesto da uno dei “figli conviventi” della persona disabile in situazione di gravità.

Se il coniuge convivente, entrambi i genitori e i figli conviventi sono assenti, deceduti o affetti da patologie invalidanti, uno dei fratelli o sorelle conviventi può beneficiare del congedo straordinario.

In assenza di coniuge convivente, entrambi i genitori, figli conviventi e fratelli o sorelle conviventi, il congedo può essere richiesto da un parente o affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità.

Infine, nel caso in cui siano assenti coniuge convivente, entrambi i genitori, figli conviventi, fratelli o sorelle conviventi e parenti o affini entro il terzo grado conviventi, il congedo straordinario può essere concesso a uno dei figli non ancora conviventi con la persona disabile in situazione di gravità, ma che instauri tale convivenza successivamente.

In questo approfondimento vediamo come attivare la Legge 104 dopo il riconoscimento dell’handicap.

Cos’è il congedo straordinario

È possibile richiedere congedi dal lavoro fino a due anni per assistere un disabile, come stabilito dall’art. 42 del d.lgs. n.151/2001.

Questi congedi possono essere suddivisi e utilizzati in periodi separati. Per beneficiare di due periodi distinti di congedo biennale, è necessario che il lavoratore dipendente riprenda effettivamente servizio tra un periodo e l’altro.

Durante il congedo, il lavoratore riceve un’indennità pari all’ultima retribuzione, considerando le voci fisse e continuative del trattamento.

Inoltre, il periodo di congedo è coperto da contribuzione figurativa. Questo periodo conta ai fini del trattamento di quiescenza secondo la normativa vigente, ma non influisce sulla maturazione di ferie, trattamento di fine rapporto, tredicesima mensilità e progressione di carriera.

In presenza di determinate condizioni e solo è possibile fare domanda per Legge 104 al nipote non convivente. Vediamo quali sono queste condizioni e in che modo si possono utilizzare i permessi retribuiti, il congedo straordinario la scelta della sede di lavoro e il trasferimento di sede.

Legge 104 e figlio non convivente
Legge 104 e figlio non convivente. Nella foto: una donna anziana assistita dalla figlia.

Come richiedere la Legge 104 e figlio non convivente

Per richiedere la Legge 104 e figlio non convivente, devi presentare una richiesta all’INPS, allegando un’autocertificazione in cui ti impegni a stabilire successivamente la residenza presso l’abitazione del genitore disabile da assistere.

Puoi farlo in due modi: attraverso il sito web dell’INPS o chiamando il call center Inps al numero verde 803.164 o 06.164.164 dal cellulare (a pagamento).

Se utilizzi il sito e INPS, una volta loggato nella sezione “Domande per Prestazioni a sostegno del reddito”, clicca su “Disabilità” e poi su “Permessi Legge 104/1992”, come mostrato nell’immagine:

Importante: non confondere la richiesta di permessi Legge 104 con la richiesta di riconoscimento della Legge 104 o dell’handicap grave, che deve essere presentata direttamente dal disabile. Ricorda anche che l’INPS paga l’indennità, anche se il datore di lavoro l’ha anticipata.

Legge 104 e convivenza di fatto: si ha diritto alle agevolazioni lavorative? E come si dimostra la convivenza di fatto? Ne parliamo in questo articolo.

FAQ sul congedo Legge 104

Il congedo straordinario può essere rifiutato dal datore di lavoro?

No, il datore di lavoro non può rifiutare la richiesta di congedo straordinario se ricorrono le condizioni previste dalla legge. La normativa prevede che il lavoratore abbia il diritto di usufruire di questo tipo di congedo per assistere un familiare con disabilità grave o non autosufficiente. Il datore di lavoro ha l’obbligo di rispettare i diritti del lavoratore e garantire il rispetto delle norme vigenti in materia di congedi retribuiti. Pertanto, se hai un familiare che necessita del tuo sostegno a causa di una disabilità grave, il datore di lavoro non può negarti il congedo straordinario.

Posso essere controllato durante l’utilizzo del congedo straordinario?

Sì, è possibile che vengano effettuati controlli durante l’utilizzo del congedo straordinario. L’INPS ha il diritto di verificare la corretta fruizione di questo tipo di congedo. Durante il periodo in cui usufruisci del congedo straordinario, potresti essere sottoposto a controlli a sorpresa da parte dell’INPS, allo scopo di accertare che le condizioni per il riconoscimento del congedo siano effettivamente presenti e che tu stia utilizzando il periodo di congedo per assistere il familiare con disabilità grave o non autosufficiente come previsto.

Come si calcola l’indennità di congedo straordinario con la Legge 104 se lavoro part-time?

L’indennità di congedo straordinario si basa sull’ultima retribuzione base ricevuta. Vengono considerate solo le parti fisse del tuo stipendio, escludendo extra come gli straordinari o i premi di produzione. Nel periodo di congedo, hai diritto al 100% della tua retribuzione base. Ricorda, esiste un limite massimo di 37.341 euro all’anno, ovvero 102,30 euro al giorno.

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